Ti lascio una canzone 4
Pubblicato in: Feedback - Recensioni
|
Antonella Clerici ha condotto il 10 settembre 2010 la quarta edizione di "Ti lascio una canzone" su Raiuno.
Antonella Clerici era pronta a combattere una guerra dura, contro "Il peccato e la vergogna" ma la sensazione è che si sia fatto di tutto per lottare con il giusto equipaggiamento. Le edizioni consecutive - a distanza di pochi mesi - di un programma spesso hanno il difetto di sembrare raffazzonate, un po' rapide, con qualche toppa qua e là.
Il rinnovo dello studio più fedele all'identità scenografica dell'ultimo Sanremo 2010, il nuovo cast dei bambini, la splendida forma raggiunta dalla conduttrice (e quando parliamo di splendida forma, ci si riferisce ad una certa verve che si era un po' persa per strada), tutto torna e non sa di ecologico riciclo.
Insomma: questa edizione del talent per bambini unisce sempre un po' le dinamiche del Festival della Canzone degli ultimi anni e un po' il talent, rimanendo nel complesso tutto identico a se stesso, anche se per la prima volta è stato proposto registrato (e non era nemmeno montato male, ed è una rarità per un team solitamente pronto a lavorare in diretta, per non parlare dell'assenza del televoto che alleggerisce tanto la conduzione).
L'impressione è che un po' per i piccoli fenomeni e un po' per le situazioni sceniche, si sia arrivati a spostare un po' l'asticella sulla teatralità dello show: bambini più atteggiati ma non spocchiosi, situazioni finzionali con gli ospiti. Il talent diventa spettacolo puro, e ne guadagna.
OK - Frank Matano è lì e non si sa bene perché. Un po' come a Sky Scherzando, sembra uno stagista in attesa di imparare il mestiere. Ma è bravo, ha un volto televisivo, ha presenza scenica. Certo che di sicuro non è il nuovo Fiorello, come è stato detto, ma vediamo cosa è in grado di fare nel corso delle puntate. Per ora, pare un po' il nipote acquisito della conduttrice o poco più. E chi fa provini dalla mattina alla sera, rosica. L'unica vera pecca questa volta sono i giudici. Quando si guardava con piacere la prima edizione, già pensavo: vuoi vedere che quell'emozione in tutti noi e negli ospiti sparirà molto presto, come tutte le cose reiterate in tv in genere? E così è stato.
Questo non vuol dire che non ci siano stati momenti "alti", ma vedere un bambino cantare benissimo è un fenomeno un po' inflazionato e se ci metti pure "Io canto", l'insieme non aiuta nessuno dei due programmi. Ma soprattutto non aiuta gli ospiti in giuria.
Sembra non abbiano niente da dire se non frasi fatte e complimenti che non possono che risultare sterili. Verrebbe voglia di cambiare canale e aspettare che una certa forma di finta spontaneità finisca presto e si cominci con una nuova esibizione.
NO - I giudici fissi, Massimiliano Pani e Stefania Sandrelli, non dovrebbero essere interpellati continuamente, ma lasciare che la loro voce sia più sporadica e spontanea. O che ci siano domande a loro poste un po' meno retoriche. Altra cosa, ma è un aspetto più delicato: "Ti lascio una canzone" è un programma che finisce a mezzanotte, come non se ne vedevano da anni. Sarebbe importante che continuasse in questa direzione.
Il format ha ottenuto, con le correzioni alle parti erotiche dei brani e con lo stile di abbigliamento dei bambini, una sua etica. Dare il senso della regola non solo è educativo (quindi si chiude in orario) ma è anche in controtendenza con i format no-rules di cui sono decorati - male - i palinsesti attuali.
Per suggerimenti su questo articolo contattatemi kblog.tvk@gmail.com O commentate liberamente. Qui, le vostre opinioni hanno valore.
|
Pubblicato il 11/09/2010 alle 01:21 da kaos
Tag: antonella clerici, massimiliano pani, stefania sandrelli, ti lascio una canzone
|
| |