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Victor Victoria _ Quarta edizione
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Victoria Cabello ha condotto "Victor Victoria",
nella prima puntata del 5 ottobre 2010 su La7.


Victor Victoria
non è solo un interview show comico condotto da uno dei personaggi televisivi più apprezzati della nuova generazione, ma un vero e proprio laboratorio creativo che arriva alla quarta edizione con due problemi sostanziali alla base, che sono sempre gli stessi.

Un orario sfavorevole in un impianto di palinsesto generalista come quello attuale che soffoca qualsiasi buona intenzione e un confezionamento non ottimale che sembra essere una sua diretta conseguenza.

Chi lavora in seconda o in terza serata deve fare il quadruplo per risultare e riuscire con successo, il che non significa superare il 5 per cento, ma essere il più possibile privo di sbavature.

Che sia ben inteso: la regola dell'impegno è tanto facile da dire quanto tortuosa da mettere in pratica. Però l'identità forte e la storia che sta alle spalle del programma di La7 non possono parlare da sole per sempre.

Il soffocamento, in generale questo vale anche nella vita reale, è una pratica che non offre molti spunti di motivazione per crederci davvero. E questo, a tratti, si sente.

Quest'anno, fuori una capace Virginia Raffaele, entrano Arisa e Melissa P., scelte di estremo interesse. La prima non ha bisogno di copioni perché ha un'ironia intelligente e una dolcezza retrò incantevole, la seconda non ha bisogno che di se stessa per attirare l'attenzione con il suo fascino magnetico e la sua deliziosa saccenza.

Nulla da dire: sono il volto d'angelo e quello demoniaco dell'essere donna. La scenografia rinnovata tradisce però il loro problema: la parzialità disarmonica del cambiamento appare scoordinato così come gli interventi delle due nuove star all'interno del cast, che sembrano apposte come in un fragile collage.

Il carrozzone è appena partito e c'è tempo per migliorare, ma le garanzie andrebbero mirate con più precisione: l'atteggiamento televisivo di Victoria ("stronzamente" confidenziale come nessuna mai, lo sappiamo bene) e la genialità di Geppi Cucciari dovrebbero essere i primi elementi sui quali gli sforzi di tutti dovrebbero concentrarsi. Il resto, viene dopo ed è un'appendice.

Victor Victoria fa ridere, tanto, ha picchi di genialità rara per il genere di tv che propone. Ma sembra ci sia troppa confusione, un rumore di fondo che in alcuni frangenti appiattisce tutto limitando le sue grandi potenzialità. Dove sta il problema di preciso? Da dove viene il brusìo? Difficile dirlo.

Ma una domanda, da spettatore, sorge spontanea: dov'è finito il salotto glam che si trasforma in un circo di situazioni improbabili? La concorrenza, Mentana insegna, va sconfitta con l'immediatezza e una forma sofisticata di semplicità che diventi poi inaspettata sorpresa, stupore, eccezionalità.

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Pubblicato il 06/10/2010 da kaos | Permalink | Commenti (1)
Le Iene _ Nuova Edizione _ Settembre 2010
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Luca e Paolo con Ilary Blasi hanno condotto "Le Iene",
il 21 settembre 2010 su Italia 1.


Eravamo rimasti ad una iena con i denti di gomma, con le unghie ritratte e con la risata a denti stretti. Temi poco variegati, troppo replicati, eccessivamente docili. Sicuramente il periodo elettorale ha complicato molto il mestiere di chi fa giornalismo e intrattenimento come i ragazzi de "Le Iene", ma qualcosa per fortuna è tornato al suo posto.

E tutto questo è veicolato da una conduzione più fresca e godibile. Insomma, "Le Iene" tornano a fare bene e lo fanno partendo dal web, luogo dove alcuni dei servizi sono stati ispirati. Ogni servizio sembra parlare ad un pubblico diverso.

C'è la politica, le mode adolescenziali, lo sfottò ai vip, il documentario, l'approfondimento di attualità, il mondo omosessuale. Non manca niente, per nessuno. È esattamente questo quello che si chiedeva al programma ed è arrivato.

Lo studio bianco, riproposto ormai da alcune edizioni, mantiene l'occhio vigile sui servizi più lenti, che in seconda serata, possono abbassare l'attenzione dello spettatore. Se prima sembrava essere un difetto, la conduzione del trio, nel suo allineamento relativamente coinvolto, prende tanto in velocità e ritmo, che è l'aspetto trainante dello show.

Speriamo di non doverci ricredere tra un paio di mesi quando le energie saranno per forza di cose minori. Avere per le mani molte Iene ancora poco note, con un'immagine molto più versatile e con un'impronta visiva sempre chiara e riconoscibile sposta l'attenzione sui fatti e meno sullo stile. E la percezione del contenuto ne guadagna.

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Pubblicato il 21/09/2010 da kaos | Permalink | Commenti (0)
Verissimo 2010 _ Silvia Toffanin
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Silvia Toffanin ha condotto il 18 settembre 2010
la nuova edizione di Verissimo su Canale 5.


Nuova edizione completamente rinnovata. Studio più grande, pubblico giovane in studio, più dinamismo. In breve: malissimo. Uno dei pregi maggiori del programma era proprio l'atmosfera, forse un po' troppo da sgabuzzino di una rete locale, ma quel salottino un po' piantato con i chiodi l'ho sempre trovato estramente intimo, confidenziale, casalingo.

Oggi, non ha niente di così diverso da Pomeriggio Cinque. Ed è per questo che il passo avanti forse è un po' troppo avanti e i momenti molto diversi, in realtà sembrano incollati con uno scotch di bassa qualità.

Silvia negli anni ha imparato il mestiere della conduttrice con bravura e con una spontaneità certo non troppo brillante, ma sicuramente non è mai risultata antipatica, mai respingente. Una donna composta e semplice, un po' frivolta, il giusto schietta. Tanto ruffiana ma non nascondendo mai la natura delle sue considerazioni che non fa intendere con furbizia.

Nulla è cambiato per lei insomma, ma è bene che non spinga troppo sull'acceleratore altrimenti finirà nell'imitazione di se stessa.

Parliamo ora di Alfonso Signorini, che da brillante spalla, quest'anno appare sottotono, mescolato al resto e sinceramente un po' accantonato, a mio avviso ingiustamente. Troppa ironia sul suo personaggio, un po' di crudeltà nei suoi confronti che da simpatia alla "girl power" sembra oggi arrivata ad una versione evoluta più arrogante.

Ma magari è solo una sensazione. Le dinamiche non sono più le stesse.

La freschezza contenutistica del programma, a qualcuno farà male leggerlo, ma l'ha sempre data il direttore di "Chi" mentre Silvia Toffanin sembrava più la venditrice in prova che imita il maestro. Un training di tv tutto sommato encomiabile per la naturalezza dell'impaccio e della timidezza umile della sua timoniera.

Il maestro non è ancora stato superato ma nonostante tutto via di sgabello più alto, di posizioni eccessivamente dominanti nei confronti degli ospiti. L'affollamento dei contenuti l'hanno resa un po' più sbrigativa, meno concentrata.

Insomma, va bene l'aria nuova, ma le sedie e la personalità di chi ci stava sopra dovrebbero ritornare al loro posto. Con la semplicità del primo anno con la nuova conduzione, quella sperimentazione di chi rilancia un marchio andato un po' in rovina e non quello più consolidato di oggi, sfruttato industrialmente senza metterci dentro il cuore.

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Pubblicato il 18/09/2010 da kaos | Permalink | Commenti (0)
La prova del cuoco _ Il ritorno di Antonella Clerici
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Antonella Clerici ha condotto il 13 settembre 2010
la prima puntata de "La prova del cuoco" su Raiuno alle 12.


Più di una volta, anche dai piani alti Rai, si è detto che la potenza del programma culinario è tutto nel format e che la conduttrice è solo un aspetto relativo. Questo è valido solo per chi ama la tv dei numeri, delle statistiche, delle fasce d'ascolto. Insomma, quelli che la tv non la vivono per quello che dà.

NO - La spontaneità senza argini non deve sforare troppo nel "cazzeggio".


Elisa Isoardi ha avuto una conduzione magistrale, piacevole e onesta. Una vera signora di 27 anni che merita tutto il nostro rispetto. Ma quando si dice padrona di casa non si dice a caso. Se è vero che il concetto di donna che accoglie nella propria casa televisiva è oggi un po' troppo abusato, la Clerici è forse uno di quei pochi casi in cui le intenzioni appaiono limpide, quasi disarmanti.

OK - Ridare spazio alle ricette di "Casa Clerici" di una semplicità disarmante è ottimo per i novizi. E si oppone un po' allo stile basic di "Cotto e Mangiato"

La differenza, in questa prima puntata e rispetto all'ultimo anno e mezzo di assenza, si è vista eccome. Ma si guarda attorno ancora con qualche imbarazzo, come se avesse ricomprato ad ogni costo un gioiello che ha dovuto vendere per necessità. Quando lo rimetti, non è più la stessa cosa. E infatti ci vorrà del tempo per ritrovare dimensioni e misure, ma i presupposti positivi non mancano.

Antonella Clerici, con il suo ritorno ha ridato profondità ad un programma il cui potere è dato dalla vastità di temi che nonostante i 10 anni di messa in onda rimangono sempre freschi, vivi. Parlare di cucina, di cibo e ricette è un investimento sicuro nel tempo, in qualsiasi salsa la si proponga.
Pubblicato il 14/09/2010 da kaos | Permalink | Commenti (0)
Ti lascio una canzone 4
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Antonella Clerici ha condotto il 10 settembre 2010
la quarta edizione di "Ti lascio una canzone" su Raiuno.


Antonella Clerici
era pronta a combattere una guerra dura, contro "Il peccato e la vergogna" ma la sensazione è che si sia fatto di tutto per lottare con il giusto equipaggiamento. Le edizioni consecutive - a distanza di pochi mesi - di un programma spesso hanno il difetto di sembrare raffazzonate, un po' rapide, con qualche toppa qua e là.

Il rinnovo dello studio più fedele all'identità scenografica dell'ultimo Sanremo 2010, il nuovo cast dei bambini, la splendida forma raggiunta dalla conduttrice (e quando parliamo di splendida forma, ci si riferisce ad una certa verve che si era un po' persa per strada), tutto torna e non sa di ecologico riciclo.

Insomma: questa edizione del talent per bambini unisce sempre un po' le dinamiche del Festival della Canzone degli ultimi anni e un po' il talent, rimanendo nel complesso tutto identico a se stesso, anche se per la prima volta è stato proposto registrato (e non era nemmeno montato male, ed è una rarità per un team solitamente pronto a lavorare in diretta, per non parlare dell'assenza del televoto che alleggerisce tanto la conduzione).

L'impressione è che un po' per i piccoli fenomeni e un po' per le situazioni sceniche, si sia arrivati a spostare un po' l'asticella sulla teatralità dello show: bambini più atteggiati ma non spocchiosi, situazioni finzionali con gli ospiti. Il talent diventa spettacolo puro, e ne guadagna.

OK - Frank Matano è lì e non si sa bene perché. Un po' come a Sky Scherzando, sembra uno stagista in attesa di imparare il mestiere. Ma è bravo, ha un volto televisivo, ha presenza scenica. Certo che di sicuro non è il nuovo Fiorello, come è stato detto, ma vediamo cosa è in grado di fare nel corso delle puntate. Per ora, pare un po' il nipote acquisito della conduttrice o poco più. E chi fa provini dalla mattina alla sera, rosica.
L'unica vera pecca questa volta sono i giudici. Quando si guardava con piacere la prima edizione, già pensavo: vuoi vedere che quell'emozione in tutti noi e negli ospiti sparirà molto presto, come tutte le cose reiterate in tv in genere? E così è stato.

Questo non vuol dire che non ci siano stati momenti "alti", ma vedere un bambino cantare benissimo è un fenomeno un po' inflazionato e se ci metti pure "Io canto", l'insieme non aiuta nessuno dei due programmi. Ma soprattutto non aiuta gli ospiti in giuria.

Sembra non abbiano niente da dire se non frasi fatte e complimenti che non possono che risultare sterili. Verrebbe voglia di cambiare canale e aspettare che una certa forma di finta spontaneità finisca presto e si cominci con una nuova esibizione.

NO - I giudici fissi, Massimiliano Pani e Stefania Sandrelli, non dovrebbero essere interpellati continuamente, ma lasciare che la loro voce sia più sporadica e spontanea. O che ci siano domande a loro poste un po' meno retoriche.
Altra cosa, ma è un aspetto più delicato: "Ti lascio una canzone" è un programma che finisce a mezzanotte, come non se ne vedevano da anni. Sarebbe importante che continuasse in questa direzione.

Il format ha ottenuto, con le correzioni alle parti erotiche dei brani e con lo stile di abbigliamento dei bambini, una sua etica. Dare il senso della regola non solo è educativo (quindi si chiude in orario) ma è anche in controtendenza con i format no-rules di cui sono decorati - male - i palinsesti attuali.

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Pubblicato il 11/09/2010 da kaos | Permalink | Commenti (0)
X Factor 4 _ Prima puntata
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Francesco Facchinetti ha condotto il 7 settembre 2010
la prima puntata della quarta edizione di X Factor.


Dei giudici ne abbiamo già parlato abbondantemente. Occupiamoci della trasmissione.
X Factor oggi non è più come prima, lo dice anche il conduttore e ci dobbiamo fidare. Ma in effetti qualcosa non torna e partiamo proprio dal conduttore Francesco Facchinetti.

Le dichiarazioni fatte dal sopracitato sembravano presagire qualcosa di migliore: un ruolo più defilato, toni meno accessi, un po' più di rigore come nella tradizione del format internazionale.

OK - Le frasi patetiche, numerose e abbondanti durante la puntata, sono certo avranno disturbato molti spettatori. Ma sono esattamente le stesse che permettono di accedere ad una fascia di pubblico che su quella semplicità (per usare parole fini) si fa trascinare e coinvolgere.
La sensazione, che poi ci si può anche sbagliare, è che Facchinetti abbia da troppo tempo la parola "Auditel, vieni a me" scritto sulla fronte, il che evidentemente ha portato bene visti i risultati, ma disturba, specie quando diventa sottilmente provocatorio e inutilmente retorico.

NO - Più persone mi continuano a sottolineare, ormai da 3 edizioni e una puntata, che ci sono numerosi problemi di audio. Basi alte, voci basse, parole che si sentono in maniera confusa. Chi guarda X-Factor, che spesso è anche un utente musicale, pretende un po' di più. È possibile fare qualcosa?
Ottima la scelta di Luca Tommassini di spogliare il palco, almeno in questa prima puntata, di ogni esagerazione coreografica. Insomma: un passo alla volta e si cresce, visto che l'anno scorso i meno capaci sul palco hanno avuto notevoli difficoltà a gestire un palco ricco già dalla prima puntata.

Cos'è il "Tilt" - 6 esibizioni, un candidato all'eliminazione a causa del televoto. Così per la successiva manche. Due candidati e quattro scelte, di cui due sono spesso ovvie. Il dubbio in caso di un voto pari viene scongiurato da un televoto della durata di 200 secondi. Si vota per l'eliminazione.
Ottimo il ritmo, buona la prestazione argomentata dei giudici, interessante la scelta del Tilt, che si spera non diventi un abuso facile per mille ragioni di responsabilità personale che chiunque, anche il più crudele, eviterebbe.

X Factor è nuovo anche non è cambiato nulla in fondo. Ieri sera abbiamo visto una rivoluzione dell'anima del programma e non una rivoluzione estetica o nei meccanismi. Cambiare in profondità rimanendo riconoscibilissimi, permette anche di accelerare il passo su alcuni punti fragili della trasmissione: liti troppo lunghe, tempi rallentati, liturgie troppo liturgiche.

X Factor 4, per ora, è praticamente inattaccabile.

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Pubblicato il 08/09/2010 da kaos | Permalink | Commenti (2)
X Factor 4 _ I provini _ I nuovi giudici
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Elio, Mara Maionchi, Enrico Ruggeri e Anna Tatangelo,
sono i quattro giudici della nuova edizione e dei provini di X Factor 4,
protagonisti di uno speciale in onda il 1 settembre 2010 alle 23,25 su Raidue.


Non ci sarebbe molto da dire in merito al programma e a dinamiche da talent show di ultima generazione ormai note. Ma più di una valutazione può essere fatta in merito ai nuovi giudici del di X Factor, che stanno creando con il loro lavoro nuove dinamiche di estremo interesse.

Vediamo quali, nome per nome:

Elio: Uomo severo e rigoroso, è tanto colpito dall'eccellenza quanto da tutto ciò che è insolito, nuovo, insano. Valuta l'esibizione ma soprattutto l'intenzione, un aspetto che spesso è stato trascurato nelle edizioni precedenti. È colui che forse si avvicina di più al sentire del pubblico, più di Anna Tatangelo.

NO - I talenti incompresi migliori sono quelli che non capiscono le ragioni del rifiuto, i quali però sono sempre troppo pochi ma troppo interessanti come cartina di tornasole dei giudici e apice emotivo del programma. Meno mediocri in onda, più inconsapevoli.
Mara Maionchi: La certezza, la mamma, l'esperta. È l'unica che seppure meno entusiasta, è la giudice con maggiore capacità di analisi confrontati con gli errori del passato, che anche da parte sua e per sua stessa ammissione, sono stati molti. Regolamenta e rallenta le rapidità di giudizio istintive. La sua presenza in questa edizione è fondamentale.

OK - Durante l'operazione di voto, la colonna sonora sembra essere potenziata e più curata. Aiuta molto a esaltare il racconto.
Enrico Ruggeri: Una vera sorpresa. Ci aspettavamo un basso profilo e invece ha le idee chiarissime su cosa vuole e su chi scegliere. Nella puntata vista, è lui il nuovo citazionista alla Morgan, con tanta esperienza di vita, con molte cose da dire e da insegnare. Vedremo poi sul lungo termine.

OK - La sensazione generale è che ci siano più sensibilità eterogenee, più gusti, più opinioni articolate. È quello che molti stavano aspettando da tempo. C'è anche una forma di rigore e serietà al momento giusto che se verrà mantenuta fino alla fine farà molto bene al programma.
Anna Tatangelo: Penso che sia facile, troppo facile darle dell'inesperta raccomandata o come ho letto, della paesana ripulita. Credo che sia altrettanto doveroso chiedersi prima perché il pubblico italiano da 20 anni compra musica che esce fuori da persone e personaggi privi di cultura musicale, preferendo il costume, la personalità e la verve sul palco.

Risolto questo semplice dilemma che sposta a mio avviso la visuale su certi pruriti, potremo finalmente criticare tutti la quantomeno onesta Tatangelo, che è lì proprio per fare gioco, aprire ad altre opzioni possibili, dividere i consensi.

Ed è lì a scegliere quelli che le piacciono a pelle e secondo sensibilità, perché no.  Come fa tra l'altro la maggior parte degli utenti musicali italiani. Compreso chi ha portato al successo Marco Mengoni, Giusy Ferreri e Noemi.

Presenza discutibile quella cantante compagna di Gigi D'Alessio, certo, ma assolutamente plausibile. Chi si indigna invece, è esattamente al centro del gioco creato per noi.

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Pubblicato il 02/09/2010 da kaos | Permalink | Commenti (0)
Tg La7 _ Enrico Mentana
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Enrico Mentana ha condotto il 30 agosto 2010
la prima puntata del nuovo TG serale delle 20 di La7.


Il sito web del programma.

Mentana, dopo la nota dipartita, lo si vedeva come opinionista nei salotti televisivi d'arena e non era mai chiaro da che parte stesse. L'imprecisione del non posizionamento giornalistico, da sempre per questo professionista, è accompagnata però da quella preziosa onestà comunicativa con la quale si rivolge al pubblico, efficace e ottimale nella sublimazione a mezzobusto.

OK - Far parlare i protagonisti senza inviato è una strada interessante da seguire.
L'emozione dell'opinione apolitica e umana accelera il battito cardiaco di un TG che finalmente ha il sapore della personalità. Non c'è plastica ma c'è chiarezza, di quel verde che fa da sfondo alle frasi del redivivo giornalista, parole che si snocciolano per mezzora senza pietismi, senza colpi di scena artificiali, senza stupidità indotte.

NO - Velocizzare un po' di più il ritmo aiuterà a dare più notizie e avvicinerà gli utenti più giovani, quelli che il Tg notoriamente non lo guardano più perché cercano sintesi.
La prima puntata è importante per il fremito delle aspettative, e sono tante, ma nei programmi giornalistici il banco è quello a lungo termine. Quando soddisfare una richiesta di mercato, afferrate le certezze, può dar spazio alla ripetitività e alla noia, lì le intenzioni non avevano mai avuto un'anima.

NO - L'upload on line del TG non è rapida. Se sul sito web dev'essere, non deve poter invecchiare più di un'ora.
Il brusio dei telegiornali concorrenti dove una forchetta sul piatto ha un rumore più forte delle parole espresse ha finalmente un via di fuga chiara e onesta, in piacevole controtendenza.

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Pubblicato il 30/08/2010 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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