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Tag: Vita
Insegnamenti di vita - 1
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Un ragazzo ha chiesto all'ufficio stampa di poter intervistare una band in concerto qui a Torino. Li ho massacrati di domande pure io nei camerini un'ora prima, passando dal palco su una scala instabile e nei meandri sotteranei del teatro. Tornando indietro ho fatto un salto notevole dal palco per scendere: la scala non c'era più.

All'uscita vedo quel ragazzo, con la madre anziana, seduti sulle poltrone:

"Fatto?"
"Sì, fatto. Tra poco tocca a voi".
"È che mio figlio ha qualche problema di deambulazione".
"Forse è il caso che vengano qui", rispondo.

Il ragazzo cercava di prendere la parola. Non riusciva a parlare se non con grande fatica.

Era rabbioso, percepivo la frustrazione del non poter dire quello che voleva mettendoci meno di un minuto. La madre aveva già capito tutto e mi ha spiegato la sua preoccupazione.

Me ne sono andato consapevole di aver imparato qualcosa, qualcosa che molti non sanno e meritano di sapere.

Non so come si chiami e forse avrei dovuto chiederglielo, ma la sua barba curata e quell'atteggiamento risoluto seppur malinconico dei suoi occhi, lo ricorderò per molto tempo.

Siamo molto fortunati. Sono stato davvero fortunato ad averlo incontrato.
Pubblicato il 15/11/2010 da kaos | Permalink | Commenti (2)
Abbandono
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Ad un certo punto della vita capisci che non ne avrai mai abbastanza. Sei giovane ma gli anni passano e non hai combinato un cazzo dal tuo punto di prospettiva. Hai bisogno di arrivare emotivamente in alto in questa società (sì, lei) che ti tiene attaccato al cemento. Con le scarpe e con la lingua.

Lavoro a paga minima, qualcuno che apprezza quello che scrivi nella misura in cui scrivi tanto, rompi poco e rendi il doppio. Spegni il Mac e i rapporti umani che ti circondano sono deboli, abitudinari e senza stimoli. Vuoti, asetticamente sessuali.

Ci iscriviamo tutti nelle community virtuali ma non abbiamo amici, non abbiamo amori. Abbiamo situazioni: si aprono e si chiudono come le porte del supermercato il sabato pomeriggio. Lasciandoti qualcosa nelle mani che scadrà molto presto.

E che vale molto meno di quanto tu creda.

Forse abbiamo troppo e abbiamo perso la capacità di riconoscere cosa vale davvero la pena possedere. E cosa vale la pena vivere. E chi vale la pena vivere ogni giorno.
Pubblicato il 19/11/2008 da kaos | Permalink | Commenti (1)
Alieno ritorna sulla Terra. Forse
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Il problema è che sono tornato a fare lo studente seduto in aula con i ragazzini ai quali davo la merenda all'Estate ragazzi della mia città. Non scherzo. Poi vado a farmi gnocco in palestra per poi avere fame come un africano (poveri loro, altro che scherzi) e lavoro al pc sperando che arrivi un lettore a dirmi che Dublino non è in Germania, giustamente. Invito nuovi autori (bravissimi) qui e uno (un amore, ma pur sempre autorevole) mi dice ieri a teatro che gli piaccio più io, come scrivo, credo. Insomma! Posso diventar matto, lo sapete?

Ci sto strisciando sopra rovinosamente. E' come se mi sentissi sceso sul pianeta Terra dopo due anni di latitanza nel mondo KAZ69. Tutto strano, tutto normale. Esseri umani che riempiono una piazza, parlare con qualcuno senza cliccarlo e sentire odore di esseri viventi semoventi. E più che tutto: il mio ritorno alla realtà mi sta debilitando ma risveglia la mia dannosa arte retorica su web. Sperando di non cadere di nuovo in overdose, sono felice.
Pubblicato il 20/11/2007 da kaos | Permalink | Commenti (2)
Disorientamento e zavorre
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Ritmi sballati, situazioni da sistemare, impellenze nel dimenticatoio. 10 strade tutte diverse da percorrere con due sole gambe e un cervello demotivato. Consapevolezza di essere felici ma poter arrivare a mille accontentandosi di due. In alcune di queste strade stai correndo, in altre sei fermo da troppo tempo, ad alcune hai persino voltato le spalle. Il problema è capire cosa vuoi davvero da questa vita. Vuoi andare lontano, certo, ma non basta. Quando alcune strade della tua vita che credevi positive si sfaldano sotto i tuoi piedi però, diventa difficile scegliere. E si crea una forma di disorientamento strano, quello con le zavorre che rende faticoso anche solo guardarsi intorno. Spegni il pc, preoccupati della tua vita vera, dicono. E' esattamente quello che sto cercando di fare, perchè voglio arrivare a fare grandi cose e non è più tempo di aspettare. Ma queste sono solo parole. Le stesse che ripeto da troppo tempo. Sono felice, ma non abbastanza da esserlo davvero.
Pubblicato il 06/11/2007 da kaos | Permalink | Commenti (1)
Rimedio contro i mali della modernità
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Perché non viene creato in ogni scuola materna una sorta di appuntamento settimanale nel quale chi non trova una ragione per vivere va anche solo semplicemente a guardare quei cuccioli di uomo meravigliosi (bavosi, urlanti, puzzoni alle volte, ma meravigliosi) anche solo per mezz'oretta? Riscoprirebbero il senso delle cose che facciamo ogni giorno. Farebbe bene ad ognuno di noi, come ha fatto bene a me oggi, nella speranza che il mio fissarli inebetito con i lacrimoni agli occhi non sia stato frainteso. Perchè come diceva un bravo autore di GQ, se iniziamo a considerare l'amore e i gesti di affetto per i bambini pedofilia, allora siamo tutti pedofili.
Pubblicato il 06/09/2007 da kaos | Permalink | Commenti (1)
Piramidi di imbarazzo
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Hai presente quando ci sono delle persone che vivono in maniera problematica dei contesti di vita, a tal punto che è meglio che non se ne parli nemmeno lateralmente? Ecco. Avete presente invece una persona che riesce ad usare tutte le parole chiave più fuoriluogo del pianeta scherzandoci sopra sarcastico, proprio davanti al malcapitato che sta cercando di dimenticare le sofferenze del passato, creando tra l'altro con il solo uso della lingua delle piramidi di merda che profumano di imbarazzo? Ecco, quello sono io.
Pubblicato il 17/08/2007 da kaos | Permalink | Commenti (3)
Quando scopri di avere ignorato la tua vita
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    Non so se a qualcuno di voi sia mai capitato. Ma di certo succede alcune volte di rendersi consapevoli che alcuni aspetti della vita li hai accantonati e trascurati come se non fossero importanti. La cosa più grave non è l'abbandono in sè di amicizie, lavoro, studio, amore o altro, ma il periodo nel quale fai di tutto perchè quell'aspetto della tua vita non emerga nei tuoi pensieri. E' come tentare di far affondare in una vasca da bagno un oggetto galleggiante: per quanto ti impegni a "spingere verso il basso" la sua esistenza, torna a galla, sempre.
    Abbiamo l'incredibile capacità di dimenticare, quasi di auto-ipnotizzarci, pensando che le cose possano risolversi da sole, senza il tuo impegno, senza il tuo sacrificio. Pensi che tutto si possa sistemare...ma in quel momento di disimpegno mentale stai affondando non solo il tuo futuro, ma anche la tua anima.
    Un giorno ti rendi conto che ti manca quasi il respiro e che quegli oggetti che hai fatto sprofondare sono troppo importanti, meritano attenzione o vanno semplicemente distrutti senza posticipazioni. Fino a quel momento sei in un limbo, una morte apparente fatta di strade parallele, illusorie, demoralizzanti. Diventi chi non sei, acuisci le tue debolezze, la tua impotenza diventa rabbia. Ma non emergi. Non hai le palle per farlo. E quando lo fai in linea di massima hai perso tutto il resto, e sei debole. Così debole, che se non hai mani forti che ti tirino fuori di lì, la strada più facile è solo quella che gia conosci bene, ed è quella che volevi lasciarti alle spalle.
Pubblicato il 21/06/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
Più della salute, abbiamo paura di non avere un lavoro
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Pubblicato il 09/05/2007 da kaos | Permalink | Commenti (1)
Ridiamo realtà alla nostra vita
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Avete mai provato amore o forte affezione per una persona? Molte volte, vero? E quante volte invece vi siete sentiti amati da qualcuno? Di certo, molte meno. In questa società, o quantomeno nella mia esperienza, tutti vogliono amare ma alla fine sono sempre soli. E come se fossimo tutti ad aspettare qualcuno che non arriva, semplicemente perchè pure lui sta aspettando.
I conti non tornano, e si rende necessaria un'analisi di questa strana e moderna società che per sommaria interpretazione si sta rivelando sempre più egocentrica. I sentimenti sono da sempre il motore della razza umana pensante in tutto il corso della storia. Le nostre vite, per come spesso le viviamo, sono invece guidate da un voluto ed inspiegabile sotterramento del sentimento, che ripetiamo di volere per noi, ma che non ci arrischiamo quasi mai a vivere sul serio.
Siamo bambini ormonati paurosi ed immaturi, seguiamo un percorso di vita lastricato di banale e stabile cemento, quando è solo sui ponti tibetani che si possono raggiungere con apparente instabilità ma con maggiore emozione le grandi mete. Ogni gesto, dalla carezza alla parola di giocosa gelosia, viene rielaborato dal nostro cervello a forma di sega mentale nella maniera sicuramente sbagliata. Abbiamo paura di noi stessi e degli altri, dei sentimenti, di quello che ci possono dare e togliere. Stiamo diventando sempre più apatici e superficiali, amanti nelle parole, porci nei fatti, inconcreti nelle nostre vite.
Quando ci decideremo ad aprirci sinceramente agli altri? Quando ci mostreremo onesti con le persone che abbiamo accanto? Una volta moltissimi parlando di sè si definivano un "libro aperto", e alcuni lo erano per davvero: ti uccidevano e ti riportavano in cielo in meno di un minuto. La loro schiacciante ed esasperata verità ci spiazzava e aveva un retrogusto di fantastica concretezza. Oggi siamo tutti bei libri di presunto spessore, scritti in una lingua volutamente incomprensibile. E' come se quel libro che faticosamente portiamo avanti lo volessimo leggere solo noi. Vogliamo auto-amarci, auto-scoparci, auto-lasciarci, auto-litigarci, auto-consolarci. Gli altri sono solo un mezzo e non il carburante.
Di questa situazione sono stufo io come molti altri. Quelli che credono che i sentimenti esistano per davvero, e che i sogni non si possano realizzare da soli ma solo con l'aiuto di chi vuole realizzarli insieme a te. Vogliamo verità, vogliamo imbarazzarci, piangere davanti a qualcuno e non davanti a qualcosa, e riscoprirci ogni giorno potenzialmente felici. Ridiamo una volta per tutte realtà alla nostra vita.
Pubblicato il 23/04/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
Cosa pensate dei mendicanti delle vostre città?
Pubblicato in: K!Sondaggi

Escludendo il 35 per cento di voi che ha risposto "Non penso nessuna di queste cose" (magari dite cosa ne pensate nei commenti), il 30,1 per cento ritiene che i mendicanti delle nostre città dovrebbero cercare un lavoro invece di stare per strada.
L'argomento che andiamo ad affrontare è tremendamente delicato, e fare delle generalizzazioni è abbastanza semplice e il più delle volte sbagliato. Clochard, senzatetto per ragioni di povertà, suonatori di fisarmoniche o altri strumenti (escludo gli artisti di strada), stranieri con il famoso cartello di cartone, zingare con i propri figli infagottati che leggono la mano ai passanti. Il mendicante ha tantissimi volti e differenti ragioni d'essere e di presentarsi. Tutti rientrano per l'occhio dei passanti in questa categoria un po' borderline, e solo noi ne produciamo soggettive e diverse sfumature di significato ogniqualvolta ne incontriamo uno.
I mendicanti per definizione non sono solo coloro che sono costretti a chiedere denaro per vivere, ma anche coloro che per ignavia (svogliatezza, incapacità) decidono di scegliere questa strada di sostentamento e guadagno. Si trovano quindi persone che cercano soldi per mangiare e dormire (per scelta, o per necessità) e persone che vivono la richiesta di carità non solo come conseguenza di uno stile di vita, ma come un vero e proprio lavoro.
Un lavoro che in molti casi frutta anche moltissimi soldi, come ci dimostra un recente articolo pubblicato sul Corriere, che ci segnala la ricchezza media di un vagabondo londinese, che riesce a guadagnare circa 81 euro al giorno, più di quanto riesca a ottenere al netto un normale lavoratore operaio (e non solo, visti i tempi). La stessa ricerca ha dimostrato che il 60 per cento dei mendicanti possiede una casa e che il 70 cento di coloro che vengono fermati dalla polizia risultano tossicodipendenti.

» Leggi la seconda parte del post

Pubblicato il 18/04/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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