Partiamo dal presupposto che il brano si fa apprezzare (e tanto) dopo alcuni ascolti soprattutto per la potenza emotiva degli stili di canto perfettamente integrati nel pezzo di Mauro Pagani. Partiamo dal fatto che nel progetto c'è davvero chiunque e mettere dentro tutti in una canzone di quasi sei minuti è davvero impossibile, ma una cosa la dobbiamo dire.
Malika Ayane quasi non si sente nonostante il tentativo e Tricarico è lì a fare il pupazzo insieme ai Negrita, non pervenuti (forse nel coro finale pure loro, voi li avete visti?).
Lo so che è una cosa umanitaria e che i conti in tasca sui secondi di presenza e sugli assoli sono più che inopportuni, ma so bene anche che un'artista (anche in un momento di collaborazione artistica per una causa alta e importante) ci tiene ad esserci, e non solo di figura.
Anche se mai nella vita ci diranno che ci sono rimasti un po' male, possiamo pensare che intimamente sia loro dispiaciuto? Secondo me, sì.
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