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Tag: Tetraplegia
Unghia nera
Pubblicato in: Personal pages
Una mamma e il suo bambino tetraplegico. Rifletto con tenerezza sul fatto che lei, ogni 40 secondi, asciuga la bocca colante di saliva del suo bambino di 10 anni. Ogni fazzoletto avvicinato alla sua bocca è una carezza. Lui, capace di comunicare in modo appena comprensibile, cerca baci affettuosi della sua unica figura di riferimento indiscutibile.

Un urlo casuale, il dito puntato sul vetro verso il binario opposto dove passa il regionale. Le gambe e le braccia la cui forza e coordinazione non è controllabile. Tira calci deboli ma decisi. Decido di prenderli senza fiatare. Un giocattolo che suona e la sua bocca si allarga, mostrando gli incisivi in posizione quasi perpendicolare alle labbra.

La mamma mi guarda e so che il suo amore è superiore a qualsiasi altro al mondo. E so anche che il mio essere giovane e indaffarato tra libri e computer la fa sbuffare dentro, un po', segretamente. Ma è lucidamente consapevole. Mi sento in colpa.

L'amore puro di un suo abbraccio, di una sua parola sussurrata in un orecchio, i suoi occhi che guardano il panorama con distratto stupore, i goffi tentativi di dare un nome a cose che conosce ma non sa chiamare come tutti gli altri, sono un regalo di vita raro.

Un regalo di vita che si paga a caro prezzo e che per un assurdo gioco del destino, in qualche modo, vale la pena vivere.
Pubblicato il 10/05/2010 da kaos | Permalink | Commenti (3)
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