Sono passate poco più di 24 ore da quando con la sua sentenza ha condannato la Fininvest ad uno dei risarcimenti più alti della storia giudiziaria d'Italia. 750 milioni di euro in favore della Cir di Carlo De Benedetti, ed eccolo in giro per Milano il giudice Raimondo Mesiano. Nel suo weekend lontano dalle scartoffie del tribunale, dagli impegni istituzionali, sveste la toga e si cala nei panni di comune cittadino. Certo, non di cittadino qualunque. Alle sue stravaganze, in realtà, siamo ormai abituati. Passeggia, l'uomo Raimondo Mesiano per le strade milanesi, davanti al negozio del suo barbiere di fiducia, attende il turno.
E' impaziente: non riesce a stare fermo. Avanti e indietro. Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora: avanti e indietro. Forse non sa ancora che il Csm lo sta promuovendo con un bel 7, che per un magistrato equivale ad un 30 e lode universitario. Insomma, il massimo dei voti. E un bell'aumento di stipendio. Lui va avanti e indietro, avanti e indietro. Si rilassa solo al momento di barba e capelli.
Finita la toilette, continua la sua passeggiata. Due sole volte si sofferma: una al semaforo, l'altra a pochi metri dal passaggio pedonale. Per accendere l'ennesima sigaretta della mattina. Come se uno spot all'incontrario. Prima di uscire dal nostro campo visivo, ci regala un'altra stranezza. Guardatelo seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare.
Ecco un mio piccolo aggiornamento sul caso Annalisa Spinoso
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