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"Mia madre era incinta. Era gli inizi degli anni Ottanta, l'ecografia una novità assoluta. Il medico le passò la macchinetta sul pancione imbrattato di gel e le mostrò, sul video, il mio pisellino: è un bel maschietto. Mio padre si precipitò alla cabina telefonica per informare la sua famiglia (era il minore di sei figli, tra cui tre maschi, e rappresentava l'ultima possibilità di perpetuare il cognome, perché il primo fratello era scapolo e il secondo fratello aveva avuto due femminucce). La notizia che ero un maschio riempì tutti di gioia. Mia mamma fu festeggiata come una regina e sommersa di pigiamini azzurri"
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