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Tag: Politica
La Santanché (a suo modo) è il mio idolo
Pubblicato in: Notizie ed opinioni

Daniela Santanché, parliamone. Partiamo dal presupposto che non sono uno di quelli che dal punto di vista politico snobba nessuno o fomenta l'odio per quello o per quell'altro. Sono un perfetto elettore dell'ultimo minuto, più o meno.

Per questo motivo, quando ancora non sapevo dove stesse la destra e la sinistra inteso nel senso delle mie stesse mani, sono sempre rimasto affascinato da questo personaggio (anche ben prima dell'imitazione della Cortellesi).

Quelle gambe sinuose, quell'atteggiamento superbo, quella determinazione nel parlare delle cose in cui crede più di chiunque altro al mondo. Che donna!

In questo periodo di intensa tv per lei e nei suoi mordi e fuggi sono rimasto senza fiato e senza parole. Su Facebook si spendono da anni ma soprattutto in questi giorni parole piene di livore sul suo conto (coordinate da foto in cui ha sempre le labbra in quel modo) e qualcuno potrebbe non essere biasimato per questo, ma per me lei è come Rosaura nella Commedia dell'Arte: un'irascibile guidata solo dall'istinto e da un grande amore.

E non credo sia Silvio Berlusconi.

Non so se mi spiego: mi piacerebbe bere un cappuccino con lei e vedere un po' di schiuma sulle sue labbra mentre mi spiega perché la tv giornalistica di queste settimane è così crudele e ancor peggio con la destra italiana. Vorrei sapere tutto, anche le cose più intime, giurando di tenerle segrete fino alla morte.

Tiziano Ferro sta a Raffaella Carrà come Kaos sta al Sottosegretario per l'attuazione del programma di Governo. Un giorno, ci conto tanto, il mio sogno vorrei diventasse realtà.

Avete presente la donna della porta accanto, la vicina di casa che tutti vorrebbero avere? Ecco: lei è l'esatto opposto di tutto ciò, un vero angelo caduto dal cielo. E mi piace proprio così, nella sua assoluta spregiudicatezza che ricorda vagamente un Hammer nel villaggio dei Puffi.

Le vorrei chiedere perché è così irremovibile, perché ogni suo dettaglio stilistico è curato al millimetro e come fa a mantenere un fisico invidiabile a quasi 50 anni. Perché fa dei viaggi per raggiungere degli studi e poi se ne va via senza salutare, perchè?

Vi sembrerà perverso, ma sono incuriosito non tanto dal suo essere politico (è come se non riuscissi a vedere in lei questa cosa) ma piuttosto dalla spigolosità che in qualche modo interpreta e rappresenta, perché non posso pensare che sia così anche con suo figlio Lorenzo, che ha 8 anni e ha pure l'aria tutta spiritosa di un bambino simpatico.

Sono pensieri così gravi? Devo andare dall'esorcista?
Pubblicato il 26/01/2011 da kaos | Permalink | Commenti (7)
Futuro e liberta', la natura di prima mano
Pubblicato in: Notizie ed opinioni

Non che io veda tra il logo di partito di Fini e i pomodori a pezzettoni Valfrutta delle strane assonanze, ma io che amo le associazioni di idee non posso non esere colpito da questa rima grafica.

Sarà product placement
? Sarà una subdola strategia commerciale per vendere più piselli? Sarà quel che sarà? Ad ogni modo, ogni volta che vedrò questo logo politico, partirà la canzoncina...

Pubblicato il 09/11/2010 da kaos | Permalink | Commenti (0)
Indovinello
Cos'è composto da amici, parenti, intimi, che agisce per mezzo di sotterfugi, contro la legge, ai danni dello stato, che cerca di avere vantaggi economici per amici e parenti, che rappresenta appieno il massimo dello stereotipo italiano nel mondo e che di recente ha subìto numerose indagini che hanno portato all'arresto di molti dei suoi membri?

La Mafia? Quasi.

L'UDEUR!
Pubblicato il 16/01/2008 da mont | Permalink | Commenti (0)
Affermazioni che non vorrei mai sentire
Pubblicato in: Personal pages
"Certo che nella politica italiana oggi non ci vorrebbe uno come Benito, ma uno molto, ma molto peggiore, come Hitler. Così potrebbero riaprire gli inceneritori, che tra l'altro adesso sarebbero anche più potenti."
Update: Questa frase è stata detta da un uomo comune, in un posto comune. Mediamente acculturato con famiglia e figli, sui 40 anni. Di fronte a due altri uomini comuni che annuivano con foga.
Pubblicato il 21/05/2007 da kaos | Permalink | Commenti (10)
XX Fiera del Libro di Torino - Luxuria: Chi ha paura della Muccassassina?
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
Mattinata affollata alla Fiera. Come prevedibile, il weekend ha portato quei visitatori di cui si sentiva la mancanza nei 5 padiglioni dedicati alla manifestazione. Fin dall'apertura le sale conferenze hanno registrato il tutto esaurito.

Prima conferenza della giornata ha visto un dialogo tra la giornalista RAI Carmen Lasorella e l'on. Vladimir Luxuria, in occasione dell'uscita del suo libro Chi ha paura della Muccassassina? La mia vita in una discoteca e viceversa.

Disponibile a rilasciare interviste e scambiare due parole con i sostenitori e i fan, Vladimir è arrivata in fiera un po' emozionata per l'occasione, considerata la location importante e la novità del presentare un volume (per lo più autobiografico). E' la seconda occasione in breve tempo che a Torino si affronta il passato dell'onorevole: poche settimane fa durante il Torino GLBT Film Festival Da Sodoma a Hollywood è stato presentato il bel documentario L'eletta di Camilla Paternò e Matteo Basilè.

Dopo una breve introduzione di Carmen Lasorella, l'onorevole ha iniziato a raccontarsi e parlare di questa sua autobiografia ragionata di genere nel transito dell'identità, come la ha definita la giornalista, spiegando i passaggi che la hanno portata a certe consapevolezze di sè e alle scelte di vita che l'hanno vista dedicarsi al mondo dello spettacolo prima e della politica ora. Non sono mancate molte domande dal pubblico, incuriosito dal punto di vista di un politico decisamente alla mano e disposto a dialogare con i presenti.
Pubblicato il 12/05/2007 da segreto | Permalink | Commenti (18)
Death of a President
Pubblicato in: K!Cinema
Un film destinato fin dalle intenzioni a far parlare.
Una idea geniale sotto molti aspetti.

Per sostenere la tesi del potere dei media al giorno d'oggi, quale mezzo migliore che costruire un intero documentario, serio, credibile e veritiero ... su un fatto totalmente inventato (e ambientato addirittura un anno dopo l'uscita nelle sale del film)?

Su questa base, Gabriel Range, il regista, inventa un attentato, riuscito, a uno degli uomini piu' potenti della Terra, il quarantaduesimo presidente degli stati uniti George Walker Bush, uno dei presidenti da sempre piu' discussi e osteggiati, in occasione di una conferenza a Chicago.

Costruito alternando scene, interviste e documentari totalmente inventati e girati ad hoc con scene d'archivio, dichiarazioni dello staff del presidente riferite ad altre occasioni rimontate e ricontestualizzate, il mockumentary (questa la definizione del genere cui D.O.A.P. appartiene) fa nascere molto spesso il dubbio su quanto sia stato ricreato e quanto appartenga invece ad archivi esistenti.

Altro punto su cui si sofferma il regista, la diffidenza e la paura ancora vivi negli States dopo la tragedia dell' 11 settembre 2001, che porteranno i servizi segreti e l'opinione pubblica a cercare il colpevole tra la popolazione mediorientale degli Stati Uniti, non credendo invece alla testimonianza della famiglia del reale killer.

Un film che sviluppa una tsi interessante e affascinante, ma che ha il suo limite in questo. Ricostruito con grandissima cura, risulta si credibile, ma la lentezza e l'accuratezza ne fanno un prodotto a volte un poco lento e pesantuccio. Una visione comunque consigliata a tutti quanti, magari approfittando della vicina messa in onda televisiva italiana. E' gia' stato annunciato infatti che Death of a President sara' messo in onda su La7 il 19 ottobre 2007, giorno in cui, nella finzione, avviene l'attentato. In fondo, tra tanti reality dove la realta' e' totalmente falsata da politiche autoriali, un documentario su un episodio di pura fiction non sfigura di certo..

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Pubblicato il 31/03/2007 da segreto | Permalink | Commenti (0)
Telefonini a scuola: è davvero colpa dei ragazzi?
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
Il cellulare lo usa l'alunno, ma il fatto grave è che lo usa quasi di più l'insegnante. Una ricerca ce lo dice ufficialmente, anche se di certo non era necessario un sondaggio per capirlo. La cosa buffa è che il ministro Fioroni si è infervorato con una normativa durissima contro un problema di forma non troppo esasperante con cui gli insegnanti hanno imparato a convivere. Secondo gli studenti il vero problema è che il cell potrebbe squillare durante una lezione, mentre le dichiarazioni dell'Osservatorio nazionale dei minori, dalla viva voce di Antonio Marziale, parla dei telefonini come se fossero strumenti demoniaci, responsabili di devianze e di atti di criminalità. Come se videoregistrare due ragazzi che si picchiano a sangue sia più ricriminabile che picchiare.
Siamo al solito ragionamento di spostamento del baricentro del problema. Vi assicuro i giovani che pacioccano con il cellulare a scuola, sono gli stessi che non lo calcolano nei contesti dove la noia non si fa sentire. Il cellulare per molti ragazzi non ha nessuna utilità nell'edificio scolastico se non quella di creare un compatto diversivo al sopore delle sempre peggiori lezioni frontali.
La potenza di queste regolamentazioni fortemente inventive, frutto di sudate ore di lavoro, non porteranno ovviamente a nulla, e ce lo dimostrano i ragazzi, che alla domanda "Dopo le nuove norme di Fioroni, usi ancora il cellulare a scuola?" rispondono seccamente e fieramente sì, per nulla spaventati dal burbero ministro.

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Pubblicato il 26/03/2007 da kaos | Permalink | Commenti (2)
Il "No" di Ratzinger
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
"I pronunciamenti dei vescovi sui Dico non hanno carattere politico, essi fanno parte di un insegnamento magisteriale che a loro tocca e compete". Con queste parole il cardinale Angelo Scola ha accompagnato la presentazione del documento "Sacramentum caritatis", dove -fra le altre cose- il papa Ratzinger invita i politici italiani a non votare per leggi contro natura.
Di fronte a queste parole non posso che rimanere sbigottito. Come sarebbe a dire che quei pronunciamenti non hanno carattere politico? Signor cardinale, mi permetta di ricordarle che la Chiesa ha dichiaratamente un'azione politica e semmai dovrebbe risultare apartitica e non interferire con le decisioni degli stati laici come l'Italia. Affermare che l'intento non è politico è come negare la funzione stessa della Chiesa. Semmai sarebbe più opportuno tentare di negare la volontà da parte della CEI di interferire con le scelte politiche dell'Italia ma, in effetti, questo sarebbe un po' come negare l'evidenza.

La Chiesa è scesa in campo: qui non si parla di principi morali e di precetti, ma si cerca di fermare una legge andando ad indicare nel dettaglio i commi e i punti che non sono condivisi. Anche l'Osservatore romano -organo ufficiale della santa Sede- si è permesso di deridere chi è sceso in piazza a manifestare a favore dei DiCo: "Una manifestazione nella quale al di là dell'immagine borghese e rassicurante che si voleva dare, hanno trovato posto discutibili mascherate e carnascialate varie. Ironie e isteriche esibizioni da parte di chi invoca riconoscimenti e non esprime rispetto". Meno male che sono stati i manifestanti a non avere rispetto della Chiesa... così su due piedi a me sembra che anche l'altra parte non debba sentirsi la coscienza così pulita: è un po' come se io pretendessi che chi non la pensa come me inizi a darmi ragione e decida di sottostare alle mie scelte in modo tale da dimostrarmi rispetto. Non mi interessa chi ci sia dall'altra parte ma ogni libero cittadino dev'essere libero di esprimere il proprio disaccordo e chiedere all'avversario di non utilizzare metodi scorretti per far prevalere la sua posizione (e il non permettere alle persone di esprimere il proprio pensiero è un metodo decisamente scorretto).

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Pubblicato il 14/03/2007 da marco | Permalink | Commenti (0)
I lucchetti di Ponte Milvio, tra politica e sentimento
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
Quando l'amore diventa politica. Il famoso ponte Milvio a Roma è stato in questi giorni oggetto di grandi disquisizioni che hanno mescolato sapientemente politica, sentimenti, un po' di sana indignazione popolare e un pizzico di Federico Moccia. I famosi lucchetti del terzo palo del ponte romano inizialmente si volevano togliere, poi non sono stati tolti, ma alcuni vandali hanno fatto il lavoro sporco togliendone un grande quantitativo (500 dicono). Si è scoperto poi essere un atto di stampo non "politico", ma un'iniziativa presa liberamente da alcuni nomadi, che hanno poi rivenduto parte dei lucchetti staccati ad una ferramenta della zona.
Mentre Stefano Moccia (autore dei best-seller Tre metri sorpa il cielo e Ho voglia di te) si indigna per la possibilità che questi lucchetti potessero essere tolti dall'amministrazione centrale della città di Roma, rivendicando la natura caratteristica di quel ponte che tanto lui ha esaltato nei suoi libri, la Cdl (in particolare l'amministratore di zona di An) incalza furiosa. Il sindaco Walter Veltroni offre poi una definitiva che chiarisce l'inutilità di tale gesto laddove non ci fosse pericolosità per il palo del ponte, andando contro la richiesta di "pulizia" mossa da Roberto Giachetti, coordinatore romano della Margherita.
Mentre i politici come al solito battibeccano delle farfalle che volano, in una lettera spedita alla rubrica di Beppe Severgnini del Corriere, Italians, Cristina Montalto segnala un problema molto più ampio e importante di qualche lucchetto:
Pochi giorni fa mi sono recata a Ponte Milvio e vi voglio brevemente descrivere la situazione: resti del mercato (appena chiuso) ovunque, cinque bottiglie di birra lasciate in bella mostra su una balaustra del ponte, scritte che lo imbrattano in modo indecente, detriti portati dal fiume che si sono accumulati su lati dei pilastri, e «dulcis in fundo» due accampamenti nomadi proprio lí sotto fra le canne che costeggiano il Tevere con tanto di vestitini dei bimbi stesi ad asciugare.
Altro che panorami da sogno descritti dai film di Moccia e ripresi nel nuovo video e singolo di Tiziano Ferro "Ti scatterò una foto" (parte della colonna sonora del film "Ho voglia di te"). Il luogo dovrebbe essere esaltato invece per la sua moderna caratterizzazione, che in futuro potrebbe acquisire connotati storici e artistici da non sottovalutare. Quello dei lucchetti per molti sembra un gesto sciocco, inutile, di cui pentirsi specialmente quando si è molto giovani. Non sottovalutiamo invece la capacità dei ragazzi di poter provare sentimenti reali soprattutto quando questi offrono dei segnali concreti e visibili che, nell'individualismo moderno, ci ricordano che nell'innocenza e nella libertà delle anime, si può ancora amare. Tappiamoci le orecchie, noi ultimi romantici rimasti, di fronte all'ennesimo battage politico che sporca la magia poetica di un patetico ma meraviglioso gesto d'amore.

Posto a seguire il video di "Ti scatterò una foto"

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Pubblicato il 07/03/2007 da kaos | Permalink | Commenti (3)
Parole nel web - Romano Prodi
Pubblicato in: Rubriche
Primo risultato su Google: Il sito ufficiale di Romano Prodi

Primo risultato su Google in lingua inglese: Tutta la storia di Prodi in inglese di Wikipedia con avviso di mutamento dell'articolo nel corso delle prossime ore, per le recenti dimissioni dell'ex-premier.

Prima immagine di Google: Romano Prodi che sorride

Prima immagine di Flickr: Foto in bianco e nero di Romano Prodi, a poche ore dalla vittoria delle elezioni Da vedere: Prodi versione maialetto

Primo video di Youtube: Il famoso rap di Prodi, creato per le interruzioni create in un suo discorso alla Camera dall'opposizione

Primo risultato su Yahoo: La biografia di Romano in italiano di Wikipedia

Prima immagine di Yahoo: Romano Prodi con cappello da cow-boy in un suo viaggio all'estero

Sono esclusi link commerciali, ripetizioni di contenuti di altre diciture, scene pornografiche o quasiasi cosa non venga da me ritenuta opportuna. I video sono scelti nella lista dei più visti, le immagini nella categoria "most interesting".
Pubblicato il 23/02/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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