Dietro a questa semplice parola c'è qualcosa di profondo, di estremamente complesso. La solitudine è uno stato mentale che lentamente ti uccide. C'è un filo sottile che la separa dal semplice desiderio di stare da soli, dal prendersi del tempo per se stessi, basta un passo e all'improvviso il buio. Nella solitudine creiamo la nostra dimensione. Ci si sente così maledettamente tristi, un odio crescente verso un silenzio che ci circonda e che si cerca di reprimere con la musica, con i progetti e le passioni, con i rumori di una città che non riesci più a sentire tua. A tu per tu con la mente e con un senso di vuoto che con il passare dei giorni diventa un peso insostenibile. Vittime di una delusione, di un amore o di un amicizia perduta, che non possono essere definite solo come situazioni che la vita ci porta inevitabilmente ad affrontare. Vittime di eventi che ti cambiano la vita e che ti portano a convivere con stati d'animo che non ci appartengono, che ci spaventano e disorientano. La solitudine porta con sé conseguenze devastanti.
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