Tag: Pacs
Il "No" di Ratzinger
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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"I pronunciamenti dei vescovi sui Dico non hanno carattere politico, essi fanno parte di un insegnamento magisteriale che a loro tocca e compete". Con queste parole il cardinale Angelo Scola ha accompagnato la presentazione del documento "Sacramentum caritatis", dove -fra le altre cose- il papa Ratzinger invita i politici italiani a non votare per leggi contro natura. Di fronte a queste parole non posso che rimanere sbigottito. Come sarebbe a dire che quei pronunciamenti non hanno carattere politico? Signor cardinale, mi permetta di ricordarle che la Chiesa ha dichiaratamente un'azione politica e semmai dovrebbe risultare apartitica e non interferire con le decisioni degli stati laici come l'Italia. Affermare che l'intento non è politico è come negare la funzione stessa della Chiesa. Semmai sarebbe più opportuno tentare di negare la volontà da parte della CEI di interferire con le scelte politiche dell'Italia ma, in effetti, questo sarebbe un po' come negare l'evidenza.
La Chiesa è scesa in campo: qui non si parla di principi morali e di precetti, ma si cerca di fermare una legge andando ad indicare nel dettaglio i commi e i punti che non sono condivisi. Anche l'Osservatore romano -organo ufficiale della santa Sede- si è permesso di deridere chi è sceso in piazza a manifestare a favore dei DiCo: "Una manifestazione nella quale al di là dell'immagine borghese e rassicurante che si voleva dare, hanno trovato posto discutibili mascherate e carnascialate varie. Ironie e isteriche esibizioni da parte di chi invoca riconoscimenti e non esprime rispetto". Meno male che sono stati i manifestanti a non avere rispetto della Chiesa... così su due piedi a me sembra che anche l'altra parte non debba sentirsi la coscienza così pulita: è un po' come se io pretendessi che chi non la pensa come me inizi a darmi ragione e decida di sottostare alle mie scelte in modo tale da dimostrarmi rispetto. Non mi interessa chi ci sia dall'altra parte ma ogni libero cittadino dev'essere libero di esprimere il proprio disaccordo e chiedere all'avversario di non utilizzare metodi scorretti per far prevalere la sua posizione (e il non permettere alle persone di esprimere il proprio pensiero è un metodo decisamente scorretto).
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Pubblicato il 14/03/2007 da marco | Permalink | Commenti (0)
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Gattopesce - Ma che male ti fanno i Pacs?
Pubblicato in: Gay and the city
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Immaginatevi una mensa aziendale all'ora di pranzo. Seduti a un lungo tavolo ci sono Gattopesce e alcuni suoi colleghi tra cui Marco, suo ex-capo, cattolico devotissimo e molto vicino a Comunione e Liberazione. Si parla dell'intenzione del governo di regolamentare le coppie di fatto.
Marco - "No spero proprio che non lo facciano, questi vogliono distruggere la famiglia, distruggere il futuro della società, e poi gli omosessuali...".
Gattopesce (in tono calmissimo e pacato) - "Marco, fammi capire. Supponiamo che la legge venga fatta. Cosa succederà tra te e tua moglie?"
Marco (perplesso) - "Che c'entra? Non succederà nulla".
Gattopesce - "C'entra. Tuo figlio se non sbaglio è fidanzato e penso si sposerà. Quali ostacoli troverà per via della legge sulle coppie di fatto, omosessuali compresi?"
Marco - "Ma che c'entra? Qua si tratta di principi..."
Gattopesce - "No scusa Marco, io sto tentando di capire. Che ostacoli troverebbe tuo figlio rispetto a oggi?"
Marco - "Ma penso nessuno però..."
Gattopesce - "E se volesse sposarsi in chiesa, potrebbe farlo senza problemi?"
Marco - "Ma che discorsi..."
Gattopesce - "E se volesse mettere al mondo dei figli?"
Marco - "Ma certo che potrebbe ma che ragionamenti!"
Gattopesce - "Marco, sto cercando di capire. Hai fatto un'affermazione pesante, che le unioni di fatto, soprattutto quelle tra omosessuali, distruggono la famiglia e la società. Io non riesco a capire in che modo e ti ho chiesto apposta un esempio pratico, concreto di come questo possa avvenire e tu mi hai appena detto che la tua famiglia non verrà toccata, chi vuole sposarsi non verrà toccato, chi vuol mettere al mondo dei figli potrà continuare a farlo come ora, insomma mi hai appena detto che non cambia niente. Ma allora in che cosa consisterebbe questa 'distruzione' apocalittica, questo 'attacco'? Io non riesco a vederlo come del resto non mi sembra sia avvenuto nulla di tanto apocalittico negli altri paesi in cui le unioni di fatto sono riconosciute da anni".
Marco - "Ma è il principio, la costituzione, insomma esiste la famiglia naturale tutto il resto sono invenzioni deviate".
Gattopesce - "Marco, i Mormoni sono cristiani, vero? Se io chiedo a un mormone che cos'è per lui la 'famiglia naturale' mi risponderà 'l'unione tra un uomo e una donna' o 'l'unione tra un uomo e tutte le mogli che è in grado di mantenere'?"
Marco - "Ma che c'entrano i Mormoni, stiamo parlando della nostra tradizione..."
Gattopesce - "No Marco, c'entrano eccome: e poi tu hai parlato di famiglia 'naturale' e non di 'tradizione': una cosa 'naturale' dovrebbe prescindere dalla tradizione non ti pare? Sennò non è più un fatto 'naturale' ma un fatto 'culturale'".
Marco - "Senti anche la nostra Costituzione parla di 'famiglia naturale' e di matrimonio solo tra uomo e donna".
Gattopesce - "No Marco: la nostra Costituzione parla di 'società' naturale e non definisce assolutamente il matrimonio come solo tra uomo e donna, tanto è vero che non usa mai nemmeno le parole marito e moglie ma parla solo di coniuge e coniugi. Quindi un'eventuale estensione del matrimonio ai gay, stile Spagna, sarebbe perfettamente in linea con quanto scrive la Costituzione".
Marco - "Quelli che hanno scritto la Costituzione non avevano certo in mente i gay, ma fammi un piacere, per questo sarebbe incostituzionale una cosa come quella spagnola. E poi non è scritto così vattela a rileggere".
Gattopesce - "Marco, l'ho appena riletta, se trovi scritto quello che dici tu per favore dimmi dove sta perché io non l'ho trovato. E poi, quelli che hanno scritto la Costituzione se è per quello non avevano certo in mente nemmeno Internet o la tv: ma non per questo mi sembra che nessuno si sogni di dichiarare che l'uso di Internet o il guardare la tv sia incostituzionale o che estendere la legislazione sul diritto di espressione anche a questi mezzi sia incostituzionale".
Marco - "Ma insomma noi abbiamo dei principi, dei valori, non si possono equiparare i gay alle persone normali".
Gattopesce - "E perché?"
Marco - "Ma perché non sono capaci di sentimenti stabili, sono disordinati insomma non è giusto".
Gattopesce - "Marco: l'ISTAT ha appena diffuso un rapporto in cui evidenzia che la durata media di un matrimonio eterosessuale è di quattro anni. Non mi sembra certo un esempio di stabilità. E poi, scusa, ma sbaglio o tu stai negando che certe persone, solo per il fatto di essere quel che sono, siano capaci di amare o che il loro sentimento sia illusorio? Stai dicendo che gli uomini sono tutti uguali ma gli eterosessuali sono più uguali degli altri? Scusa tanto ma a me sembrava di ricordare che Qualcuno, duemila anni fa, non avesse detto esattamente così".
Marco - "La parola del Signore va interpretata..."
Gattopesce - "Sì come fa più comodo alla Chiesa - e poi i relativisti siamo noi. Marco, io vedo solo una cosa: che tu in realtà non hai portato alcun argomento valido e stai solo ripetendo slogan pensati da altri senza nemmeno rifletterci su. Anzi io vedo solo pregiudizio, pregiudizio, pregiudizio. Non proprio un bell'esempio di comportamento cristiano".
Marco - "Tu vuoi distruggere la società".
Gattopesce (ridacchiando soddisfatto) - "Non sappiamo più cosa dire eh?"
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Pubblicato il 12/12/2006 da gattopesce | Permalink | Commenti (0)
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Pacs in Italia? Si, ma solo per gli stranieri
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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In Italia non esiste alcun riconoscimento legislativo per le coppie non sposate, sia dello stesso che di diverso sesso. Il dibattito politico sull'argomento ha avuto inizio già nel 1986 ma solo negli ultimi anni -probabilmente vista anche la direzione intrapresa dagli altri Paesi dell'Unione Europea- il dibattito si è fatto via via più accesa e l'approvazione dei Pacs era diventato uno dei cavalli di battaglia dell'Unione durante la scorsa campagna elettorale. Vinte le elezioni, però, i toni della discussione si sono fatte sempre più pacati e alle proteste del Vaticano sono seguite dichiarazioni non proprio rassicuranti del nostro Primo Ministro: durante l'incontro fra Romano Prodi e Benedetto XVI dello scorso 15 ottobre, infatti, il premier avrebbe rassicurato il pontefice affermando che di Pacs non se ne parla e che la famiglia fondata sul matrimonio è nel suo cuore di politico. L'argomento, però, non è da ritenersi chiuso. Il Ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, ha dichiarato pochi giorni fa che i Pacs sono all'interno del programma di maggioranza e, pertanto, è sua ferma intenzione tener fede alle promesse fatte durante la campagna elettorale. L'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, invece, aggiunge che i Pacs e le unioni civile rappresentano l'inarrestabile pensiero moderno e se oggi si dovesse tenere un referendum sull'argomento, sicuramente vincerebbero i sì.
In questi giorni, mentre i dibattito politico è concentrato sulla finanziaria, è passata quasi sotto silenzio una notizia che parrebbe un primo -seppur parziale e di certo non esaustivo- passo verso qualcosa ci concreto. L'Italia, infatti, avrebbe recepito una direttiva europea (la n. 38 del 2004) che impone ai Paesi membri dell'Unione di concedere il diritto all'ingresso e soggiorno al "partner con cui il cittadino dell'Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata" (includendo quindi, unioni diverse dal matrimonio come, ad esempio, i Pacs francesi e le varie forme di legame regolarizzato presenti in tutta Europa tranne che in Italia, Grecia, Irlanda e Spagna). Lo Stato, quindi, pur continuando a non riconoscere le unioni di fatto per i suoi cittadini, inizierà a tenerle in considerazione per stranieri ai fini della cittadinanza e del permesso di soggiorno.
Concludo con una piccola precisazione. Stando a quanto riportato da Wikipedia, il discorso sin qui fatto è valida per tutti i cittadini italiani con l'eccezione di due categorie professionali: i giornalisti e gli immancabili onorevoli. Nel primo caso i partner dei giornalisti non sposati possono usufruire della Cassa mutua sanitaria, mentre nel caso degli onorevoli, oltre all'uso della cassa malattia, sarebbe prevista anche la possibilità di trasmettere la pensione di reversibilità al partner sopravvissuto. Alcuni si ricorderanno la vicenda di Adele Parrillo, compagna del regista Stefano Rolla ucciso a Nassirya, che non era stata neppure invitata ai funerali di Stato nella Basilica di San Paolo, alla serata di commemorazione nella sala della Promoteca del Campidoglio e alla cerimonia al Verano perché non regolarmente sposata. Ebbene, sempre stando a quanto riportato da Wikipedia, se la Parrillo fosse stata un'onorevole probabilmente oggi avrebbe diritto a parte della pensione del compagno.
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Pubblicato il 14/11/2006 da marco | Permalink | Commenti (0)
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