Tag: Omosessualità
Tiziano Ferro non è eterosessuale. Dillo tu che sei gay!
Pubblicato in: Gay and the city, K!Music, Notizie ed opinioni
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Il titolo ovviamente è dovuto al fatto che ormai non si parla d'altro e tutti hanno sta fregola di annunciare al mondo che uno dei miei cantanti italiani preferiti (lo so, capita anche ai migliori e non me ne vergogno) è giustappunto omosessuale. Gay! Gay! Frocio! Sembrano i colombi quando si accapigliano davanti ad una briciola di pane.
Ha fatto bene, ha fatto male, ha fatto marketing, ha fatto schifo: le ho lette tutte. Il fatto è che uno dei più noti cantanti italiani conosciuti nel mondo ha deciso di spiegare non a te che non hai pregiudizi e sei la persona più aperta del pianeta, ma alla signora di Cosenza, che è gay.
È un coming out con il suo pubblico, con le mamme, i papà e i mille fratelli e i cugini acquisiti che vedono in lui un personaggio familiare, quotidiano. Già è difficile dirlo a due tre persone, figurarsi al mondo intero. Va capito e compreso il modo, i tempi, la situazione.
Alla fine Tiziano è uno che vende le sue canzoni che sono il frutto della sua vita e delle sue esperienze e delle sue emozioni che forse non ha vissuto fino in fondo come avrebbe dovuto. Oggi racconta e venderà la sua vita privata tramite i suoi diari: io non ci vedo niente di male.
Mi incuriosirà molto ascoltarlo ancora, vederlo apparire di nuovo su un grande palco. Credo sarà emozionante per noi "fan" ma soprattutto per lui.
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Pubblicato il 06/10/2010 da kaos | Permalink | Commenti (6)
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La differenza
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 La differenza è una di quelle cose di cui ti accorgi solo quando fai un confronto. Lo so, ho detto una cosa banale. A me è successo oggi, dopo due giorni dal mio ritorno da Valencia. Una vacanzina. La differenza fra cosa? Fra le nostre società. Anzi, come direbbe Santoro, fra la "ggente". Una piccola premessa: ovviamente la mia non è una statistica, ma un'impressione. Voglio che sia letta come tale. Ho fatto un giro con gli amici per i locali gay della città e salta subito all'occhio che si vive lo stesso clima sia dentro che fuori di essi. Se per l'Italia, e non solo, il problema è equiparare diritti, a Valencia sono avanti di secoli: là non si pongono proprio il problema. Non si discute sulla parità, tant'è che ci si può permettere di guardare un ragazzo carino per la strada e scambiarsi un sorriso senza aver timore di essere visti. Spesso anzi lo fanno gli altri. E' la norma. Nei locali dichiaratamente gay, di conseguenza, c'è "ggente" di ogni tipo. Tutti ballano con tutti, senza tanti problemi. L'etero non ha il timore di passare per gay, perchè non è una paura concepita. E me ne sono reso conto solo al ritorno, al sentire l'aria pesante che si vive qua, con i media che passano come modelli gay Platinette o la checca anni '70. Mi stupisco sempre quando vedo un ragazzo con una borsa di Louis Vuitton: lo trovo terribilmente coraggioso. Torniamo alla mia prima frase. Il punto è quello: la differenza nasce da un confronto. Bene, quando si parla di omosessualità, di razzismo, di sesso, si teorizza una differenza senza quel passaggio. La "ggente" dalle nostre parti parla senza cognizione di causa. Perchè è così. E' questa la vera e sostanziale differenza. Nella foto potete notare l'eccezionale presenza di uccelli nella città spagnola.
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Pubblicato il 29/11/2007 da mont | Permalink | Commenti (1)
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Giornata mondiale contro l'omofobia, ma...
Pubblicato in: Gay and the city
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Milano ha fama di essere una delle città italiane più tolleranti nei confronti degli omosessuali. Martedì sera il presidente dell'Arcigay locale è stato picchiato e minacciato di morte mentre stava semplicemente mangiando in pizzeria. Ovviamente la notizia non ha avuto lo stesso risalto riservato alle scritte tutto sommato innocue contro mons. Bagnasco, né risulta che sia stata assegnata una scorta a Paolo Ferigo (l'aggredito). Un grazie di cuore alla CEI, a mons. Bagnasco, a mons. Bertone e a tutti i teo-con, teo-deme quant'altro che seminano vento e contribuiscono concretamente a creare pressoché indisturbati questo clima di diffusa omofobia. Quanto suonano lontane le loro parole dal messaggio di amore e tolleranza di cui sono intrisi i Vangeli. Ecco il testo della notizia:
Il presidente del comitato provinciale milanese di Arcigay, Paolo Ferigo, è stato aggredito in una pizzeria in via Cadore. «Durante una cena in pizzeria in via Cadore è stato aggredito con pugni e schiaffi e minacce di morte» - si legge in una nota dell'Arcigay Milano - dopo che, insieme ad altre sette persone, era stato oggetto di «pesanti battute e parole di scherno» da parte di due avventori. Secondo Arcigay - che osserva come «il tutto si sia svolto nella totale indifferenza degli altri clienti» - la polizia, avvertita immediatamente, è arrivata sul posto una ventina di minuti dopo l'accaduto mentre «l'aggressore è riuscito ad allontanarsi con un mezzo di servizio dell'Atm (NdA: azienda che gestisce i mezzi pubblici milanesi)». A giudizio di Ferigo - che è andato al pronto soccorso del Policlinico - l'episodio «dimostra come l'omofobia sia un fenomeno ben presente nelle nostre città. È il frutto della campagna di discriminazione condotta nei nostri confronti. Non siamo più nemmeno al sicuro quando andiamo a mangiare tranquillamente in pizzeria. Tutto questo è triste ed estremamente preoccupante».
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Pubblicato il 18/05/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (17)
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Gattopesce - Matrimoni gay? Svezia 1 e Italia 0
Pubblicato in: Gay and the city
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Questa settimana riporto per intero un bel post comparso sul blog di Titollo, cortesemente autorizzato dal suo autore:
FAMILY DAY - Matrimonio religioso per i gay in Svezia
Come previsto il governo conservatore svedese, in carica da qualche mese, porta terrore, morte, disperazione. E mentre in Italia i Dico affondano al Senato nell'indifferenza generale, l'esecutivo del giovane premier Fredrik Reinfeldt marcia spedito verso l'approvazione dei matrimoni gay. Hans Regner, a capo della commissione governativa che ha presentato la proposta, ha detto che "Due uomini o due donne dovrebbero potersi sposare e in futuro poter essere chiamati sposi. Tutte le regole che valgono per le coppie eterosessuali saranno applicate anche alle coppie omosessuali". La Svezia aveva già riconosciuto le unioni gay nel '94 con una normativa specifica. Con questa nuova legge, invece, le unioni potranno trasformarsi in veri e propri matrimoni e le coppie gay, una volta infilato l'anello al dito, godranno dei diritti e doveri di ogni coppia eterosessuale, adozioni comprese (cosa per altro già prevista dal 2002). La Chiesa della Svezia, protestante di nome ma non di fatto, ha annunciato che si adeguerà iniziando a celebrare i matrimoni gay non appena la legislazione verrà modificata.
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Pubblicato il 23/03/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (7)
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