Rimango colpito quando Rolling Stone Italia dà un voto agli album pop. Una cosa non proprio comune, e spesso quando accade sono stroncature tutte da ridere. La sorpresa vera invece questa volta è stata trovare nel numero di gennaio quattro stelle su cinque a "Talk That Talk" di Rihanna, la Madonna Nera che da alcune settimane sto ascoltando sul mio iTunes (devo dire con un buon successo, mi piace più di altri lavori precedenti).
La recensione inizia con una cosa che penso da molto tempo, "Il mestiere del pop è vendere. Il suo modo è il singolo". E da lì una lunga spiegazione che sembra più che altro non dover far indignare il lettore medio del mensile, il quale nella migliore delle ipotesi la odia o la considera niente più che un oggetto degno di insidiosi desideri sessuali.
Un passaggio mi ha colpito: "Rihanna (in questo album) trova la sua dimensione ideale: un misto di cazzodurismo vocale e malinconia contagiosa". Una cosa, quella scritta sulle pagine della guida al rock'n'roll style che in realtà si trovava in minor parte anche negli album precedenti, ma che oggi sembra esserle entrato (a forza? naturalmente?) nelle ossa.
Rimane aperto il dubbio dei dubbi. Quel fare da "sono schiava del pop", è totalmente fuori dal suo controllo? Se la seconda ipotesi fosse vera, se fosse anche solo in parte madre del suo successo, si confermerebbe la teoria (sempre del recensore, Emilio Cozzi) secondo cui "È anche per il suo pop che si è deflorata la verginità di chi non vorrebbe si confondessero musica e supermercato".
Premettendo che la prossima volta che dalla sua bocca esce una frase patetica di cui non controlla la portata trash penso che potrei impiccarmi con un cavo usb, ecco i 10 video/brani più scottanti, amati, selezionati della nostra amica Tatangelo, ribattezzata Lady Tata.
Al decimo posto "L'amore più grande che c'è", video "live" televisivo. "Non so fermarti ora, come vorrei, non ti ho abbracciato forte come tu vuoi, non l'ho fatto mai". Al nono posto "Qualcosa di te", nel video ufficiale. "Resto fermo qui, quasi immobile, è un momento importante per noi". All'ottavo posto "La più bella". "Mamma tu per me sei la più bella, sei più bella di una stella". Al settimo posto "Colpo di fulmine", live a "Top of the pops". "Crudeli, bastardi, come questo colpo di fulmine". Al sesto posto "Profumo di mamma". "Qui c'è qualcuno che bussa, ma non alla porta, è dentro di me". Al quinto posto "Lo so che finirà". "Lo so che finirà e sarà forte il mio dolore, per questo grande amore".
Al quarto posto "Un nuovo bacio". "Allora sì, io devo dirtelo, mentre provavo a non pensarti, ti pensavo sempre più". Al terzo posto "Il mondo è mio", colonna sonora di "Aladin". "Il mondo è mio, è sorprendente accanto a te, se salgo fin lassù, poi guardo in giù. che dolce sensazione nasce in me". Al secondo posto "Quando due si lasciano", nel videoclip ufficiale. "Lo sai, mi hai lasciato un grande vuoto dentro che non va più via" Al primo posto "Ragazza di Periferia", nel videoclip ufficiale. "Siamo noi la vita che fa vivere nel cuore questo amore incancellabile"
D'estate è tradizione che si moltiplichino i concerti all'aperto. Ma è raro trovare serate dedicate ai cartoni e al fumetto. Ci pensa Roma, che sabato 21 luglio, a partire dalle 21, 30, nella zona di Trastevere (Lungotevere degli Anguillara), presenta la prima edizione di Cartoonia
Una serata di musica a cui parteciperanno autori e interpreti delle sigle che hanno fatto sognare i ragazzi di ieri e di oggi: dai Raggi Fotonici (Guru Guru) ai Rocking Horse (Candy Candy), dai Mostriciattoli (Carletto il principe dei mostri, Chobin) ai Fratelli Balestra (Daitarn III, Muteking), da Max Alto (Inuyasha) ai Superobots (Daltanious, Il Grande Mazinga), per arrivarei ai Corsari delle stelle. Non mancheranno i duetti tra i vari gruppi e cantanti, sorprese dal mondo dei cartoon e tanti ospiti a tema!
Conduttori della serata due voci storiche del doppiaggio animato italiano: Fabrizio Mazzotta (Simpsons, Puffi, Ufo Robot) e Gemma Donati (Winx, Superchicche), coadiuvati dalle presenze virtuali di Eros, il dio dell'amore direttamente da Pollon, e di Musa. la fata Winx della musica.
A fare da contorno al concerto gratuito, una serie di stand tematici, per trasformare una serata in una immersione nelle atmosfere sonore e musicali degli anni 80!.
Ormai se ne parla un po' dappertutto: non passa giorno che radio, giornali e altri mezzi di informazione ci informino sui rischi del surriscaldamento globale del pianeta. Anche alcuni artisti sono scesi in campo: ad esempio il video d'apertura del post non è altro che il singolo realizzato da Madonna per il Live Heart, un grande evento-concerto di 24 ore organizzato per sostenere le politiche di salvaguardia ambientale che si svolgerà il 7 luglio in contemporanea in sette diversi continenti. Davanti ad una simile campagna di informazione ci si può chiadere quale possa essere lo scopo: da un lato esistono le leggi dei grandi numeri che dimostrano come un risparmio di risorse anche minimo effettuato da un numero elevato di persone possa avere riscontri significativi, ma dall'altro ci si può sentire impotenti quando si è da soli davanti a grandi potenze economiche che storcono il naso e lasciano tranquillamente trasparire una poca voglia di trovare soluzioni concrete per la riduzione di emissioni di Co2 con un conseguente rischio di incappare in cambiamenti dell'attuale assetto socio-economico. All'inizio del mese, però, The Economist (giornale economico britannico peraltro apertamente schierato a favore di una line apolitica conservatrice) ha pubblicato uno speciale di 15 pagine dedicato all'argomento sottolineando alcuni aspetti che mettono in risalto alcuni primi risultati di una simile campagna di informazione. E' noto a tutti che aziende puntano a fare fatturato e difficilmente compiono azioni per il puro piacere di fare del bene all'umanità. Secondo il settimanale inglese, però, l'attuale attenzione dell'opinione pubblica sta imponendo a sempre a più aziende l'adozione di politiche ecologiste motivate dalla necessità di mantenere un'immagine "pulita" che possa essere compatibile con un'ormai modificata pressione morale (un'azienda dipinta come inquinatrice e dannosa per la salute pubblica difficilmente potrà sperare di continuare ad incrementare i propri utili con la vendita dei suoi prodotti). Dall'altra parte ci sono anche i governi. Di fronte alle pressanti richieste di intervento da parte dei propri elettori, i governanti non possono più voltare la testa da un'altra parte e far finta di non vedere: da qui l'adozione sempre più frequente di politiche basate sul principio del "chi inquina paga". L'economist sottolinea anche come "il mercato del carbonio" possa essere anche considerato un nuovo business: le nuove norme sull'inquinamento possono significare una più veloce sostituzione dei capitali fissi (come l'acquisto di nuovi veicoli e nuovi macchinari) e quindi possa essere una nuova opportunità di guadagno a cui poche aziende vorranno voltare le spalle. La conclusione degli autori dello speciale è che siamo sulla buona strada per arrivare ad un'economia che internalizzi il costo dei danni ambientali ma che il tutto potrà concretizzarsi solo se i governi continueranno ad aumentare i costi delle emissioni e se l'opinione pubblica continuerà a vigilare su questo processo. Il rischio maggiore per un fallimento del processo, infatti, è intravisto proprio nell'ipotesi che l'attuale attenzione ecologista di questi mesi sia solo una moda e, quindi, che sia destinata a scemare nel tempo... quindi benvenga ogni campagna volta a tenere alta l'attenzione sull'argomento.
Provate a vedere questo singolo di Rihanna da Good Girl Gone Bad senza muovere a tempo nemmeno un muscolo del corpo, nemmeno le dita dei piedi o la bocca. Chi ci riesce, lo pago in natura (ehm...scherzo). Grazie a Chissenefrega (sono l'unico blogger che cita pure le fonti dei video che vede su altri blog, sia chiaro) per avermi fatto scoprire questo singolo, che da oggi è ufficialmente approved da tutti i miei amici che ho chiamato immediatamente al telefono (al cellulare..ti faccio vedere una coscia, ne ho due, e ho pure Tre!) per avvisarli che questa era la canzone dell'estate e che dovevano approvarla. Ovviamente è stata già largamente conosciuta, ballata e approvata anche dall'amico B@che di musica fica da pista se ne intende a manetta. Aspettiamo il video ufficiale, delusi (io, il mio ego e molti altri) per l'uscita ufficiale del suo secondo singolo, che è Shut up & drive, decisamente meno incisiva, con un video a dir poco banale.
Stavolta non parliamo di peli di culo, ma di Tiziano Ferro (che è culo e basta, ahahah) (oddio, che tristezza di battuta!). (Nota di Kaos: si, tremenda) Se Robbie Williams ha deciso di dedicare una canzone a Madonna, Tiziano non poteva di certo tirarsi indietro dall'omaggiare un personaggio italiano di ugual popolarità (...). La scelta non poteva, quindi, che ricadere su Raffaella Carrà! Lo so che anche voi avreste fatto lo stesso. La canzone è orrenda, il video è quanto di più involontariamente trash abbia mai prodotto Titti, e la definizione che si dà da solo ("Ragazzo giovane, moderno!") cozza con la mummia della Carrà che appare alla fine del video (che è anche il momento migliore, eh!), quando Ferro sembra cadere sotto effetto di allucinogeni.
A volte ritornano. Come spettri del passato che non trovano la via di passaggio verso l'aldilà (artistico, sia mai), ce li ritroviamo dopo anni di silenzio a riecheggiare nelle nostre sempre più povere orecchie. Sono quattro, una delle quali così dimenticata che nessuno sa chi sia, tutti pronti però ad un rilancio nel mondo dello music businness. Si tratta nell'ordine proposto da Sorrisi, di Silvia Salemi (E la sera a casa di Luca si vede anche il mareeee...ma anche...L'epoca del tumtumchapatupatumcha) che ritorna con Il mutevole abitante del mio solito involucro, canzone molto rock diretta nel video da Beppe Fiorello che per la prima volta si butta nel mondo della regia (non gli basta fare 900 fiction all'anno, dico io), Jessica Morlacchi, la brava (davvero) cantante ormai ventenne dei Gazosa (vu vu vu, mi piaci tu! Tu tu tu, tu tu tu) che pubblica con un'immagine rinnovata e sexy (si è tolta semplicemente i baffi) il singolo Pensieri Timidi. Penultima ma non meno importante Lighea, famosa (?!) per la partecipazione del '95 a Sanremo con il singolo (che ad essere sincero un po' ricordavo) Rivoglio la mia vita, è tornata con un album che si chiama come lei, Tania. Aleandro Baldi invece, reduce (un po' troppo reduce in effetti...) da un successo scolpito nella storia di Sanremo come Non Amarmi (Non amarmi - pausa - per il gusto - pausa - di qualcosa - pausa - di diverso...), propone l'album Liberamente tratto, nel quale dichiara di aver preso spunto dal libro I viaggi di Gulliver per raccontare i limiti della nostra società. Tre indimenticati e mezzo della musica italiana si troveranno a fronteggiare Max Pezzali, Irene Grandi, Tiromancino, Daniele Silvestri, Paola e Chiara e Tiziano Ferro. Credo che abbiamo davvero scelto l'estate giusta per rilanciarsi, non credete? :| A seguire una piccola ma significativa gallery videografica delle loro perfomance più famose.
Chi l'avrebbe mai detto che due mondi così distanti e due personalità così diverse come Eminem e Mariah Carey avrebbero potuto incontrarsi? A sei anni di distanza, la relazione, a quanto pare burrascosa e non confermata, avvenuta tra i due, torna a far notizia. Pare, infatti, che il rapper avrebbe inserito nel suo prossimo album, altri dettagli intimi sull'affaire con Mariah. Ovviamente la Carey è corsa ai ripari e minaccia querele tramite la Def Jam, la sua etichetta. Aiutateli!
Daniele Silvestri è un genio. Ha partorito una canzone davvero simpatica, estiva, fresca e contemporaneamente pungente verso l'omofobia dilagante che ancora oggi spadroneggia nelle realtà non solo di paese, ma anche di moltre grandi città. Non c'è la religione, non c'è politica o mondo del lavoro. In questa canzone viene fatto il punto in rima di un certo preistorico pensiero comune al quale Silvestri risponde in maniera netta e non superficiale, tra una nota divertita e l'altra. Vi propongo un video con l'estratto della canzone e a seguire, il testo completo.