Tag: Morte
Un'amica di Sandra Mondaini scrive a Kblog
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Non ho le prove provate che sia vero al 100 per cento, il commento, ma se leggete le righe che ci ha lasciato Laura in risposta al mio discusso post dedicato alla sua morte (e al vizio che non ha giovato alle sue condizioni di salute) e ve lo riposto qui per dargli maggiore visibilità.
Credo sia onesto e sincero, e dà informazioni credo inedite sul suo percorso di allontanamento graduale dal fumo. A me pare di estremo interesse questo contributo.
Non riesco a contattarla, ma la ringrazio tanto perché ha fatto luce su un tema a cui tenevo molto e al quale una persona vicina a Sandra a risposto con grande educazione e rispetto per le mie idee.
"Sandra è sempre stata un'accanita fumatrice e non è riuscita a smettere nemmeno per amore di Raimondo. Ma vi posso assicurare che negli ultimi tempi aveva ridotto moltissimo, perchè con le buone o le cattive l'abbiamo "minacciata" tutti".
"Negli ultimi giorni, prima di aggravarsi, stava mantenendo la promessa di fumarne soltanto due al giorno; per lei che fumava due pacchetti al giorno fino all'anno passato è stato un record. Certo, lo faceva più per noi che per lei stessa".
"A questo punto, però, direi di smettere con queste polemiche inutili. Lei, purtroppo non c'è più. E vi assicuro che, personalmente ho battagliato parecchio con Sandra a questo proposito ma, a questo punto, non mi sono sentita di negarle quella che per lei era diventata una piccola gioia e una delle sue poche consolazioni. Ormai aveva smesso di vivere con la testa. Un'amica di Sandra"
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Pubblicato il 05/10/2010 da kaos | Permalink | Commenti (3)
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Sandra Mondaini era una grande fumatrice
Pubblicato in: K!Edu
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Premessa: Non conosco Sandra Mondaini, non conosco a fondo la sua situazione, sono pensieri che si slegano da lei e sono pensieri sui quali cerco un confronto, non voglio fare moralismi o accuse. Vi prego di non fermarvi al titolo. Lo dico per porre l'accento sul fatto che il fumo dal mio punto di vista è un carnefice ma anche un consolatore, come la maggior parte dei vizi. E questo che mi fa arrabbiare, non il fatto che una signora anziana e molto malata con pochi mesi di vita decida di distrarsi con una sigaretta (che forse non è nemmeno più in grado di fumare, tra l'altro). In una foto di un giornale di gossip di questa estate, Sandra Mondaini, abbastanza devastata nel fisico e nel volto, fumava una sigaretta dopo essersi ripresa dai recenti problemi di salute che l'hanno costretta in ospedale per molti giorni, dopo le già note costrizioni in carrozzina.
Io sono uno di quelli all'antica che pensa che una persona non dovrebbe fumare, anzi, penso che possa fumare in generale ma che debba prendere in considerazione seria il fatto di smettere quando le condizioni di salute non sono ottimali.
Mi sono confrontato un po' ed effettivamente molti (fumatori) mi hanno detto: "È anziana, è piena di dolore psicologico (per la morte del marito) e fisico (per il cancro curato e per i gravi problemi respiratori), ma gliela vogliamo far fumare una bella sigaretta?".
Ma certo, ci mancherebbe. Non so voi, ma se fossi stato uno dei suoi figli adottivi, nel caso specifico Raimond che l'ha accompagnata al parco a Milano 2, gliel'avrei strappata di mano. Non sono per l'egoismo che vince sul dolore. Ma veder morire una persona e lasciare che si dia una mano con il mio silenzio, no, non lo accetto.
Sono per la tutela assoluta della salute, specie in situazione di grave malattia se non è terminale, ovviamente. Affrontare la vecchiaia e i gravi problemi lasciandosi andare in balia della morte che arriva è un errore. C'è tanto tempo per morire e se non ci sono condizioni di grave sofferenza, terminale appunto, tutelarsi per quello che si può è importante.
Capisco anche che a volte la volontà e le forze vengano meno, specie quando ti è morta da poco la persona che hai più amato nella vita. Ma Sandra non era una persona sola ed era circondata da tanto amore.
Per quello le foto di questa donna malata con la sigaretta in mano mi hanno fatto male. Nel rispetto della sua vita artistica e umana, rara e preziosa. E lo penso da molto pima che morisse. Lo pensiamo un po' tutti.
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Pubblicato il 21/09/2010 da kaos | Permalink | Commenti (10)
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Reagire alla morte
Pubblicato in: Personal pages
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Ho un difetto: non so reagire comunemente alla morte. Non sono un cuore di pietra, anzi. Ma ci sono delle morti di persone che mi lasciano talmente di stucco che non riesco a soffrire. Bum, finita.
Aveva 47 anni (si, era giovane) ed era il padre di un ragazzo che conosco molto bene ma con il quale non ho stretto una consistente amicizia, ma con il quale ho condiviso lateralmente alcune esperienze in gioventù nell'ambito parrocchiale.
Il problema è che quest'uomo stava benissimo quando si è andato a far controllare. Così si dice, come nella migliore della tradizione che vuole che nascano leggende tra verità e fantasia sulle ragioni di una morte clamorosa.
Il prete è stato molto chiaro: un controllo, due tre mesi, è finita. Nella profonda indelicatezza di chi è fin troppo abituato nel vedere morti altrui e credere peraltro in qualcosa che va oltre la nostra bella vita fatta di soldi e labili sentimenti.
In questi casi non lo nominano mai quel maledetto male, ma nei casi più estremi la cosa più felice che si è capaci di dire è: era pieno.
Era pieno di morte sottesa e nascosta. Non lo sapeva e non lo sentiva. Ha vissuto felicemente fino a quando non ha saputo e le cose sono andate poi peggiorando. E' un giorno triste (fosse solo un giorno...) per tutta la sua famiglia e per tantissimi ragazzi che vogliono bene a questo ragazzo, Valerio.
Siamo esseri umani, valiamo meno di niente. Questo è uno dei pochi luoghi comuni che invece non sbaglia mai a ricordare.
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Pubblicato il 05/01/2008 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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Il defunto, lo sposo e l'armadio (io)
Pubblicato in: Personal pages
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Vi è mai capitato che nello stesso vostro portone morisse e si sposasse una persona (due diverse in totale, of course) praticamente nelle stesse ore? Immagina quanti parenti, amici e familiari ho incrociato in questi giorni tentanto inutilmente di decifrare i loro volti per capirne l'appartenenza e comportarmi nella maniera più adeguata.
Ho anche scoperto quanto è difficile fare le condoglianze alle persone che non conosci. Innanzitutto se non lo fai sei comunque maleducato. Se lo fai sei finto, perchè inevitabilmente sono persone che non conosci. Insomma, un bel casino. Allora io uso la tecnica della tartaruga. Mi spavento e infosso la testa, sperando che nessuno mi noti, in attesa di trovare la soluzione migliore per equilibrare il mio basso senso del dovere con la mia morale auto-didatta che suona così: se non ti conosco, non posso essere partecipe del tuo dolore.
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Pubblicato il 04/09/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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