Di che pasta sono i giovani di oggi? Qualche giorno fa se ne parlava in tv a Pomeriggio 5 con il solito intento di demonizzarli. Ecco: io credo che i giovani siano molto più differenziati e eterogenei di una volta. Hanno una marea di strade possibili da scegliere, quindi: o non hanno riferimenti e rimangono dispersi (e capita spesso), oppure riusciranno ad essere unici, perché hanno tutti i mezzi per poterlo essere.
Ci ritroviamo contemporaneamente la ragazza che a 15 anni nei treni urla per farsi sentire vestita come una velina durante una telepromozione, con otto piercing senza storia e con la più chiara intenzione possibile di sembrare una troia, e un quindicenne come quello che ho sentito parlare alla manifestazione di Torino per la libertà di informazione, che sa di cosa sta parlando molto più di me e di te.
Odio chi generalizza su questi temi e soprattutto odio chi pensa (come forse voi stessi in questo momento) che quella ragazza di 15 anni tutta scatola, non abbia poi un mondo dentro interessante. Mi è capitato, nella mia lunga esperienza di lavoro con giovani e adolescenti, di incontrare quintalate di ragazzi apparentemente plastici con aspetti davvero sorprendenti. E poi sono loro i più affascinanti, è indubbio.
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