Giorgio Panariello, che avrà uno show (pare) in Mediaset nella prossima stagione tv, è un po' l'alter ego al maschile della Incontrada ai Wind Music Awards. Non riesco più a capire se è quella dei cellulari o quella che ha lasciato Zelig e mo' sta inguaiata o una donna di successo trasformata in un'eventualità.
Il comico toscano che non aggiorna i suoi personaggi da un decennio rappresenta una scelta un po' revival che suona ancora più contundente in un momento storico in cui il varietà non ha più motivo d'essere... se non c'è un motivo d'essere.
Li hanno provati tutti, in Rai e Mediaset. Il genere non ha più mordente perché la gente non ha più voglia di ridere se non gli dai anche qualche contenuto in più da riportare nella realtà quotidiana: tutto va bene tranne la spensieratezza.
Oggi giusto Colorado per i minorenni è spensierato.
La gente ha bisogno di attualità in tutto, anche nei programmi più insulsi. Se n'è accorta senza dubbio Barbara D'Urso, capace di raccogliere il gusto degli over in modo centrato seppur incomprensibile agli occhi di moltissimi altri umani.
L'intrattenimento oggi deve avere un'anima che raccoglie tutti per lo stesso motivo, o quasi.
Basti pensare a Maurizio Crozza: meno puntate, un progetto televisivo di più facile accesso nei contenuti e ottimo nei temi proposti e porta a casa il risultato senza provocazioni né querele. Perché: perché sono dieci mesi che ci fa smazzare dal ridere a Ballarò e ne volevamo di più.
Torna Fiorello e ritorneranno gli ascolti perché le sue pause dal media televisivo lo rendono ogni volta più appetitoso (anche se dopo gli ultimi spot Infostrada, leggasi spocchioso).
Insomma, datemi una ragione (una soltanto) per cui dovrei seguire Panariello il prossimo autunno.
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