
L'importante è innescare la paura. Di cosa? Non è un problema, qualche ragione si trova. Far nascere la paura nel prossimo evidentemente serve a qualcuno. Nel passato c'erano le streghe, e le bruciavano. Oggi per fortuna qualcosa è cambiato, ma la tecnica è la stessa. Negli ultimi cinquanta/sessant'anni questa "politica" ha riguardato le cose più diverse, ma la sua tecnica è rimasta invariata: i capelli lunghi, i film violenti, la musica rock, le pseudomalattie, i giovani, le tecnologie, il calcio e lo straniero.
L'importante è innescare la paura.
I messaggi che passano tramite i media sono semplici ma efficaci. Semplici perchè sono sillogismi ingannevoli, efficaci perchè ci disarmano della ragione. Prendiamo in esempio l'ultimo caso, quello del giovane romano ucciso in un autogrill dell'aretino. Freddato dalla pistola di un poliziotto mentre andava, si dice, allo stadio, è diventato il simbolo del calcio violento. Ucciso perchè tifoso. Quindi, se ne deduce che il problema è il calcio. Ovviamente è un falso sillogismo.
A chi serve tutto questo? Qualche anno fa avrei detto che è una tattica tipicamente di destra. Instaurare la paura è di destra: la paura ti assicura il controllo delle masse. Oggi è difficile. Lo fanno tutte le parti politiche. Quindi diamo la colpa ai media? Ma a quale scopo? Non è facile dare risposte.
Quello che posso dire con certezza è che dobbiamo interpretare le notizie da soli: è rischioso, ma è una soluzione. Capire che se un ragazzo blogger si trasforma in un killer, non è che UN ragazzo blogger. Che se un extracomunitario stupra una donna, è lui il colpevole, non la categoria. Adesso sì che posso dare la colpa a qualcosa, qualcosa di non tangibile ma molto concreto: l'ignoranza. Essa è la sola cosa che accomuna chi infonde la paura e chi la subisce, chi commette il crimine (in genere) e chi ne trae delle conclusioni. E chi riporta la notizia è il colpevole per eccellenza: pur non essendo vittima dell'ignoranza, si suppone, induce ad essa in modo consenziente. E' lui il vero criminale.