La cosa più vera dell'ultimo decennio, sviluppata e incentivata dal virilismo di Uomini e Donne e da un certo volersi dare un tenore, la cattiveria come vanto è la messa in fiera della propria stupidità.
Un'atteggiamento che ritroviamo in una certa destra nei salotti televisivi, si nutre di mento alto, occhi gelidi e faccia di bronzo. Sono quel tipo di persone che per quanto sia un pacifista, vorrei che qualcuno gli facesse capitare qualcosa perché abbassino la cresta.
Il vero problema è che la cattiveria come valore oggi è diventato un mantra di fascino e bellezza. Sei un cesso? Eh, però è un bastardo quindi mi contorce le budella. È peraltro vero che la bontà a tutti i costi alla Flanders è come tre pietre nelle mutande, ma finché vivrò mi opporrò a questa moda.
Anche se facendo un po' di autocritica, in effetti, molti ritengono che una certa mia stronzaggine sia un mio punto di forza vincente. E in effetti di mestiere faccio anche critica. Però, vi assicuro, della mia cattiveria non ne vado affatto fiero.