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- Ridateci la vecchia Simona -
Possiamo dire con un certo margine di certezza che il Grande Fratello di quest'anno ha trovato un inquadramento degno di interesse dopo 20 puntate e l' Isola dopo sette? L'ho detto. È inutile dire che oggi i reality non hanno alcun appeal (o poco, pochissimo) perché presentano ingredienti e situazioni che girale come vuoi, sono sempre le stesse. Il problema sono le trame naturali, che si creano sempre più tardi e si presenatno in modo ancor meno spontaneo.
Tanto per capirci, il pubblico si diverte molto di più con i documenti super montati di Domenica o Pomeriggio Cinque che con la cerimonia alla moviola del " Processo di Biscardi" del giorno dopo.
I personaggi che vi partecipano oggi sembrano sempre più come quei cantanti emergenti che non hanno fatto un talent show e finiscono per sbaglio in un programma di successo a giocarsi il tutto per tutto.
Se a supportare tutto questo c'è una Alessia Marcuzzi sostanzialmente irrilevante (bella, credibile, affettuosa, materna... ma non aggiunge e non toglie nulla alla trasmissione) o una Simona Ventura che ha perso ogni sua dote di battutista e nello sfottò, che nelle edizioni precedenti erano IL motivo principale per guardarla, non se ne esce proprio.
I momenti più alti sono le liti e le tensioni tra i naufraghi o gli omaggi alla bellezza degli uomini e delle donne della casa o dell'Isola.
Come si ridà vita al genere reality, allora? Probabilmente cambiando i codici che li governano, risultando attrattivi e accattivanti al di là dei loro protagonisti, governando i meccanismi con più furbizia e creatività. Se poi esce qualcosa di buono dai personaggi, tanto meglio.
Negli occhi di questi concorrenti, pochi esclusi, io non vedo l'immersione nel programma, ma piuttosto l'imitazione di meccanismi che da ex spettatori conoscono molto bene.
Risultato? Una noia (quasi) mortale. Se non ci entrano gli attori nel loro film, come ci possiamo entrare pure noi? Ma soprattutto: chi se ne frega?
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