(Ansa) - A pochi giorni dal funerale del 16enne celiaco morto in un ristorante del Foggiano, la famiglia e' stata sollecitata a pagare il conto. A renderlo noto e' stato il padre del ragazzo, un maresciallo dei carabinieri in congedo che vive a Bologna. Il padre del ragazzo, morto dopo avere mangiato un gelato, ha detto di avere pensato a uno scherzo di cattivo gusto. La madre, secondo la denuncia ai carabinieri, si era raccomandata al ristoratore di servire al figlio cibi senza glutine.
La mia opinione è che ho dialogato a lungo con un celiaco proprio un mese fa e una delle frasi che mi ha detto è stata
"Esistono delle guide ufficiali sui luoghi e i cibi che sono certificati per poter mangiare senza pericoli. Con i gelati, so che ci sono pochissime gelaterie che sono totalmente sicure, ancor meno se sono prodotti industriali, e comunque devono anche essere accorti gli inservienti nel non utilizzare la stessa paletta usata magari per raccogliere altri gusti".
Se le gelaterie sono poche, figurati un ristorante. E figuriamoci se un ristoratore ha la più pallida idea del fatto che anche i gelati sono potenzialmente un pericolo.
La colpa forse va data anche alla famiglia.
È noto che i ristoranti per chi ha questi problemi sono una mina vagante: quali cucchiai usano, quali sostanze usano per addensare i sughi? È un vero rischio.
Insomma, chiedere il conto se una persona sta male è inelegante e se fatto con malizia è schifoso, ma informarsi bene prima di mettere un piede in una fossa è altrettanto sano.
Sinceramente, è la prima volta che sento di una vittima in tal senso. Mi piace pensare che sia ancora una rarità.
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