Da tempo ho elaborato una personalissima cartina di tornasole: quando sento qualcuno, gay o etero non ha importanza, che mi dice "Ma non capisco, che senso ha il Gay Pride? È solo una carnevalata", le o gli chiedo con tranquillità "Quand'è stata l'ultima volta che hai partecipato o hai visto dal vivo un Pride?" nel 99.99999% dei casi la risposta è "Mai". E non c'è da stupirsi. In questa società della (finta) informazione disponibile (apparentemente) a tutti ci sono alcuni cliché che si ripetono sempre uguali, indipendentemente dalla realtà dei fatti che pretenderebbero di rappresentare. Di questi cliché ce ne sono a valanga e uno dei peggiori e più distorcenti della realtà è proprio quello che riguarda il gay pride. I TG e i giornali presentano esclusivamente immagini di uomini praticamente nudi o quasi o di travestite all'ennesima potenza, veicolando così l'idea (funzionale a "qualcuno") che *tutti* i partecipanti alla manifestazione siano conciati in quel modo e che si tratti di una specie di carnevale di rio versione triangolo rosa. Ma chi ha partecipato *per davvero* anche una sola volta in vita sua a un gay pride sa benissimo che le cose non stanno affatto in questo modo. Certo, qualcuno vestito in modo chiassoso ed estremo c'è - in fin dei conti il Pride ha anche un risvolto festoso - ma questo genere di estremi c'è in qualsiasi manifestazione: giusto per capire, mai visto i cortei dei no-global o quelli di protesta contro questa o quella iniziativa o infrastruttura o struttura malfunzionante? Nessuno pensa di definire quelle manifestazioni una "carnevalata" solo per questi estremi isolati: non si capisce quindi perché il gay pride debba essere giudicato diversamente da questo punto di vista. Il fatto pure e semplice è che questi estremi chiassosi sono davvero una minoranza esigua se non trascurabile nella folla di persone che manifestano. A Milano, nel 2001, per il Pride nazionale c'erano per strada circa 50.000 persone (stima della Questura): sapete quante erano vestiti in modo estremo - e si trattava solo di travestiti (in Italia la gente ai Pride non si è mai presentata col culo di fuori come vogliono far credere)? CINQUE PERSONE: 5 su 50.000. Le altre 49.995 erano ragazzi e ragazze vestiti normalmente. Anzi, in mezzo alla marea di gente c'era anche un gruppo di ragazzi che sfidando i 34 gradi di temperatura di quella giornata erano tutti vestiti in completo scuro giacca e cravatta e avevano appuntate sulla giacca delle grandi spille che recitavano "Io sono il tuo medico", "Io sono il tuo commercialista", "Io sono il tuo bancario" ecc. Bene, son passati al loro fianco una decina tra fotografi e operatori tv: non solo non li hanno degnati di uno sguardo ma uno di loro ha pure esclamato ad alta voce "Andiamo in un'altra parte del corteo, qua non c'è NIENTE da fotografare". Dove niente stava evidentemente per "niente travestite". Capito il meccanismo di disinformazione che ci sta dietro? (Con buona pace di quelli che dicono che "al pride si dovrebbe andare tutti in giacca e cravatta": alla TV o sui giornali calerebbe il silenzio immagine sulla manifestazione).
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