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Tag: Gattopesce
16 Giugno '07, Gaypride nazionale a Roma: molto più di una parata
Pubblicato in: Gay and the city, Notizie ed opinioni
Da tempo ho elaborato una personalissima cartina di tornasole: quando sento qualcuno, gay o etero non ha importanza, che mi dice "Ma non capisco, che senso ha il Gay Pride? È solo una carnevalata", le o gli chiedo con tranquillità "Quand'è stata l'ultima volta che hai partecipato o hai visto dal vivo un Pride?" nel 99.99999% dei casi la risposta è "Mai". E non c'è da stupirsi.
In questa società della (finta) informazione disponibile (apparentemente) a tutti ci sono alcuni cliché che si ripetono sempre uguali, indipendentemente dalla realtà dei fatti che pretenderebbero di rappresentare. Di questi cliché ce ne sono a valanga e uno dei peggiori e più distorcenti della realtà è proprio quello che riguarda il gay pride. I TG e i giornali presentano esclusivamente immagini di uomini praticamente nudi o quasi o di travestite all'ennesima potenza, veicolando così l'idea (funzionale a "qualcuno") che *tutti* i partecipanti alla manifestazione siano conciati in quel modo e che si tratti di una specie di carnevale di rio versione triangolo rosa. Ma chi ha partecipato *per davvero* anche una sola volta in vita sua a un gay pride sa benissimo che le cose non stanno affatto in questo modo.
Certo, qualcuno vestito in modo chiassoso ed estremo c'è - in fin dei conti il Pride ha anche un risvolto festoso - ma questo genere di estremi c'è in qualsiasi manifestazione: giusto per capire, mai visto i cortei dei no-global o quelli di protesta contro questa o quella iniziativa o infrastruttura o struttura malfunzionante? Nessuno pensa di definire quelle manifestazioni una "carnevalata" solo per questi estremi isolati: non si capisce quindi perché il gay pride debba essere giudicato diversamente da questo punto di vista.
Il fatto pure e semplice è che questi estremi chiassosi sono davvero una minoranza esigua se non trascurabile nella folla di persone che manifestano. A Milano, nel 2001, per il Pride nazionale c'erano per strada circa 50.000 persone (stima della Questura): sapete quante erano vestiti in modo estremo - e si trattava solo di travestiti (in Italia la gente ai Pride non si è mai presentata col culo di fuori come vogliono far credere)? CINQUE PERSONE: 5 su 50.000. Le altre 49.995 erano ragazzi e ragazze vestiti normalmente. Anzi, in mezzo alla marea di gente c'era anche un gruppo di ragazzi che sfidando i 34 gradi di temperatura di quella giornata erano tutti vestiti in completo scuro giacca e cravatta e avevano appuntate sulla giacca delle grandi spille che recitavano "Io sono il tuo medico", "Io sono il tuo commercialista", "Io sono il tuo bancario" ecc. Bene, son passati al loro fianco una decina tra fotografi e operatori tv: non solo non li hanno degnati di uno sguardo ma uno di loro ha pure esclamato ad alta voce "Andiamo in un'altra parte del corteo, qua non c'è NIENTE da fotografare". Dove niente stava evidentemente per "niente travestite". Capito il meccanismo di disinformazione che ci sta dietro? (Con buona pace di quelli che dicono che "al pride si dovrebbe andare tutti in giacca e cravatta": alla TV o sui giornali calerebbe il silenzio immagine sulla manifestazione).

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Pubblicato il 15/06/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (0)
Giornata mondiale contro l'omofobia, ma...
Pubblicato in: Gay and the city
Milano ha fama di essere una delle città italiane più tolleranti nei confronti degli omosessuali. Martedì sera il presidente dell'Arcigay locale è stato picchiato e minacciato di morte mentre stava semplicemente mangiando in pizzeria. Ovviamente la notizia non ha avuto lo stesso risalto riservato alle scritte tutto sommato innocue contro mons. Bagnasco, né risulta che sia stata assegnata una scorta a Paolo Ferigo (l'aggredito).
Un grazie di cuore alla CEI, a mons. Bagnasco, a mons. Bertone e a tutti i teo-con, teo-deme quant'altro che seminano vento e contribuiscono concretamente a creare pressoché indisturbati questo clima di diffusa omofobia. Quanto suonano lontane le loro parole dal messaggio di amore e tolleranza di cui sono intrisi i Vangeli.
Ecco il testo della notizia:
Il presidente del comitato provinciale milanese di Arcigay, Paolo Ferigo, è stato aggredito in una pizzeria in via Cadore. «Durante una cena in pizzeria in via Cadore è stato aggredito con pugni e schiaffi e minacce di morte» - si legge in una nota dell'Arcigay Milano - dopo che, insieme ad altre sette persone, era stato oggetto di «pesanti battute e parole di scherno» da parte di due avventori. Secondo Arcigay - che osserva come «il tutto si sia svolto nella totale indifferenza degli altri clienti» - la polizia, avvertita immediatamente, è arrivata sul posto una ventina di minuti dopo l'accaduto mentre «l'aggressore è riuscito ad allontanarsi con un mezzo di servizio dell'Atm (NdA: azienda che gestisce i mezzi pubblici milanesi)». A giudizio di Ferigo - che è andato al pronto soccorso del Policlinico - l'episodio «dimostra come l'omofobia sia un fenomeno ben presente nelle nostre città. È il frutto della campagna di discriminazione condotta nei nostri confronti. Non siamo più nemmeno al sicuro quando andiamo a mangiare tranquillamente in pizzeria. Tutto questo è triste ed estremamente preoccupante».

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Pubblicato il 18/05/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (17)
AquaRomae 2007 - Piccolo diario di un grande evento
Pubblicato in: Gay and the city
Ebbene sì: io c'ero! (Nota di Kaos: la foto grande del nostro Gattopesce è solo a dimostrazione del fatto che anche tutti gli altri autori di Kblog sono belli anche fuori come lui. Di notte però.) Con il mio compagno Giu e con altri 160 nuotatori provenienti da tutto il mondo, il mattino di sabato 14 aprile siamo entrati nella splendida piscina del Foro Italico, quella delle Olimpiadi del 1960 per intenderci, addobbata per l'occasione con due bandiere arcobaleno giganti. È stato il debutto del primo torneo di nuoto gay/lesbico internazionale AquaRomae 2007, organizzato dai bravissimi ragazzi del Gruppo Pesce Roma (link: www.gruppopesceroma.org). Torneo gay/lesbico ma non riservato solo a gay/lesbiche: hanno partecipato infatti anche diversi nuotatori etero appartenenti a squadre tradizionali, come è tradizione per questo genere di appuntamenti sportivi. La gara aveva anche valore ufficiale per la FINA, la Federazione Internazionale di Nuoto, per quanto riguarda la categoria Master: infatti c'era il cronometraggio elettronico e c'erano i giudici ufficiali della Federazione Italiana di Nuoto, la FIN. Ma soprattutto c'eravamo noi e c'era tanto pubblico, in un'atmosfera calorosissima allietata per tutto il tempo anche da un sottofondo musicale speciale.

C'era anche tanta, tantissima stampa: fotografi delle principali agenzie italiane e le telecamere di Sky e della RAI. Ma chiariamo subito una cosa: in questo genere di manifestazioni si partecipa in modo sì festoso ma la parte sportiva è assolutamente seria. Forse molti nel pensare a un "torneo gay" si immaginano nuotatori con costumi fantasiosi, piume, paillettes, cuffie a margheritoni o quant'altro. Invece assolutamente niente di tutto questo: noi atleti eravamo là per nuotare come facciamo regolarmente in tutte le altre manifestazioni sportive non specificamente gay/lesbiche. Chi arrivava in piscina vedeva persone vestite con la divisa della propria squadra, atleti e atlete impegnate in esercizi di stretching o nel riscaldamento in acqua, nuotatori che provavano tuffi e virate e un pubblico di accompagnatori caloroso ma assolutamente normale. E quanto all'abbigliamento, solo costumi da competizione e in qualche caso costumi interi in materiale speciale come ormai si usa diffusamente anche nel mondo del nuoto master. Insomma, tecnicamente una gara come tutte le altre: forse è per questo che son rimasti delusi in molti che si aspettavano una "baracconata" grazie al pregiudizio diffuso sui gay e sul modo in cui svolgerebbero le loro attività. No signori, qua c'erano atleti e anche fior di atleti, il livello tecnico era decisamente elevato (Vedi nota 1).

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Pubblicato il 21/04/2007 da kaos | Permalink | Commenti (3)
Gattopesce - Ti sia lieve la terra, Matteo
Pubblicato in: Rubriche
La mia intenzione per questa settimana era inviare un post più leggero, più frivolo, più in sintonia con le brevi vacanze pasquali e l'arrivo della primavera. Ma non posso, non ci riesco. Non dopo quanto è accaduto a Torino, dove un ragazzo di soli sedici anni, Matteo, è arrivato al gesto estremo di togliersi la vita perché non sopportava più la pressione dei compagni di scuola che continuavano a sfotterlo col ritornello "Sei gay".

Di fronte a questo fatto non so se in me sia più forte la rabbia, il senso di rifiuto o la voglia di urlare. So solo che è forte, fortissimo il senso di dolore perché so benissimo cosa emotivamente possa significare per un adolescente, per di più particolarmente brillante e intelligente come dimostravano i suoi risultati scolastici, trovarsi costantemente, continuamente esposto a una situazione del genere. E mi dà i brividi pensare al senso di estrema solitudine che deve aver preso quel ragazzo, in una situazione in cui non solo la vigliacchieria del numero altrui è tale da non darti modo di difenderti ma soprattutto nessuno, soprattutto chi ne avrebbe avuto teoricamente l'autorità, muove un dito né per aiutarti né per far cessare quello stato di cose.

Di certo mi fanno rabbia i discorsi ipocriti: "nessuna violenza", dicono ora gli insegnanti forse per tentare di scacciare i rimorsi per le loro omissioni. Ma la violenza non è solo quella degli schiaffi, degli scappellotti. La violenza, quella vera, quella peggiore, è quella delle parole, dei comportamenti della derisione. È la violenza insita nella cultura per cui l'omosessuale non è una persona come tutte le altre, con sentimenti uguali a tutti gli altri, ma è un essere umano di serie B, un malato, un deviato, un "contro-natura", uno che "distrugge la società e la famiglia" o "intrinsecamente disordinato", giudicato tale a priori solo sulla base del suo essere, di qualcosa che non può scegliere. Una cultura violenta per cui le qualità del singolo si annullano completamente di fronte al peso del pregiudizio e a un marchio di inferiorità che non ha alcuna base reale. Una cultura di morte, come purtroppo dimostra il caso di Matteo e di tanti altri nel passato.

Di certo mi fanno rabbia i discorsi ipocriti "Son cose da ragazzi". No, non è vero. Abbiamo imparato giustamente a indignarci quando qualcuno dice "sporco ebreo" o "negro di merda" o "handicappato del cazzo". Ma se sentiamo dire "brutto finocchio" qual è la reazione media? Indifferenza se non addirittura risate. Eppure non c'è alcuna differenza nella violenza delle parole. Non c'è alcuna differenza nell'insulto. È da qua che bisogna partire, dall'educazione, dal far capire fin da bambini che le persone sono persone e non vanno giudicate o discriminate per caratteristiche che non hanno scelto. E che se un uomo ama un altro uomo o una donna ama un'altra donna, sempre di amore si tratta: AMORE, non merda.

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Pubblicato il 06/04/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (1)
Gattopesce - Matrimoni gay? Svezia 1 e Italia 0
Pubblicato in: Gay and the city
Questa settimana riporto per intero un bel post comparso sul blog di Titollo, cortesemente autorizzato dal suo autore:
FAMILY DAY - Matrimonio religioso per i gay in Svezia

Come previsto il governo conservatore svedese, in carica da qualche mese, porta terrore, morte, disperazione. E mentre in Italia i Dico affondano al Senato nell'indifferenza generale, l'esecutivo del giovane premier Fredrik Reinfeldt marcia spedito verso l'approvazione dei matrimoni gay. Hans Regner, a capo della commissione governativa che ha presentato la proposta, ha detto che "Due uomini o due donne dovrebbero potersi sposare e in futuro poter essere chiamati sposi. Tutte le regole che valgono per le coppie eterosessuali saranno applicate anche alle coppie omosessuali". La Svezia aveva già riconosciuto le unioni gay nel '94 con una normativa specifica. Con questa nuova legge, invece, le unioni potranno trasformarsi in veri e propri matrimoni e le coppie gay, una volta infilato l'anello al dito, godranno dei diritti e doveri di ogni coppia eterosessuale, adozioni comprese (cosa per altro già prevista dal 2002). La Chiesa della Svezia, protestante di nome ma non di fatto, ha annunciato che si adeguerà iniziando a celebrare i matrimoni gay non appena la legislazione verrà modificata.

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Pubblicato il 23/03/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (7)
Gattopesce - Sui Pacs e sui i Dico, il solito storico copione
Pubblicato in: Gay and the city
"In questo modo si distrugge la società!"

È stato detto:
- da quelli contrari all'abolizione della schiavitù
- da quelli contrari a concedere alle donne il diritto di voto e i diritti politici
- da quelli contrari alla parità di diritti tra bianchi e neri
- da quelli contrari al divorzio
- da quelli contrari all'emancipazione femminile e al fatto che le donne volessero fare altro dalla casalinga-madre-angelo del focolare

Viene detto ora:
- da quelli contrari al riconoscimento delle unioni tra persone omosessuali

"In questo modo si distrugge la famiglia!"


È stato detto:
- da quelli contrari alla possibilità di contrarre matrimonio solo in forma civile
- da quelli contrari al divorzio
- da quelli contrari all'emancipazione femminile e al fatto che le donne volessero fare altro dalla casalinga-madre-angelo del focolare

Viene detto ora:
- da quelli contrari al riconoscimento delle unioni tra persone omosessuali

"Questa è una cosa contronatura!"

È stato detto:
- da quelli contrari all'abolizione della schiavitù
- da quelli contrari alla parità di diritti tra bianchi e neri
- da Hitler a proposito dei matrimoni tra ebrei e "ariani"
- dai governanti del Sudafrica dell'apartheid a proposito dei matrimoni tra bianchi e neri
- da quelli contrari all'emancipazione femminile

Viene detto ora:
- da quelli contrari al riconoscimento delle unioni tra persone omosessuali

"Questo è solo un voler scimmiottare!"

È stato detto:
- da quelli contrari alla parità dei diritti tra bianchi e neri
- da quelli contrari a concedere alle donne il diritto di voto e i diritti politici
- da quelli contrari alla possibilità di contrarre matrimonio solo in forma civile
- da quelli contrari all'emancipazione femminile e al fatto che le donne volessero fare altro dalla casalinga-madre-angelo del focolare

Viene detto ora:
- da quelli contrari al riconoscimento delle unioni tra persone omosessuali

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Pubblicato il 09/03/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (15)
Gattopesce - Ma DICO io...
Pubblicato in: Gay and the city
Il Governo Prodi è caduto.
Prodi accetta un nuovo incarico solo se tutti accettano e rispettano dodici punti "non negoziabili".
Mastella e altri assicurano il loro appoggio se non si parla di DICO.
Follini potrebbe dare il suo appoggio se il programma di un eventuale Prodi-bis è di stampo "centrista" (leggi "cattolico" leggi "niente DICO").
Prodi annuncia i dodici punti "non negoziabili".
Parla di sostegno alla famiglia ma non ci sono i DICO
Non è quello che aveva promesso in campagna elettorale.
Mastella, Follini e altri gongolano.
Ruini gongola.
Josepha gongola.

Gattopesce e compagno da ora in poi NON daranno mai più il loro voto a nessuno in nessuna elezione italiana di qualsiasi tipo essa sia. Almeno fino al giorno in cui anche in Italia comparirà un leader politico paragonabile a Zapatero. Ovvero mai.
Pubblicato il 25/02/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (0)
Gattopesce - Pane, Pacs e due fette di Veronica Lario
Pubblicato in: Rubriche, Notizie ed opinioni, Gay and the city
Mercoledì 31 gennaio, ore 20. In casa Gattopesce-Giu la tv è accesa - Sigla e titoli del TG1.

(TG1) "Alla Camera passa la mozione dell'Unione sulle coppie di fatto"
(TG1) "Veronica Lario scrive a Repubblica e chiede pubbliche scuse a Silvio Berlusconi"
(Gattopesce) "Che palle è tutto il giorno che la menano con 'sta storia della Lario"
(Giu) "Per me è tutta una cosa preparata"
(Gattopesce) "Anche secondo me"
(Giu) "Parlano di coppie di fatto e lui vuol far vedere che difende la famiglia, che pena ma come fanno gli italiani ad abboccare a queste cose?"
(Gattopesce) "Sì vero, aspetta un attimo sentiamo cosa dicono sulle unioni di fatto"
(TG1) "Il deputato ***** della CdL ha dichiarato che con questa mozione dell'Unione si intende distruggere la famiglia"
(Gattopesce) "Minchia ancora questa balla che i PACS distruggono la famiglia, ma cazzo possibile che nessuno gli chiuda la bocca una volta per tutte semplicemente facendogli vedere che all'estero non è andato distrutto un bel niente, anzi?"
(TG1) "Il Ministro per la Famiglia Rosi Bindi...."
(Giu) "Ma cosa sta dicendo la Bindi?"
(Gattopesce) "Che hanno un un progetto di legge quasi pronto, ho letto l'anticipazione oggi sul giornale ma è un obbrobrio"
(Giu) "E cosa prevedono?"
(Gattopesce) "Non è un vero riconoscimento, in pratica andiamo in Comune, gli diciamo che viviamo insieme perché ci vogliamo bene, ci danno un certificato apposito e con quello risultiamo coppia di fatto"
(Giu) "E poi?"
(Gattopesce) "Poi poco: posso venirti a trovare in ospedale se finisci in rianimazione (toccatina, non si sa mai), se la mia ditta prevede benefit per il coniuge ne puoi usufruire anche tu"
(Giu) "E se uno di noi crepa?" (toccatina n. 2, sempre perché non si sa mai)
(Gattopesce) "Ma, non si sono ancora messi d'accordo, non sanno se concedere o meno la legittima anche al compagno. Ma la cosa su cui stanno ancora discutendo è dopo quanti anni che si è insieme che ci si può registrare in Comune"
(Giu) "Ossia?"
(Gattopesce) "La Pollastrini dice dopo cinque anni, la Bindi addirittura quindici"
(Giu) "Quindici?!?!?! Ma è tutta scema?!?!?"

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Pubblicato il 03/02/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (9)
Gattopesce - Biglietto d'auguri alla discriminazione
Pubblicato in: Gay and the city
Tanti auguri di Buon Natale e di felice Anno Nuovo:

- A quelli che dicono che "concedere" le unioni civili a gay e lesbiche significhi "distruggere la famiglia". Caro Babbo Natale, portagli uno straccio di argomentazione seria e reale che giustifichi la loro affermazione perché finora non l'hanno ancora trovata.

- A quel deputato della Margherita che all'ultimo momento ha fatto cancellare dal nuovo Osservatorio contro la violenza le parole "orientamento sessuale". Caro Gesù Bambino, ricordagli che Tu sei venuto a predicare proprio contro chi si accanisce contro chi è più debole, meno difeso, più esposto e più discriminato e che chi fa del male, anche per omissione, verso queste persone in realtà fa del male a Te. E magari la prossima volta che quel signore osa dichiararsi "cristiano praticante" ricordagli anche cosa ne pensavi dei farisei.

- A tutte le persone di Radio Maria che continuano a dire che l'omosessualità è "una malattia grave che si può curare". Caro Babbo Natale, ricordagli che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha depennato da 30 anni l'omosessualità dall'elenco delle malattie, delle patologie, dei disturbi e delle devianze. E già che ci sei ricordagli anche i risultati dei "metodi di cura" che questi signori propagandano e trovagli una risposta convincente alla domanda: se su circa 1000 persone "trattate" con la vostra terapia solo DUE sarebbero "guarite" siete sicuri che si possa chiamare "cura" qualcosa che non ha alcun effetto nel 99,98% dei casi?

- A quei benpensanti che urlano al sacrilegio perché nel presepio sono state messe statuine raffiguranti una coppia gay e una coppia lesbica. Caro Gesù Bambino, ricordagli di come sono sempre stati zitti e muti di fronte ai presepi con le statuine di Maradona, Cannavaro, Moana Pozzi e Cicciolina.

- Ai bravi genitori del Moige che vedono perversione sessuale dappertutto e invocano la censura se in TV si mostrano in luce positiva due persone dello stesso sesso che si amano, reclamando "protezione per i bambini". Caro Gesù Bambino, ricorda loro che Tu hai donato la vita predicando l'amore e ricordando al mondo che Dio è Amore. Fagli presente che forse per un bambino è molto meglio come esempio vedere due persone che si vogliono bene e si sostengono a vicenda che non gente che si ammazza, litiga in modo volgare, rincorre illusioni di denaro facile, dice le parolacce e fa il contrario di quel che predica. E magari, già che ci sei, ricordagli anche che Tu un giorno hai detto che il Regno dei Cieli è per chi vede il mondo con gli occhi e il cuore di un bambino. Puri.

- A tutti coloro che dicono che in fondo i gay non sono discriminati e anzi hanno quasi più diritti degli altri. Caro Babbo Natale, falli diventare gay per un pochino di tempo così provano in prima persona cosa voglia veramente dire esserci dentro.

- A tutti coloro che dicono "gay e lesbiche tutti al muro". Caro Gesù Bambino, donagli figli o nipoti gay o lesbiche e vediamo cosa fanno.

Caro Gesù Bambino, a tutte queste persone fai un bel regalo per il 2007, anno europeo delle pari opportunità e della lotta a TUTTE le discriminazioni, compreso quelle sull'orientamento sessuale. Portagli via l'ipocrisia e fa sì che possano essere davvero quello che proclamano di essere e non sono: dei bravi cristiani.

Con affetto, tuo Gattopesce.
Pubblicato il 23/12/2006 da gattopesce | Permalink | Commenti (8)
Gattopesce - Ma che male ti fanno i Pacs?
Pubblicato in: Gay and the city
Immaginatevi una mensa aziendale all'ora di pranzo. Seduti a un lungo tavolo ci sono Gattopesce e alcuni suoi colleghi tra cui Marco, suo ex-capo, cattolico devotissimo e molto vicino a Comunione e Liberazione. Si parla dell'intenzione del governo di regolamentare le coppie di fatto.

Marco - "No spero proprio che non lo facciano, questi vogliono distruggere la famiglia, distruggere il futuro della società, e poi gli omosessuali...".

Gattopesce (in tono calmissimo e pacato) - "Marco, fammi capire. Supponiamo che la legge venga fatta. Cosa succederà tra te e tua moglie?"

Marco
(perplesso) - "Che c'entra? Non succederà nulla".

Gattopesce
- "C'entra. Tuo figlio se non sbaglio è fidanzato e penso si sposerà. Quali ostacoli troverà per via della legge sulle coppie di fatto, omosessuali compresi?"

Marco - "Ma che c'entra? Qua si tratta di principi..."

Gattopesce - "No scusa Marco, io sto tentando di capire. Che ostacoli troverebbe tuo figlio rispetto a oggi?"

Marco - "Ma penso nessuno però..."

Gattopesce - "E se volesse sposarsi in chiesa, potrebbe farlo senza problemi?"

Marco - "Ma che discorsi..."

Gattopesce - "E se volesse mettere al mondo dei figli?"

Marco
- "Ma certo che potrebbe ma che ragionamenti!"

Gattopesce
- "Marco, sto cercando di capire. Hai fatto un'affermazione pesante, che le unioni di fatto, soprattutto quelle tra omosessuali, distruggono la famiglia e la società. Io non riesco a capire in che modo e ti ho chiesto apposta un esempio pratico, concreto di come questo possa avvenire e tu mi hai appena detto che la tua famiglia non verrà toccata, chi vuole sposarsi non verrà toccato, chi vuol mettere al mondo dei figli potrà continuare a farlo come ora, insomma mi hai appena detto che non cambia niente. Ma allora in che cosa consisterebbe questa 'distruzione' apocalittica, questo 'attacco'? Io non riesco a vederlo come del resto non mi sembra sia avvenuto nulla di tanto apocalittico negli altri paesi in cui le unioni di fatto sono riconosciute da anni".

Marco - "Ma è il principio, la costituzione, insomma esiste la famiglia naturale tutto il resto sono invenzioni deviate".

Gattopesce - "Marco, i Mormoni sono cristiani, vero? Se io chiedo a un mormone che cos'è per lui la 'famiglia naturale' mi risponderà 'l'unione tra un uomo e una donna' o 'l'unione tra un uomo e tutte le mogli che è in grado di mantenere'?"

Marco - "Ma che c'entrano i Mormoni, stiamo parlando della nostra tradizione..."

Gattopesce
- "No Marco, c'entrano eccome: e poi tu hai parlato di famiglia 'naturale' e non di 'tradizione': una cosa 'naturale' dovrebbe prescindere dalla tradizione non ti pare? Sennò non è più un fatto 'naturale' ma un fatto 'culturale'".

Marco - "Senti anche la nostra Costituzione parla di 'famiglia naturale' e di matrimonio solo tra uomo e donna".

Gattopesce
- "No Marco: la nostra Costituzione parla di 'società' naturale e non definisce assolutamente il matrimonio come solo tra uomo e donna, tanto è vero che non usa mai nemmeno le parole marito e moglie ma parla solo di coniuge e coniugi. Quindi un'eventuale estensione del matrimonio ai gay, stile Spagna, sarebbe perfettamente in linea con quanto scrive la Costituzione".

Marco
- "Quelli che hanno scritto la Costituzione non avevano certo in mente i gay, ma fammi un piacere, per questo sarebbe incostituzionale una cosa come quella spagnola. E poi non è scritto così vattela a rileggere".

Gattopesce
- "Marco, l'ho appena riletta, se trovi scritto quello che dici tu per favore dimmi dove sta perché io non l'ho trovato. E poi, quelli che hanno scritto la Costituzione se è per quello non avevano certo in mente nemmeno Internet o la tv: ma non per questo mi sembra che nessuno si sogni di dichiarare che l'uso di Internet o il guardare la tv sia incostituzionale o che estendere la legislazione sul diritto di espressione anche a questi mezzi sia incostituzionale".

Marco
- "Ma insomma noi abbiamo dei principi, dei valori, non si possono equiparare i gay alle persone normali".

Gattopesce - "E perché?"

Marco - "Ma perché non sono capaci di sentimenti stabili, sono disordinati insomma non è giusto".

Gattopesce - "Marco: l'ISTAT ha appena diffuso un rapporto in cui evidenzia che la durata media di un matrimonio eterosessuale è di quattro anni. Non mi sembra certo un esempio di stabilità. E poi, scusa, ma sbaglio o tu stai negando che certe persone, solo per il fatto di essere quel che sono, siano capaci di amare o che il loro sentimento sia illusorio? Stai dicendo che gli uomini sono tutti uguali ma gli eterosessuali sono più uguali degli altri? Scusa tanto ma a me sembrava di ricordare che Qualcuno, duemila anni fa, non avesse detto esattamente così".

Marco - "La parola del Signore va interpretata..."

Gattopesce - "Sì come fa più comodo alla Chiesa - e poi i relativisti siamo noi. Marco, io vedo solo una cosa: che tu in realtà non hai portato alcun argomento valido e stai solo ripetendo slogan pensati da altri senza nemmeno rifletterci su. Anzi io vedo solo pregiudizio, pregiudizio, pregiudizio. Non proprio un bell'esempio di comportamento cristiano".

Marco - "Tu vuoi distruggere la società".

Gattopesce (ridacchiando soddisfatto) - "Non sappiamo più cosa dire eh?"

Pubblicato il 12/12/2006 da gattopesce | Permalink | Commenti (0)
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