Si è fatto un gran parlare negli ultimi tempi degli esami di riparazione e della loro reintroduzione nel sistema scolastico italiano, chi appartiene alla mia generazione li conosce bene perché li ha avuti come compagni di viaggio e come spada di Damocle fin dalla scuola media inferiore.
Ritrovarsi con un esame a settembre significava rovinarsi l'estate nel tentativo di imparare con le proprie forze (e/o con costose ripetizioni private) ciò che non si era riusciti a studiare durante un intero anno e quindi ci si avvicinava ai tabelloni, dove troneggiavano, ben visibili, uno o più numeri evidenti come la "lettera scarlatta" con un discreto patema d'animo.
Poi è stato introdotto il sistema dei debiti formativi e, almeno inizialmente, si è trattato di un buon provvedimento che permetteva, con corsi di recupero svolti dagli insegnanti della scuola, di colmare le lacune più serie e affrontare l'anno seguente in condizioni non sfavorevoli. In seguito la faccenda è diventata decisamente meno seria e alcuni studenti hanno veleggiato, tra debiti non saldati e lacune incolmabili, per un intero lustro arrivando alla maturità con parecchie questioni irrisolte.
Questa è in breve la cronistoria che vede, come sbocco naturale, la reintroduzione degli esami di riparazione come momento per verificare l'effettiva conoscenza dei fondamenti indispensabili per proseguire gli studi, nel tentativo di ottenere una maggiore serietà e completezza della preparazione.
A mio parere il problema va affrontato da un'altra angolazione: dato per scontato che alcuni argomenti devono far parte del bagaglio culturale degli studenti, credo che sia necessario monitorare con attenzione l'apprendimento e intervenire in modo tempestivo con corsi di recupero e con un sistema di studio individualizzato, magari nelle ore pomeridiane e con gli insegnanti della scuola per non arrivare alla fine dell'anno scolastico con lacune incolmabili.
A quel punto, infatti, non avrebbero senso né gli esami né un test di controllo che verifichi il recupero del debito (...e che mi ricorda molto da vicino un esame di riparazione) perché resterebbe comunque irrisolto il problema di studiare in tempi brevi e affrettati ciò che non si è imparato durante l'anno.
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