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Ecco le prime due parti
Siamo finalmente all'orale: diamo per scontato che tu, caro maturando/a abbia preparato una tesina (possibilmente non scopiazzata a destra e a manca) concordata con uno o più insegnanti e diamo ugualmente per scontato che tu abbia studiato sia la tesina che il programma d'esame. Non ci devono essere, possibilmente, zone d'ombra, argomenti che non conosci neanche superficialmente, concetti che non hai avuto il tempo di chiarirti: perché, è fatale, proprio lì andranno a parare i commissari d'esame, come se avessero un sesto senso. In realtà non si tratta di magia nera, ma spesso il tono della voce, l'atteggiamento del corpo fanno capire che siamo a disagio su un argomento e capita che gli insegnanti decidano, in base a regole incomprensibili di lasciar correre, oppure, al contrario, di insistere proprio in quel punto (...e allora sono dolori). Presentati all'orale possibilmente in buono stato di conservazione: riposato, ordinato, vestito in modo sobrio (senza rispolverare il doppio petto dell'ultimo matrimonio o della prima comunione), sorridente, dando l'impressione di essere consapevole della difficoltà della prova, ma rilassato.
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