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Tag: Educazione
Netti con le fetecchie
Pubblicato in: K!Edu
Oggi sono stato vittima della classica scena che molti amici blogger definirebbero "cazzo, questa la metto sul blog". Io esco dalla palestra e arriva una bellissima 500 nuova fiammante. Bella, bellissima. Non lo dico io, lo dice il marketing. Ad ogni modo all'interno c'era un bambino con la mamma. Il bambino scende dalla macchina velocemente con la sua borsa da danza e la madre temporeggia un secondo per mettere le quattro frecce e raccogliere la borsa.
Il bambino, dopo circa tre secondi, ha fatto una delle cose più sconcertati del pianeta. Ha bussato con tutta la forza che aveva sulla carrozzeria della macchina e ha urlato quasi con aria schifata "spicciati!" alla madre. La madre non ha fatto una piega ed è scesa senza nemmeno dire bhè.

Io non sono per la violenza come forma educativa, ma converrete con me che quel bambino di si e no 8 anni si è permesso di dare un ordine alla madre, senza motivo, in maniera quasi criminosa, per il solo gusto di umiliarla urlando e scalpitando in maniera pericolosa su una macchina di costo non indifferente e di fregio. Roba che minimo lo impalavo su un cartello stradale.

A parte gli scherzi: ad un'affermazione del genere tu, carino biondino, a lezione non ci vai. Ti prendo, ti porto a casa, aspetto che cambi idea sul concetto di ruolo genitore-figlio, e poi torni alla vita normale, anche fossero passati più di 12 anni per capirlo. Un po' estremo come metodo, ma bisogna andarci netti con queste fetecchie.
Pubblicato il 29/11/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
Estrarre a sorte per punire? Metodo per combattere l'omertà
Pubblicato in: K!Edu
Sulla punizione alla bambina in maniera rappresentativa, sono perfettamente d'accordo. E' grave combinare certi pasticci in maniera continuativa, ma è altrettanto colpevole la classe che pecca di omertà. Come si combatte l'omertà a quei livelli? Spiegando con gesti esemplari che ad essere omertosi ci rimettono tutti o "la persona sbagliata". Questo la bambina lo ricorderà bene. Metodo diseducativo? Forse, perchè il bimbo che l'ha fatta grossa è rimasto impunito. Ma sono certo che la classe la prossima volta si guarderà bene dal ripetere l'errore di restare in silenzio e affrontare le paure. E il bambino sporcaccione, pure.
Pubblicato il 25/10/2007 da kaos | Permalink | Commenti (2)
Chiacchierare con un cinese al ristorante cinese
Pubblicato in: K!Edu
Sono andato al ristorante cinese. In pratica il proprietario del ristorante (24 anni!) si chiedeva allibito come fosse possibile che il suo giornale cinese dicesse che qui in Europa i giovani hanno il primo rapporto sessuale molto presto.
Ci spiegava, a me e al ragazzino che ho in affidamento, che in Cina una cosa così non è plausibile. 13 o 14 anni il primo rapporto sessuale? Pura follia! Il mio compare di sventure (15enne) giustamente gli diceva che anche se un ragazzino qui combina qualcosa non è che nessuno se ne accorge, a meno che non rimane incinta o si fa un controllo medico per le donne (informatissimo... lui!). Il cinese ci dice che lì in Cina i ragazzi giovani sono molto più monitorati che qui in Italia, e che se mai succedesse qualcosa di simile, il ragazzino prenderebbe botte da orbi. Fieramente spiegava che il metodo educativo che li contraddistingue è proprio picchiare, picchiare duro, alla meglio buttarti via di casa, senza se e senza ma.
Io gli spiego che picchiare non è esattamente educativo, lui mi guarda come se stessi parlando arabo. Per loro, evidentemente, educare è picchiare. Io gli sottolineo che è un'esagerazione menare sempre, anche se magari si torna tardi a casa o si taglia scuola. Lui mi dice: per noi picchiare è normale perché una ragazza adolescente che arriva a casa molto più tardi del previsto non ha fatto una cosa poco grave, ma estremamente grave, e come tutte le cose estremamente gravi, vengono punite con forza.
Io sono a bocca aperta, il ragazzo è già convinto che in Cina non ci andrà mai. Alla fine lui ci dice: "Io sono qui da 10 anni ma non mi permetterei mai di avere una donna italiana. sarebbe una grossa delusione per tutta la mia famiglia." Perché? "Perché agli italiani come agli europei, conclude, mancano tutti i nostri principi morali ed educativi. Fidanzarsi con una italiana sarebbe solo un azzardo."
Pubblicato il 10/10/2007 da kaos | Permalink | Commenti (2)
Quando tuo figlio è un criminale
Pubblicato in: K!Edu
Pubblicato il 24/09/2007 da kaos | Permalink | Commenti (7)
Madri e Figli
Pubblicato in: Personal pages
Ci sono dei ragazzi che non hanno nessun tipo di sensibilità apparente. Hanno uno schermo protettivo di strafottenza che impedisce di ottenere da loro qualsiasi forma di piacevolezza nel rapportarsi con loro. Poi scopri che quel muro è un cartonato.

Ci sono delle madri che non hanno nessuna dote educativa. Hanno uno schermo di apparente stabilità senso del dovere che permette di rendere ancora più chiara la loro incapacità di gestire l'educazione dei propri figli. E poi scopri che in fondo non è nemmeno colpa loro.

Update: l'ultima frase che in qualche modo appoggia il ruolo genitoriale non dando loro la colpa. Mi rendo conto che vista così è una frase parziale. Certo, in molti disastri educativi sono ASSOLUTAMENTE causati dai genitori. Ma riferendomi io ad una situazione reale, citavo la possibile (e comune) possibilità che i genitori possano davvero farne ben poco di fronte a stimoli diseducativi concorrenziali ai quali non sono pronti rispondere per ignoranza o per situazioni di vita che non permettono un reale monitoraggio. Mi rendo conto che come giustificazione non basta, ma il mestiere del genitore oggi richiede una disciplina che una volta non era necessaria.
Pubblicato il 22/09/2007 da kaos | Permalink | Commenti (3)
Giuro che è una storia vera
Pubblicato in: Personal pages
Bambino: Mamma, senti, io voglio comprare i cicles.
Mamma: Luca, forse non ci siamo capiti, niente cicles, e tra l'altro li ho anche in borsa.
Bambino: Dai, fammi vedere.
Mamma: Su che devo mettere la spesa sul carrello.
Bambino: Vedi, non ci sono!
Mamma: E allora, mo che fai?
Bambino: Facciamo i conti a casa.

L'ultima frase l'ha detta il bambino, non mi sono sbagliato.
Lo so che ve lo chiedete: la madre non ha reagito.
Pubblicato il 31/08/2007 da kaos | Permalink | Commenti (5)
Tecniche educative propedeutiche alla psicosi
Pubblicato in: Personal pages
"Guarda che se metti i piedi nella pozzanghera te le dò, lo sai che poi te le dò forti, eh?"
Trenta secondi dopo.
"Non ti allontanare, altrimenti arrivano delle persone con il cappuccio e con un cane che ti rapiscono e ti portano via."

Se da grande diventa un serial killer, non mi stupirei affatto.
Pubblicato il 10/08/2007 da kaos | Permalink | Commenti (1)
La nuova scuola di Fioroni: le scuole la vogliono?
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
Arginiamo il bullismo. Finalmente la moda accentratrice mediatica si trasforma in politiche per i giovani. Al senato il 31 gennaio è stata illustrata la situazione in cui l'istruzione (drammaticamente) si trova oggi, dalla viva voce del ministro Giuseppe Fioroni. Più sensibilizzazione nella scuole (già la si fa) e supporti professionali a docenti e studenti, per affrontare in maniera costruttiva le situazioni disagio scolastico. Con una postilla: l'impegno degli alunni e dei professori.
Ovviamente in tutta questa faccenda, non si fa riferimento alle figure genitoriali, come se fossero completamente distaccate in una progettualità di limitazione di comportamenti devianti dei figli. In pratica introduciamo degli educatori che aiutino nella scuola, e va benissimo, ma non inseriamo una figura di mediazione tra l'ambiente scolastico e le famiglie, chiedendone la collaborazione (hanno bisogno di aiuto e nessuno se ne rende ancora conto).
Ammesso e non concesso che ci siano abbastanza soldi per attuare queste migliorie, le scuole sono spesso inviolabili da figure esterne di supporto. Mi spiego meglio. Mi è capitato di sentire situazioni di esclusione di associazioni e cooperative che proponevano progettualità anche non legate direttamente al bullismo nelle scuole. La scuola improvvisamente li rigetta. Per i soldi da spendere? Per scelte alternative? No. Perchè la scuola decide di potenziare il numero delle ore di lezione frontale, e i progetti in orario scolastico impedirebbero tutto questo.
O scappa il fattaccio di cronaca con l'evento che disarma proprio tutti, o la scuola diventa opaca a scelte moderne sia di insegnamento che educativo. Il bullo non ha bisogno di conoscere più capitali europee, quando gli mancano le fondamenta educative e motivazionali per studiarle. In questo modo l'insegnamento è pura sterilità. E lo vediamo giorno dopo giorno, dalle elementari fino all'università. Siamo in un sistema scolastico funzionale al voto finale. E poco altro.
Pubblicato il 01/02/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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