Tag: Droga
Il miglior pusher è il vip?
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Sono due fattispecie totalmente diverse: un conto è avere un problema, una malattia o un vizio, cioè essere succubi della droga, quindi essere in una situazione di dipendenza, e un altro è essere promotori, divulgatori dell'uso della droga.
Per quanto il ministro Carlo Giovanardi non è che stia nella top 10 delle persone che mi stanno più simpatiche in assoluto nel pianeta, devo dire che su questo ha ragione.
Il problema è capire chi divulga l'uso della droga.
Io, sarò impopolare, ma credo che in certi ambienti il miglior divulgatore di droga oggi è il vip.
Hanno chiuso due locali a Milano, L'Hollywood e il The Club, ci sono passato parecchie volte da fuori. Locali esclusivi, locali per chi conta, ma soprattutto frequentati da chi pensa di voler contare e ci prova ad ogni costo.
Non ci sono mai stato dentro, ma il fatto che siano indagati alcuni personaggi noti (muoio dalla voglia di sapere da quale reality sono usciti) dà un po' il metro della situazione.
La droga e l'ambizione da quelle parti viaggiano a braccetto. Non mi stupirebbe per nulla se certi pseudo-noti siano anche promoter di un modello di business. Esattamente come per la vendita porta a porta.
Personaggi vincenti (diciamo) che vendono illusioni ad alto costo.
Più che arrestare spacciatori, in certi ambienti è necessario monitorare proprio quei promoter che a mio avviso fanno più di chi smercia.
La droga sta dove stanno i soldi. Il mondo dello spettacolo ne ha molti. E non c'è migliore tecnica di convincimento che un ambiente che consacra quel presunto valore.
Poi magari mi sbaglio.
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Pubblicato il 26/07/2010 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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Droga per uso personale - Il Tar annulla il decreto Turco
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Il Tar del Lazio ha deciso di sospendere il decreto che il ministro della salute Livia Turco ha proposto ovvero di inalzare da 500 milligrammi a 1 grammo la quantità massima di detenzione di cannabis. La richiesta è stata avanzata dal Codacons. Il presidente del codacons commenta: «Quella di oggi del Tar del Lazio sul Decreto Turco è senza alcun dubbio una decisione giusta, visto anche il raddoppio, dal 2001 al 2005, del numero di consumatori di cannabis soprattutto dei giovani tra i 15 e i 24 anni». «La facilità di passaggio alle droghe più pericolose - ha continuato Rienzi - è scientificamente dimostrata. La decisione del Tar eviterà l’ attività di quell’ uso in comune di cannabis che finiva per diventare una sorta di spaccio involontario creatosi tra i giovani ai quali, col nuovo provvedimento, era in pratica data la possibilità di avere con sè ben 40 dosi di cannabis e di poterle così facilmente scambiare con gli amici». Il decreto Turco, emanato lo scorso 13 novembre, entrato in vigore il successivo 18 novembre. Il provvedimento inalza la quantità minima, quindi chi viene fermato e ne possiede meno, non incorre a provvedimenti penali ma solo in sanzioni amministrative, come con la legge Fini-Giovannardi con la quale si poteva arrivare fino all'arresto anche per quantitativi che potevano essere utilizzati per uso personale.
Paoletta
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Pubblicato il 16/03/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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Giovani dipendenti - Alcool, alimentazione e web
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Stefano Pallantini, professore di psichiatria a Firenze e nella scuola di medicina del Mount Sinai di New York, ha effettuato uno studio su 300 studenti dai 14 ai 19 anni. Si è proposto di studiare gli usi e gli abusi giovanili. E scopre che i giovani, anche quelli di più tenera età, già vivono di eccessi nei comportamenti e di piccole (non sempre così piccole) forme di dipendenza. Dall'abuso di caffè alle condotte alimentari inappropriate fatte di eccessi, diete prescritte da se stessi o da amici e digiuni forzati. Tre studenti su 10 soffrono di comportamenti problematici nel sesso, giocano d'azzardo e acquistano oggetti compulsamente senza averne necessità. La ricerca segnalata dall'ansa offre un dato molto importante: una piccola parte degli intervistati soffre di dipendenza da Internet: troppe ore passate di fronte allo schermo del pc senza motivazioni funzionali, un modo forse per sostituire e sopperire alla forte carenza di relazioni sociali reali. I livelli di dipendenza e di eccessi in Italia risultano più alti di molti altri Paesi esteri: per assurdo i giovani italiani sono più dipendenti rispetto a quelli dell'Inghilterra. Eppure nella ricerca si evidenzia la consapevolezza da parte dei ragazzi, che conoscono la pericolosità delle loro abitudini, ma non sanno come frenare i propri comportamenti. Una delle cause segnalate di tutto questo pare essere la pessima restrittività familiare, che permette troppo e non monitoria questi eccessi. E se sono potenzialmente così presenti nei giovanissimi, ci ritroveremo presto in un futuro fatto non solo da più dipendenti, ma da più dipendenze. Anche quelle che fino ad ora non sembrano tali.
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Pubblicato il 16/12/2006 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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Cocaina a portata di tutti
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Un dato serio e preoccupante. Ieri, nella seconda giornata di conferenza sulle tossicodipendenze di Roma, emerge un dato davvero grave. Sette italiani su 100 hanno fatto uso di cocaina almeno una volta nella vita. Sempre maggiore fruibilità e facilità nell'acquisto, un dato grave su cui si chiede urgenza risolutiva con azioni mirate da parte del governo e dei ministeri competenti. Un dato serio e preoccupante, ma nulla di nuovo in realtà. Nella mia esperienza, breve ma intensa, con giovani studenti liceali, questo dato emerge con vigore anche nei giovani. Difatti moltissimi conoscono i luoghi dove si usa e si vende cocaina nella propria città e conoscono "amici" che ne fanno e che ne hanno fatto uso. Un fenomeno sempre meno sotterraneo che emerge in maniera consapevole anche nei ragazzi minorenni.
Cosa intende fare il governo in merito a questo dato?
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Pubblicato il 01/11/2006 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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Snoop Dogg e il proibizionismo
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Snoop Dogg, uno dei più amati rapper della scena musicale mondiale, è stato arrestato per possesso di marjuana e di una pistola. Scarcerato con una penale di 35 mila euro, dovrà recarsi in tribunale il 12 dicembre. In America la politica anti-droga è decisamente più ferrea di quella Italiana, dove anche solo il possesso può portarti dritto dietro le sbarre. Proibizionismo eccessivo o semplicemente ferree leggi per demotivarne il consumo? Ecco uno stralcio di articolo estratto da Cedro-uva che parla dei rapporti difficili tra la politica americana e quella olandese su questo tema, di cui vi propongo una parte interessante legata alla politica storicamente proibizionista americana:
L'"isteria" sulle sostanze intossicanti ha una lunga storia alle spalle, fin dai tempi della crociata per l'Astinenza del XIX secolo. Per oltre un secolo gli americani hanno creduto che l'alcol, la bevanda diabolica di Satana, fosse la causa diretta della povertà, delle malattie, del crimine, della follia, in una parola che fosse la morte della civiltà. La crociata fondamentalista raggiunse il culmine colla proibizione dell'alcol nel 1919. Gli stessi funzionari incaricati ai tempi del proibizionismo dell'alcool passarono poi a dirigere la politica sulla droga, e optarono per la criminalizzazione, senza alcun dibattito. Da allora in poi, a furia di creare allarme, si è giunti a criminalizzare via via sempre più droghe e a gettare in carcere un numero crescente di consumatori, condannati a pene sempre più alte. Fin dai tempi della crociata contro l'alcool, l'allarmismo è stato dettato non da preoccupazioni per la salute pubblica, ma dalla politica della "paura" (paura del cambiamento, degli "stranieri", delle classi lavoratrici, della gente con un diverso colore della pelle, degli studenti contestatori, della "perdita di controllo").
Condividete la politica americana? Credete sia più giusta quella olandese, che offre un accesso circoscritto ma legale alle droghe leggere? Aspetto le vostre opinioni
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Pubblicato il 28/10/2006 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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