Tag: Cronaca
E questo sarebbe giornalismo?
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Oggi persino Rita Dalla Chiesa lo ha detto a Forum, accusando tutto il giornalismo che oggi si prende la responsabilità di dire che il pirata della strada e baby assassino del piccolo Renzo Giacomella (leggere qui per maggiori informazioni) è stato accolto a braccia aperte con tanto di festa da 50 amici, alla facciazza povero bambino ucciso a Bormio investito da una moto pirata guidata dal 17enne Michele . Che sia vero o meno non interessa: in questo momento stiamo dicendo a bambini e adulti che un coglione ha ucciso una vita innocente e oggi viene festeggiato come se fosse tornato dal militare, mentre a casa di quel povero bambino si sta piangendo lacrime amare e piene di rabbia, quelle lacrime che dopo questa notizia spingerebbero ad una sconsiderata vendetta, solo per far capire l'effetto che fa. Il dovere di informare deve sempre essere mediato dal senso di responsabilità. Un ragazzino nella sua casa a Milano in grado di capire vagamente cosa dice un telegiornale capisce solo: omicidio, bambino ucciso, festa. Che schifo.
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Pubblicato il 15/10/2007 da kaos | Permalink | Commenti (5)
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Gattopesce - Ti sia lieve la terra, Matteo
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La mia intenzione per questa settimana era inviare un post più leggero, più frivolo, più in sintonia con le brevi vacanze pasquali e l'arrivo della primavera. Ma non posso, non ci riesco. Non dopo quanto è accaduto a Torino, dove un ragazzo di soli sedici anni, Matteo, è arrivato al gesto estremo di togliersi la vita perché non sopportava più la pressione dei compagni di scuola che continuavano a sfotterlo col ritornello "Sei gay".
Di fronte a questo fatto non so se in me sia più forte la rabbia, il senso di rifiuto o la voglia di urlare. So solo che è forte, fortissimo il senso di dolore perché so benissimo cosa emotivamente possa significare per un adolescente, per di più particolarmente brillante e intelligente come dimostravano i suoi risultati scolastici, trovarsi costantemente, continuamente esposto a una situazione del genere. E mi dà i brividi pensare al senso di estrema solitudine che deve aver preso quel ragazzo, in una situazione in cui non solo la vigliacchieria del numero altrui è tale da non darti modo di difenderti ma soprattutto nessuno, soprattutto chi ne avrebbe avuto teoricamente l'autorità, muove un dito né per aiutarti né per far cessare quello stato di cose.
Di certo mi fanno rabbia i discorsi ipocriti: "nessuna violenza", dicono ora gli insegnanti forse per tentare di scacciare i rimorsi per le loro omissioni. Ma la violenza non è solo quella degli schiaffi, degli scappellotti. La violenza, quella vera, quella peggiore, è quella delle parole, dei comportamenti della derisione. È la violenza insita nella cultura per cui l'omosessuale non è una persona come tutte le altre, con sentimenti uguali a tutti gli altri, ma è un essere umano di serie B, un malato, un deviato, un "contro-natura", uno che "distrugge la società e la famiglia" o "intrinsecamente disordinato", giudicato tale a priori solo sulla base del suo essere, di qualcosa che non può scegliere. Una cultura violenta per cui le qualità del singolo si annullano completamente di fronte al peso del pregiudizio e a un marchio di inferiorità che non ha alcuna base reale. Una cultura di morte, come purtroppo dimostra il caso di Matteo e di tanti altri nel passato.
Di certo mi fanno rabbia i discorsi ipocriti "Son cose da ragazzi". No, non è vero. Abbiamo imparato giustamente a indignarci quando qualcuno dice "sporco ebreo" o "negro di merda" o "handicappato del cazzo". Ma se sentiamo dire "brutto finocchio" qual è la reazione media? Indifferenza se non addirittura risate. Eppure non c'è alcuna differenza nella violenza delle parole. Non c'è alcuna differenza nell'insulto. È da qua che bisogna partire, dall'educazione, dal far capire fin da bambini che le persone sono persone e non vanno giudicate o discriminate per caratteristiche che non hanno scelto. E che se un uomo ama un altro uomo o una donna ama un'altra donna, sempre di amore si tratta: AMORE, non merda.
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Pubblicato il 06/04/2007 da gattopesce | Permalink | Commenti (1)
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Grazie a te
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Un punto di riferimento, non lo hai mai avuto, e per colpa di questo hai bisogno ogni giorno di sopperire, scoprendo che quel falsamente presumibile faro distrugge e non crea, con il coraggio di girare il coltello nelle tue ferite con l'arma della superficialità infantile. Allora cosa fare? Smetti di guardare quel punto di riferimento insufficiente è vero, ma sei consapevole che non ne puoi avere altri... E ti senti meno di niente. Attorno vedi solo pareti liscie piene di stupidità. Accorgersi che una persona è stata e sempre sarà negativa per te, e sapere che influenzerà la tua merda di vita ancora per molto tempo, genera la scintilla che fa scattare rabbia e rassegnazione. E tristemente l'equilibrio tra le due cose crea una miscela distruttiva fatta di incertezze e demotivazione per il futuro. Ancora una volta è colpa mia, ancora oggi, ancora, grazie a te.
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Pubblicato il 12/03/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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Fabrizio Corona - Tra mostrare lo scandalo, e farlo
Pubblicato in: Tvk, Notizie ed opinioni
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Fabrizio Corona è un po' la Britney Spears italiana. Ogni giorno il giovane paparazzo e fotografo, coinvolto nelle indagini sui presunti ricatti ai vip, ne combina una nuova. Per farvi capire di cosa parlo, basti pensare all'ultimo fine settimana: prima trattenuto in caserma per aver insultato due militari dopo un'infrazione stradale a bordo della sua Bentley ("non mi rompete i c..., carabinieri di m..., andate a fermare altre persone"), macchina che solo dopo 3 giorni è stata sequestrata perchè sorpreso alla guida senza patente che nel frattempo era stata sospesa a tempo indeterminato. Solo pochi giorni fa, durante la kermesse sanremese, Michelle Hunziker, rifugiatasi per tutelare la sua privacy ad Arma di Taggia, pare avesse come casuale vicino di casa proprio Corona, probabilmente per cogliere qualche scatto esclusivo. Secondo lo svolgimento delle indagini che stanno coinvolgendo il fotografo e Lele mora nell'ambito dello scandalo di Vallettopoli, dietro i ricatti a vari vip ci sarebbero delle foto legate al consumo di sostanze stupefacenti, fatte e vendute ai soggetti incriminati prima che potessero essere pubblicate. L'ex moglie in un sms inviato quando è venuta a conoscenza della notte passata in caserma dice: "Hai combinato l'ennesimo casino, sei un pazzo". Fabrizio Corona è un personaggio controverso e anomalo nel mondo dei fotografi di gossip, che difficilmente hanno l'aria anche stilistica da "protagonisti". Solo a metà di febbraio è entrato anche nelle pagine di cronaca per il presunto acquisto di un esclusiva commerciale fotografica dei funerali tunisini della moglie e del figlio di Azouz Marzouk, uccisi nella tristemente nota strage di Erba, esclusiva smentita (nella componente commerciale) dallo stesso tunisino in una puntata del programma di Enrico Mentana a Matrix con tanto di diffida per un'eventuale pubblicazione. Come lui stesso dichiara, ormai non può fare un passo che finisce sui giornali, ma come abbiamo potuto notare da questa breve carrellata a ritroso, lui ci mette decisamente del suo per fare capolino tra le pagine della cronaca e del gossip. Bilancia pericolosamente il rifiuto di questa visibilità controproducente, alla sicurezza dell'essere nel giusto anche quando nel giusto forse non è. A Buona Domenica a fine gennaio durante un'intervista a sua moglie Nina Moric ne ha buttate di pesanti su tutto il cast del programma, accusando il trio Varone-Gregoraci-Bettarini di essere stati assunti per meriti legati al gossip (qualcuno affermi il contrario). Ancora una volta giù di articoli e servizi televisivi. Siamo di fronte un personaggio di difficile chiave interpretaviva che rappresenta il volto realistico di una certa altolocazione giovanilistica economica e sociale, fatta a volte di eccessi al confine con la legalità. Preferisco sentire in maniera sfacciata la realtà o la pseudo tale di un personaggio come lui, che l'immagine palesemente falsa di molti personaggi dello spettacolo e dello sport, che si tutelano dietro un'immagine da bravi ragazzi che non sono, sotto nessun aspetto. Mi piace la sua mission che si fonda sul mostrare le verità, talvolta squallide, di questo mondo. Peccato che forse, ci sia un piede e mezzo dentro pure lui.
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Pubblicato il 12/03/2007 da kaos | Permalink | Commenti (26)
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Le risse e il triste fascino della violenza
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Nella mente umana, a livello inconscio, la visione di una rissa tra persone sortisce secondo alcuni teorici un fascino che mescola la condanna sociale e interiorizzata del "non poter fare" all'invidia scaturita dalla voglia di generare violenza, che pare essere naturalmente innata in ogni uomo, latente e controllata quasi sempre fin dalla tenera età. Ed è proprio per questa curiosità che la rissa diventa purtroppo e sempre più spesso spettacolo, ed è per questo stesso motivo che le reti televisive e i giornali amano mostrare video e foto di risse, anche cruente. Il problema reale c'è anche in rete, quando ci ritroviamo con mezzi come YouTube che propongono, senza denunce da parte di altri utenti, video di risse anche cruente, rigorosamente riprese da cellulari e drammaticamente celebri nel numero di visite. Una tendenza naturale che può diventare morbosa, insana. Se l'istinto di guardare la violenza è umano, ricercarla nel web (vera e reale) è decisamente inaccettabile. Ecco alcuni esempi esemplificativi, per farvi capire davanti a quale fenomeno siamo di fronte, e quale successo hanno questi video, specialmente nelle risse al femminile.
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Pubblicato il 07/03/2007 da kaos | Permalink | Commenti (3)
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I lucchetti di Ponte Milvio, tra politica e sentimento
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Quando l'amore diventa politica. Il famoso ponte Milvio a Roma è stato in questi giorni oggetto di grandi disquisizioni che hanno mescolato sapientemente politica, sentimenti, un po' di sana indignazione popolare e un pizzico di Federico Moccia. I famosi lucchetti del terzo palo del ponte romano inizialmente si volevano togliere, poi non sono stati tolti, ma alcuni vandali hanno fatto il lavoro sporco togliendone un grande quantitativo (500 dicono). Si è scoperto poi essere un atto di stampo non "politico", ma un'iniziativa presa liberamente da alcuni nomadi, che hanno poi rivenduto parte dei lucchetti staccati ad una ferramenta della zona. Mentre Stefano Moccia (autore dei best-seller Tre metri sorpa il cielo e Ho voglia di te) si indigna per la possibilità che questi lucchetti potessero essere tolti dall'amministrazione centrale della città di Roma, rivendicando la natura caratteristica di quel ponte che tanto lui ha esaltato nei suoi libri, la Cdl (in particolare l'amministratore di zona di An) incalza furiosa. Il sindaco Walter Veltroni offre poi una definitiva che chiarisce l'inutilità di tale gesto laddove non ci fosse pericolosità per il palo del ponte, andando contro la richiesta di "pulizia" mossa da Roberto Giachetti, coordinatore romano della Margherita. Mentre i politici come al solito battibeccano delle farfalle che volano, in una lettera spedita alla rubrica di Beppe Severgnini del Corriere, Italians, Cristina Montalto segnala un problema molto più ampio e importante di qualche lucchetto:
Pochi giorni fa mi sono recata a Ponte Milvio e vi voglio brevemente descrivere la situazione: resti del mercato (appena chiuso) ovunque, cinque bottiglie di birra lasciate in bella mostra su una balaustra del ponte, scritte che lo imbrattano in modo indecente, detriti portati dal fiume che si sono accumulati su lati dei pilastri, e «dulcis in fundo» due accampamenti nomadi proprio lí sotto fra le canne che costeggiano il Tevere con tanto di vestitini dei bimbi stesi ad asciugare.
Altro che panorami da sogno descritti dai film di Moccia e ripresi nel nuovo video e singolo di Tiziano Ferro "Ti scatterò una foto" (parte della colonna sonora del film "Ho voglia di te"). Il luogo dovrebbe essere esaltato invece per la sua moderna caratterizzazione, che in futuro potrebbe acquisire connotati storici e artistici da non sottovalutare. Quello dei lucchetti per molti sembra un gesto sciocco, inutile, di cui pentirsi specialmente quando si è molto giovani. Non sottovalutiamo invece la capacità dei ragazzi di poter provare sentimenti reali soprattutto quando questi offrono dei segnali concreti e visibili che, nell'individualismo moderno, ci ricordano che nell'innocenza e nella libertà delle anime, si può ancora amare. Tappiamoci le orecchie, noi ultimi romantici rimasti, di fronte all'ennesimo battage politico che sporca la magia poetica di un patetico ma meraviglioso gesto d'amore.
Posto a seguire il video di "Ti scatterò una foto"
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Pubblicato il 07/03/2007 da kaos | Permalink | Commenti (3)
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L'Italia ha sempre più giovani sessuomani
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Siamo un popolo di porconi, ossessionati dal sesso, con un chiodo fisso grosso come una casa. E in alcuni casi siamo sesso-dipendenti, e su questo c'è poco da scherzare. Secondo una ricerca il 6% della popolazione italiana pone al centro del suo vivere quotidiano il sesso, anche a costo di compromettere lavoro, salute e rapporti umani. L'Associazione italiana per la ricerca in sessuologia ha descritto le caratteristiche di questo "sexual addicted", tracciandone un particolare profilo. Pare infatti che i più sofferenti non siamo tanto gli anziani ma gli uomini tra i 26 e i 35 anni, prevalentemente single e concentrati nella maggior parte nel nord del paese. Il dato è drammaticamente in crescita, anche a causa di Internet, che in questo senso rappresenta un motivatore del problema davvero eccezionale. Attenzione: essere "sessuomani" non è sinonimo dell'avere robusti desideri sessuali che naturalmente si manifestano anche più di una volta al giorno (e qui tiro un sospiro di sollievo pure io), ma quando questi sono preponderanti rispetto al nostro percorso di vita quotidiano, esattamente come accade con i tossicodipendenti, allora c'è qualcosa che non va. Infatti a questi livelli, proprio come loro, l'astinenza dal sesso può creare sintomi psicosomatici molto forti. Ovviamente un continuo e irrefrenabile desiderio sessuale non può che portare a conseguenze talvolta criminose, incentivate senza ombra di dubbio dal bombardamento sessuale diretto o sotteso che viviamo ogni giorno, dai giornali, ai cartelloni stradali fino alla televisione, producendo inevitabilmente conseguenze anche pericolose alla nostra psiche. Il fatto che i giovani ne siano maggiormente coinvolti è la punta di un iceberg di un problema giovanile reale e grave, di cui la rete è drammaticamente complice.
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Pubblicato il 05/03/2007 da kaos | Permalink | Commenti (1)
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Paura e criminalità all'uscita delle discoteche di Torino
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Riassunto del week-end in alcuni locali di Torino:
- All'uscita del centralino, un barista di 28 anni è stato aggredito da due ladri intendi a rubare la sua macchina, utilizzando dei colli di bottiglia. Necessario intervento di chirurgia plastica.
- La sera precedente, nello stesso locale, un cliente in procinto di entrare litiga con il buttafuori che gli impediva di entrare senza pagare. Il cliente ha tirato fuori la pistola e ha sparato in aria colpendo Sara Campanella, di 18 anni appena uscita dal locale.
- Davanti al "Pick Up" sono stati sparati alcuni colpi di fucile ad aria compressa, probabilmente per spaventare la gente di fronte al locale.
- All'uscita de "La Gare" è scoppiata una rissa tra immigrati che ha visto l'intervento delle forze dell'ordine.
Nelle "classiche" stragi del Sabato sera, paradossalmente, almeno c'è la possibilità che ti salvi un airbag.
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Pubblicato il 28/02/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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New York Times: nella moda è il tempo delle zoccole
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Il New York Times con la firma di Guy Trebay in queste settimane di sfilate è stato molto chiaro: "Per la moda italiana è tempo delle zoccole". Moda che perde raffinatezza sia nelle intenzioni che nei prodotti sartoriali, realizzati all'estero con buoni materiali ma con rifiniture dissimili da quelle tipicamente italiane. Critica serrata, che salva pochissimi stilisti e pochissime sfilate (Bottega Veneta, Jil Sander, Prada, Gucci e Marni). Il resto, un grande puttanaio. Ovviamente l'articolo viene rigirato agli stilisti italiani che rispondono di tutto punto, con una punta di sottile (giustificato?) fastidio. Dolce e Gabbana, Silvia Venturini Fendi, Giorgio Armani dicono la loro criticando il giornalista e la moda americana, che secondo Stefano Dolce non ha nulla da insegnare alla moda italiana. E' stato fatto un grosso fascio molto provocatorio, ma alcune provocazioni possono insegnare qualcosa. La pasoliniana e profetica caduta estetica e morale italiana si è avverata? In un paese mediacratico creato da Silvio Berlusconi, dove Dolce&Gabbana è rappresentante stilistico della moda in tv, dove Rocco Siffredi pubblicizza con lo strumento del doppio senso una marca di patatine e dove Lapo Ellkan diventa simbolo di eleganza con una retroguardia storica personale nel mondo delle dipendenze e dei rapporti con transessuali, per Guy Trebay , la fine del buon gusto italiano è proprio dietro l'angolo.
Nella foto: A Milano Moda Donna ha sfilato la collezione «Seduzione Diamonds», di Valeria Marini, punteggiata da capi-lingerie, reggicalze e camicie da notte in un gioco di rosso e nero ma anche di blu elettrico, pellicce e rose.
Fonte: Corriere.it, The New York Times
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Pubblicato il 23/02/2007 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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Astore Bruni, 21enne ucciso per un banale litigio
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Venerdì c'è stato un altro omicidio che ha visto per protagonisti due ragazzi giovanissimi 21enni di Crotone, senza precedenti e di buona famiglia. Un omicidio scaturito da una banale lite. Perché oggi non si chiarisce a parole, prendendosi a botte, anche fino alla sfinimento. Si ricorre alle armi. Uccidere oggi sembra non essere più un problema. Astore Bruni è stato colpito da ripetute coltellate al torace e alla schiena. La furia che trasforma un ragazzo in un folle generatore di morte. Quelle cose una volta sembrava le facessero solo gli adulti ignoranti inseriti in una società priva di istruzione e di riferimenti. E invece lo fanno i ragazzi, per un niente, riuscendo a scandalizzare gli adulti che forse sapevano ancora dare valore alla propria vita e soprattutto a quella degli altri.
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Pubblicato il 11/02/2007 da kaos | Permalink | Commenti (7)
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