Era una bambina con gli occhi profondi e una voce stonata. Aveva dei grossi occhiali tondi. Occhiali rosa che la facevano sembrare una creatura fuori dal normale. Ogni mattina, quando arrivava a scuola, si sedeva sul bordo della staccionata ad aspettare la maestra. C'era sempre molto silenzio attorno a lei e l'unico colore era quello che cerchiava il suo mondo visibile. Le altre bambine avevano volti grigi, trecce grigie, zainetti grigi, voci grigie... e occhi bianchi. Sembravano non accorgersi del timido sorriso di quella strana bimba in bilico sull'orizzonte. Il momento dei giochi era il peggiore; lì mancava la tranquillità del banco e del sussidiario che sapeva quel buon odore di conoscenza. Appoggiata al palo dell'altalena si guardava i sandali sporchi di terra aspettando un turno che tardava sempre troppo ad arrivare. Poi, quasi per caso, qualcuno le tirò la treccia.
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