Mi rivolgo a un fantasma, a una illusione di gioventù.Mi rivolgo a voi giovani frequentatrici di questo blog. Certo che le donne sono un mondo strano. Il vero premio Nobel dovrebbero assegnarlo a chi decifra l’equazione che regola il pensiero femminile. Sicuramente postumo, perché il suo scopritore schiatterebbe prima. Senza offesa, mie giovani lettrici. In voi c’è una strana voglia di soffrire quando si tratta d’amore, quasi travalica nel masochismo. Perché cadete innamorate cotte come le pere quando un uomo con voi fa il bastardo al quadrato? E al contrario quando un uomo si dichiara a voi rivelando sensibilità diventate più stronze di un gatto incazzato? So che qualcuna mi sta dicendo:”trovatene una e cambia idea, maschilista del cazzo” . Ora vi racconto una storia. Vi parlo di un tale che conoscevo ai tempi dell’università. Aveva un dono raro oggigiorno per un uomo che si definisca tale: era sensibile. Sapeva ridere davanti al viso di un bambino, a volte abbracciava gli alberi urlando “divento un tutt’uno con la natura”, salivamo su in collina a Torino e era in grado di restare anche botte di mezz’ora a fissare le montagne, dicendo che quello era lo spettacolo più grande del mondo, era lo spettacolo esclusivo offerto da Dio ad ognuno di noi. E dovevamo godercelo e rispettarlo. Si emozionava e alle volte piangeva. Trovatelo un uomo in grado di piangere. Ma soprattutto aveva una dote in più di molti di noi: aveva paura. Di nulla di specifico. Aveva la forza e la consapevolezza di essere un uomo e quindi di avere paura. Faceva parte di quel tipo di uomini che, come i bambini e i poeti, conoscono l’arte di essere infelici. L’unica invidia che aveva era rivolta ai belli e mediocri, quelli alti, occhi azzurri, che ti fanno ridere per una sera e non ci pensi più. Bene, questo durante gli anni in università non ebbe mai una donna. Lo evitavano, lo consideravano una nullità, un mezzo pazzo, uno senza midollo e carattere, addirittura un disturbato. Io sono uomo, ma se fossi stato donna, vi assicuro che mi ci sarei messo insieme al volo. E’ il lato femminile di noi uomini che esce improvvisamente, ognuno ce l’ha, non fate gli ipocriti fallocrati. Cosa vi siete perse per correre dietro a sicurezze effimere, neanche lo immaginate, ragazzette di allora. Così dico a voi, ragazze di oggi: ci sono uomini che hanno bisogno di piangere una volta almeno tra le vostre braccia, non sono deboli e quello che vi chiedono oggi ve lo restituiranno mille volte tanto. State alla larga da chi si mostra troppo sicuro di sé, quelli sono i più falsi in circolazione, perché hanno dimenticato di essere fragili e passeggeri. Anche loro cadono, ma quando lo fanno non si rialzano. Cercate chi ha sensibilità e paura in generale: capirete lo scopo di essere vive. Dedicato a voi mie gemme.
Dead man walking
Per chi non lo conoscesse ancora l'autore di questo post non sono io ma un bravo (e intelligente) scrittore che ci conosce e ha scelto di usare il nostro sito come mezzo per dire la propria esattamente come ognuno di voi potrebbe fare inviandoci il vostro materiale.
Ancora una piccola cosa : per motivi legati all'argomento puramente politico di un post inviatomi, non pubblicherò un post che avrei dovuto pubblicare prima di questo. Non c'netra nulla il periodo elettorale ma piuttosto il fatto che è un sito che non parla di politica o di POLITICHE. Gli affezionati che volessero questa riflessione (molto bella tra parentesi) inviatemi una mail sempre all'indirizzo sopra e mi prodigherò per farvela avere al più presto. Ciao!
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Pubblicato il 23/02/2005 alle 12:17 da kaos
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