Tema di oggi: l’estetica, trucchi ed ossessioni. Shanghai, Cina, ospedale cittadino n°9, 6°piano. L’indirizzo della felicità. Già, perché qui con 960 yuan, ossia la metà dello stipendio medio di un infermiere, i giovani cinesi che vogliono entrare a passi lunghi nella civiltà occidentale cambiano i loro connotati. Si fanno modificare nasi, occhi, volti interi alle volte per appianarsi ai caratteri somatici indoeuropei, i nostri. Ma chi ha portato in oriente l’arte della modifica estetica? Chi, se non noi? Per loro cancellare i tipici segni orientali da possibilità all’estero di lavoro, specie per le ragazze nel mondo della moda internazionale. Ma le migliaia di giovani italiani nella fattispecie che ogni anno ricorrono al chirurgo plastico per farsi ritoccare, per quale motivo lo fanno? Ve lo dico io: emulazione. Spiriti deboli, caratteri inesistenti, convinti che bisogna farsi un ritocco, assomigliando a questo o a quello per essere qualcuno sicuro di sé. Gente che non ha proprio nulla da offrire agli altri di sé, e punta solo sull’esteriore. Occhio, non calcolo quelli che ne hanno bisogno veramente, e ci sono. Non parliamo poi dell’esigenza di fisici tonici e scolpiti. Tutti palestrati e in forma, altrimenti sei fuori dai giochi che contano. E quali sono sti giochi che contano, bestie da terza elementare ?Chi me li dice, stacco l’assegno. Devono essere credibili, però. Ma non lo sono mai. Io rispondo viva la ciccia, viva la salute, viva chi si sente felice di sé indipendentemente dal fisico che si ritrova. Vorrei tanto che qualcuno mi facesse la domanda delle domande: “Cosa cambieresti del tuo aspetto fisico?” “Mah, guarda, mi cambierei il senso dell’udito. Lo vorrei in grado di annullarsi al bisogno, vorrei diventare sordo quando serve, tipo adesso, così che non possa sentire ste domande di merda”. A quando l’elettrostimolatore del cervello?
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Pubblicato il 12/03/2005 alle 20:40 da kaos
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