Gentile Alessandro, ti ringrazio innanzitutto per la proposta, che mi fa piacere quanto il complimento. Ho tardato a risponderti, e mi scuso, perché ero in vacanza e sono rientrato solo ieri sera. Non ho ancora potuto guardare approfonditamente neanche il sito che hai segnalato.
La tua gentilezza mi fa un po' esitare nel dirti che non credo di poter collaborare, almeno come finOcchio. Oltre alla non trascurabile questione del tempo per farlo (non so se hai notato quanto poco frequentemente mando messaggi sul blog) ritengo non sia corretto proporsi a dei giovani con uno pseudonimo e parlando di omosessualità. Preferirei parlare loro con il mio nome e cognome e la mia storia. Ma mi mancherebbe in questo caso l'autorità di prendere la parola: perché io? Ho quarant'anni e non sono nemmeno piemontese, che titoli ho per parlare a dei giovani? finOcchio è un gioco, per me, uno spazio di libertà non tanto di dire la mia omosessualità, cosa che con tutti coloro che mi conoscono ho già fatto e anche in pubblico (e comunque, a quarant'anni, senza fidanzata è la logica a farti l'outing), ma le declinazioni del mio erotismo che trattengo in pubblico assolutamente per pudore (e invincibile: ho detto che sono gay senza battere ciglio ma mi vengono i brividi se penso che qualcuno potrebbe capire che io, proprio io, sono finOcchio...). I ragazzi possono essere attratti, e forse anche tu lo sei stato, dalla mia franchezza nel descrivere incontri più o meno sessuali. Ma è di quello che ha bisogno un giovane gay? O non piuttosto di qualcuno della loro età che innanzitutto gli mostri il coraggio di dirsi apertamente, con il carico di sofferenza e di liberazione che comporta.
Forse però tu avevi in mente qualcosa di preciso, a cui comunque potrei rispondere positivamente. Come forse hai visto in alcuni dei post il pensiero dei tormenti dei giovani ragazzi gay mi tocca profondamente. Sono ancora arrabbiato con la mamma di un ragazzo visto ormai diversi giorni fa in un programma televisivo che, alla sua dichiarazione, ha smesso di parlargli per due anni. Due anni di silenzio, a tuo figlio che ne ha 17, e non ti ha detto di avere rubato, o di odiarti, ma solo di essere gay! Mi scaldo anche adesso a pensarci. Insomma, l'idea di un giovane che legge quello che scrivo mi commuove particolarmente. Penso al bisogno di essere aiutato che nemmeno osa mostrarsi, alla solitudine in cui viene vissuto tutto, almeno all'inizio, perché quando - ma di solito buttando parecchi anni nel buco dell'angoscia - trovi la forza di cercare soluzioni hai già cominciato a risolvere, e senza saperlo sei fuori. Tra l'altro saprai quanto sono frequenti i tentativi di suicidio nei giovani gay. Ogni mano tesa verso di loro, ogni sguardo benevolo, anche quello che ti appresti a mostrargli dalla tua rivista, è un prezioso gesto di salvezza.
Ti saluto adesso, e ti faccio i miei migliori auguri.
finOcchio Visitate il suo sito http://fin-occhio.splinder.com :P
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Pubblicato il 14/05/2005 alle 18:59 da kaos
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