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La prima cosa che ho pensato è che il mio cellulare avrebbe fatto finire il film molto prima. Hanno sfruttato l'idea più thriller del mondo in uno dei modi peggiori possibili, specie in alcune sequenze poco intelligenti, a volte diametralmente opposte alla risoluzione del problema, ovvero rimanere sotto terra in una tomba, vivi.
Mi ha colpito molto il fatto che le persone che rispondono al telefono hanno un'insensibilità assolutamente possibile, ma poco credibile nei modi e nei toni, impoverendo il tutto dal punto di vista narrativo.
Buried ha i suoi perché, ma si poteva fare tutto con più strategia e intelligenza. Pensavo fosse impossibile trovare un altro modo per fare film con così pochi soldi, mettendoci dentro product placement e pure un po' di amara commedia. E poi sentire un funzionario di stato dire un no categorico e sicuro come l'aria ad una possibilità di pagamento del riscatto, mi ha proprio urtato.
Niente di imperdibile, valido da vedere una sera a casa con gli amici.
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Pubblicato il 27/10/2010 alle 01:15 da kaos
Tag: buried, ryan reynolds
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