Sandra Mondaini era una grande fumatrice
Pubblicato in: K!Edu
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Premessa: Non conosco Sandra Mondaini, non conosco a fondo la sua situazione, sono pensieri che si slegano da lei e sono pensieri sui quali cerco un confronto, non voglio fare moralismi o accuse. Vi prego di non fermarvi al titolo. Lo dico per porre l'accento sul fatto che il fumo dal mio punto di vista è un carnefice ma anche un consolatore, come la maggior parte dei vizi. E questo che mi fa arrabbiare, non il fatto che una signora anziana e molto malata con pochi mesi di vita decida di distrarsi con una sigaretta (che forse non è nemmeno più in grado di fumare, tra l'altro). In una foto di un giornale di gossip di questa estate, Sandra Mondaini, abbastanza devastata nel fisico e nel volto, fumava una sigaretta dopo essersi ripresa dai recenti problemi di salute che l'hanno costretta in ospedale per molti giorni, dopo le già note costrizioni in carrozzina.
Io sono uno di quelli all'antica che pensa che una persona non dovrebbe fumare, anzi, penso che possa fumare in generale ma che debba prendere in considerazione seria il fatto di smettere quando le condizioni di salute non sono ottimali.
Mi sono confrontato un po' ed effettivamente molti (fumatori) mi hanno detto: "È anziana, è piena di dolore psicologico (per la morte del marito) e fisico (per il cancro curato e per i gravi problemi respiratori), ma gliela vogliamo far fumare una bella sigaretta?".
Ma certo, ci mancherebbe. Non so voi, ma se fossi stato uno dei suoi figli adottivi, nel caso specifico Raimond che l'ha accompagnata al parco a Milano 2, gliel'avrei strappata di mano. Non sono per l'egoismo che vince sul dolore. Ma veder morire una persona e lasciare che si dia una mano con il mio silenzio, no, non lo accetto.
Sono per la tutela assoluta della salute, specie in situazione di grave malattia se non è terminale, ovviamente. Affrontare la vecchiaia e i gravi problemi lasciandosi andare in balia della morte che arriva è un errore. C'è tanto tempo per morire e se non ci sono condizioni di grave sofferenza, terminale appunto, tutelarsi per quello che si può è importante.
Capisco anche che a volte la volontà e le forze vengano meno, specie quando ti è morta da poco la persona che hai più amato nella vita. Ma Sandra non era una persona sola ed era circondata da tanto amore.
Per quello le foto di questa donna malata con la sigaretta in mano mi hanno fatto male. Nel rispetto della sua vita artistica e umana, rara e preziosa. E lo penso da molto pima che morisse. Lo pensiamo un po' tutti.
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Pubblicato il 21/09/2010 alle 15:44 da kaos
Tag: fumo, morte, sandra mondaini, sigarette, vizi
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Sono presenti 10 commenti:
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1. Il 21/09/2010 alle ore 16:24, elfo00 ha scritto:
non so...a che prò questo post?...Sandra ha affrontato anni e anni di malattia, vincendo sempre. Per quel che ne sappiamo può aver ricominciato solo dopo la morte di Raimondo. Per quel che ne sappiamo può aver chiesto a Dio di prenderla in fretta, perchè come lei stessa disse, lei senza Raimondo non riuscva a vivere. Può aver fatto un scelta. Quella di non voler più lottare, quella di autodeterminare la propria morte, non so....chi siamo noi per impedirglielo?? Dobbiamo far attenzione ai rigurgiti di morale che ogni tanto salgono senza volere, soprattutto se è morale non richiesta. Io non so se Sandra ha sempre fumato o no...ma penso che ora sia irrilevante!
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2. Il 21/09/2010 alle ore 16:42, Kaos ha scritto:
A me dispiacerebbe se da questo ragionamento tutti ne vedessero un "fumare è da bimbi cattivi e bisogna smettere" o un "Sandra se non avesse fumato 5 sigarette sarebbe ancora viva e scattante". Mi pare di aver chiarito che il punto non è il fatto che fumasse, ma il fatto che questo vizio ludico e divertente possa diventare dopo una malattia la via d'uscita deleteria per risollevarsi e distrarsi un po'. Il vizio genera e consola il male e va bene così? Non giudico lei, dico che quello che ho visto mi ha fatto male e che avrei preferito una foto di affetto per il suo nipote e non mentre fuma la sua ultima sigaretta. Mi crea dispiacere. La morale del fare e non fare e del giusto e sbagliato c'entra in maniera del tutto relativa.
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3. Il 22/09/2010 alle ore 09:20, Tico ha scritto:
Ricordo mio papà bloccato nel letto, a pochi giorni dalla sua fine. Ricordo che nei pochi momenti di lucidità aveva due soli pensieri: darci dei baci e chiederci di aiutarlo a fumare una delle sue inseparabili sigarette. Per fortuna quelle sigarette gliele abbiamo lasciate fumare, per come riusciva; non dargliele sarebbe stato un gesto terribilmente crudele (ma questo forse lo può comprendere solo chi è stato fumatore). Bisogna smettere di fumare da giovani (meglio ancora non iniziare, che smettere è molto difficile). Quando sei anziano e malato puoi, anzi devi(!) poter fare tutto quel che ti fa star meglio e che ti allevia le sofferenze.
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4. Il 22/09/2010 alle ore 12:18, elfo00 ha scritto:
Quoto Tico. Alessandro ho capito cosa volevi dire, ma farlo su questa vicenda secondo me è stato di cattivo gusto. E ripeto, noi di lei sappiamo nulla!
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5. Il 24/09/2010 alle ore 21:53, Anam ha scritto:
Conosci nel dettaglio le condizioni critiche in cui versava negli ultimi mesi? Sai quante sigarette le veniva permesso di fumare al giorno? Ovviamente no, eppure ti permetti di puntare il dito, giudicando persone e situazioni che non conosci. Complimenti. Anam
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7. Il 25/09/2010 alle ore 13:09, Anam ha scritto:
1)No, non la conoscevo, esattamente come te ed è proprio questo il punto. 2)No, non sono l'Anam di questo blog, anche se ho apprezzato il post linkato. 3)Si, l'ho anche riletto per sicurezza e mantengo la mia idea che tu hai sparato giudizi (certamente in modo diplomatico, ma la sostanza non cambia) senza averne cognizione di causa.
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8. L'01/10/2010 alle ore 20:37, laura ha scritto:
Sandra è sempre stata un'accanita fumatrice e non è riuscita a smettere nemmeno per amore di Raimondo. Ma vi posso assicurare che negli ultimi tempi aveva ridotto moltissimo, perchè con le buone o le cattive l'abbiamo "minacciata" tutti. Negli ultimi giorni, prima di aggravarsi, stava mantenendo la promessa di fumarne soltanto due al giorno; per lei che fumava due paccheti al giorno fino all'anno passato è stato un record. Certo, lo faceva più per noi che per lei stessa. A questo punto, però, direi di smettere con queste polemiche inutili. Lei, purtroppo non c'è più. E vi assicuro che, personalmente ho battagliato parecchio con Sandra a questo proposito ma, a questo punto, non mi sono sentita di negarle quella che per lei era diventata una piccola gioia e una delle sue poche consolazioni. Ormai aveva smesso di vivere con la testa. Un'amica di Sandra
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