Oggi in treno verso Milano mi sono letto "Cassidy", il nuovo fumetto della Sergio Bonelli Editore che tanta gioia ci darebbe se solo... Se solo non fosse diverso, almeno un po' diverso da come è stato pensato. Ci si mette pochissimo per leggerlo, pochissimo per capirlo, pochissimo per comprenderne la natura più profonda. Una natura approssimativa e rarefatta.
Aspettavo tavola dopo tavola il colpo di scena, il momento intrigante, la situazione a suo modo inedita. Niente di niente. Sui disegni non posso sindacare perché non sono affatto esperto, ma ho mostrato ad alcuni amici più avvezzi di me al fumetto italiano e non ne sono rimasti particolarmente colpiti.
La saga, che dovrebbe contare 18 episodi, non ha gettato in questo primo numero le basi per un buon racconto. E a dirla tutta, il protagonista Raymond non sembra nemmeno così interessante da scoprire e da conoscere. Punto forte è il setting della fine anni '70, tra dischi forti del periodo e mezzi tecnologici quasi moderni. Peccato che siano apposti, mal contestualizzati.
Insomma, lo compriamo questo numero due e gli diamo un'altra possibilità? Le premesse, per ora, sono negative. |