Non volevo fare quello all'ultima moda che coglie una campagna appena esce. Perché io sta campagna Diesel l'ho vista dappertutto ma non mi ha lasciato un metro di giudizio definitivo da proporre sulle pagine del blog. Oggi, mentre facevo la cacca, mi è capitato sotto mano il mensile maschile "IL" de "Il sole 24 ore". In una rubrica di Walter Mariotti si fa una bella analisi della campagna, breve ma intensa, che vi sottopongo. Trovo che sia totalmente condivisibile ed esaustiva:
Il furbo critica, lo stupido crea. Il furbo ha cervello, ma gli stupidi hanno le palle. Sìì stupido. Noi siamo con gli stupidi. Diesel, marchio di qualità e successo globali, colpisce al cuore del nostro tempo elevando la stupidità a categoria egemone, precondizione per qualunque successo ma, ancora di più, via per l'autenticità, la verità, il ritorno a un mondo antico e migliore. Insieme con l'elogio (pubblicitario) della stupidità, c'è il dileggio della smartness, cioè l'intelligenza, la capacità critica.
Per Carlo Maria Cipolla, economista e intellettuale insuperato, lo stupido è "una persona che causa un danno a un'altra persona o gruppo di persone snza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sè o addirittura subendo una perdita". Senza dubbio, non sarà questo il destino del committende della pubblicità in questione, che al contrario riscuoterà molto successo. Anche perché ormai lo stupido è il normotipo globale. L'etimologia aiuta. Stupido deriva da un verbo del tardo latino che vuol dire essere stordito e non saper dominare le situazioni che accadono intorno a lui o magari grazie a lui. E' stupido l'asino di Buridano, che non sa scelgliere tra due fasci d'erba. Ma anche l'uomo di Italo Svevo, che davanti a un bivio non sa dove andare e resta immobile.
Subire gli avvenimenti senza avere potere su essi. E' la nostra condizione, la sensazione di tutti colta dai creativi di Diesel, che in questo modo si rivolge a tutti, stupidi e meno stupidi in un mondo sempre più stupido.
Attenzione però. Fare stupidaggini è qualcosa di molto diverso dall'essere stupidi. Prendere la strada sbagliata è il contrario della stupidità, perché vuol dire scegliere. Mentre prendere sempre la strada sbagliata è stupido, perché tradisce l'incapacità di correggere i propri errori, cioè non scegliere. Per Zugmunt Bauman soltanto questo è lo stupido, chi evita di scegliere ma si limita solo a consumare. Opinioni, idee, valori e beni scelti da qualcun altro.
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Pubblicato il 23/02/2010 alle 11:35 da kaos
Tag: diesel, diesel be stupid
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