Kblog.it
Chi siamo | Contatti
Otto Ohm: intervistati per "Combo" da Kblog.it
Pubblicato in: K!Music

Nonostante le più rosee previsioni, per colpa mia, solo oggi posso presentarvi l'intervista agli Otto Ohm! Vi ricordo, giusto perché noi qui non stiamo a girarci gli indici, che tra una settimana, dal 10 novembre fino al 13, vedremo il gruppo romano come gruppo ospite fisso di Serena Dandini nel talk di Raitre "Parla con me".  Domande molto semplici, le mie, per risposte che hanno (ancora una volta) il sapore poetico della semplicità. Vi raccomandiamo, come direbbe un certo presentatore, di sostenere la buona musica italiana e gli Otto Ohm. Seguiteli sul loro sito ufficiale, il loro Myspace e comprate "Combo" nei negozi di dischi (che già dalle mie parti quasi non si trovava) e su I-Tunes.

Quando è nato e come si è sviluppato il progetto di "Combo"?

Combo, come i nostri precedenti album, è cresciuto con noi in questi anni. E' nato dalla selezione di circa quaranta pezzi, tanti ne sono stati scritti in questi cinque anni: ci piace poter scegliere.. Cosi crediamo di aver rappresentato tutte le fasi passate in questo tempo, le incertezze ma anche la voglia di guardare avanti senza dietrologie. E' strano perchè quando sai di aver finito un album senti che stai ricominciando tutto senza certezze maturate nel tempo, credo sia cosi anche per il pittore che finisce un quadro, per uno scrittore arrivato all'ultima pagina. Ricominciare fa bene a tutti.

Uno dei vostri punti di forza è certamente il potere emotivo e la bellezza narrativa fotografica dei vostri testi. Come vengono costruiti, è un processo naturale o più ragionato di scrittura?

Secondo me le parole e la musica sono davvero potenti quando si portano un vissuto dietro, quando la verita' si fonde con il linguaggio degli occhi. Per raccontarle devi prima vederle e viverle sulla tua pelle ed in questi cinque anni sostanzialmente ho vissuto, guardato e toccato molte cose. Combo di fatto ne è l'insieme. E come tutte le cose che ho visto passare veloci ho cercato di scrivere velocemente temendo di dimenticare qualcosa. Niente di premeditato o accomodante semmai più simile al flusso di coscienza.

Nell'intervista a Radio Deejay a Tropical Pizza di pochi giorni fa, Nikki ha detto che "Come parlo di te" rappresentava un'eccezione felice da parte di uno che odia le canzoni d'amore italiane. Come avete recepito questo complimento?

Io non ho percepito nessuna malizia, anzi.. Entusiasmo! Giovedì ho parlato anche con gli altri ragazzi di Radio Deejay che in questi anni devo dire ci hanno sempre sostenuto pur non essendo noi quasi mai nel famigerato Media Control senza il quale nelle altre radio neanche ti passano. Piccoli segnali che alimentano il nostro ottimismo.

Ho visto che anche "Combo" è interamente prodotto da voi. Come ci si affaccia oggi sul mercato discografico senza il sostegno di una major?


Come per questo album, anche i nostri tre precedenti sono stati interamente prodotti da noi e consegnati a chi ne ha curato la sola distribuzione e promozione. Per questa nostra quarta volta abbiamo deciso di provare a fare tutto da noi visto che gia' in precedenza avevamo curato il progetto al 70 per cento. Nel tempo abbiamo sviluppato una nostra rete di contatti di chi come noi produce ed abbiamo trovato dei partners affidabili e creativi per Combo. Così ha visto la luce un nostro antico progetto mai realizzato: avere una nostra etichetta (la Little Stuff), per la quale e' stato realizzato l'album e per la quale produrremo anche altri artisti.

E quindi un percorso totalmente privo di svantaggi?


Oggi come non mai crediamo nel valore della qualita' (e dell'onestà) a compensazione dei mezzi che puoi avere per promuovere un lavoro. Oggi se il tuo video non passa in tv non e' un problema anzi magari e' meglio. l'anarchia del mercato e lo smarrimento di chi disponeva di enormi mezzi e oggi si trova a fare i conti con i licenziamenti ha fatto maturare la certezza che ormai quel periodo di grandi glorie e' finito e che ci affacciamo in un presente nel quale gli artisti propongono i loro lavori direttamente senza intermediari.

Mi piacerebbe sapere da voi quali sono i brani (di tutta la vostra discografia) ai quali siete più fortemente legati e perché.

Non ci sono brani in particolare, anche nei live ne prepariamo sempre qualcuno di più per cambiare la scaletta a seconda del concerto. Ci piace farli girare tutti. Nel farlo ci divertiamo e a volte cambiamo la nostra scaletta in maniera anche sostanziale. E il nostro pubblico sembra gradire molto questo tipo di scelta.

Quali sono i progetti (e gli obiettivi prefissi) a breve e a lungo termine per gli Otto Ohm dopo l'uscita dell'album?


Il primo obiettivo era quello di far uscire l'album e direi che lo abbiamo centrato. Il resto è semplicemente la voglia di stare in giro e suonare il più possibile, sublimando le amarezze nella liturgia dei concerti. Per dirla tutta il momento migliore per la musica lo vivi sul palco quando esorcizzi le tue paure con parole che sembrano appartenere già al passato.

Grazie
Pubblicato il 02/11/2009 alle 10:43 da kaos
Tag: otto ohm
Inserisci un commento:
Nome/nickname (obbligatorio)
Email (facoltativa - non pubblicata)
Sito internet (facoltativo)
 
Informazioni sugli avatar personalizzati
CATEGORIE
ARCHIVIO
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.