Povera Annalisa Spinoso - E' solo una questione di etica? No
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Inutile che ve lo racconti: il caso (anche da me) trattato legato ad Annalisa Spinoso ha fatto clamore. Ed è per questo che ne vorrei parlare anche oggi provando a rispondere ai commenti interessanti di voi lettori che gentilmente avete arricchito questo dibattito.
Che non è una già battuta storia di killeraggio giornalistico, ma la nostra che raccontiamo è più semplicemente una forma di confronto su una donna (una ragazza praticamente mia coetanea) che si è prestata a dare nome (voce e forse testo, chissà) ad un pezzo che sta creando vivissimo clamore. Stiamo parlando del servizio dedicato a Mesiano, il "giudice stravagante" dal calzino turchese.
Riassumiamo: secondo tutti voi il lavoro di giornalista è un mestiere etico, che non deve assolutamente sottostare a direzioni editoriali che non si vogliono seguire (perché troppo partitiche, ad esempio). Indifferentemente dalle condizioni di chi lavora, certe mansioni dovrebbero essere aspramente rifiutate, a prescindere dalla labilità del proprio contratto. Non è così facile, signori.
Sarò poco sentimentale. Ma una ragazza di 29 anni con un contratto a termine, lo sono stato e lo sono anche io, non si può tanto permettere di dire dei no. Certi giornalisti oggi, sono come dei piccoli operai affannati che prendono nulla su un tot al chilo di articoli e devono rendersi il più possibile disponibili ad una massima disponibilità (non retribuita). Al massimo possono permettersi dei forse, giusto per guadagnare tempo e sentirsi emotivamente meno sfruttati (anche se lo si è già). E se dicono dei no, nessuno li tutelerà. E magari per arrivare a fare un servizio per Videonews poco dopo l'alba sono anni che ti fai un mazzo così.
Oggi ho scritto un nuovo articolo di aggiornamento su Annalisa Spinoso. Ecco il link.
Il fatto che ci possa essere da parte sua una qualsivoglia "colpa", seppur in concorso, è cosa assolutamente innegabile. Ma da qui a farla artefice e colpevole, ce ne passa. Forse voi non avete idea di quanto il mestiere giornalistico sia affollato e competitivo.
Lo so che risulterò ancora meno romantico, ma spesso bisogna tacere le cose che si sanno, smussare gli angoli e soprattutto sporcarsi le mani anche fuori dal contesto lavorativo. Non ci sono orari, non ci sono garanzie, non ci sono soldi. Se ci sono, sono pochi. Anche nei media di maggior consumo.
E soprattutto, con i contratti che si fanno oggi, non hai quasi nessuna tutela. E se lotti e vinci, ne guadagni solo in ansia e dispendio di energie che dovresti dedicare alla tua carriera e invece usi solo per fare giustizia verso chi è strutturalmente preposto e organizzato per essere ingiusto con l'improprio lavoratore. Non ho mille anni di esperienza alle spalle e ho già una visione catastrofica nonostante non conosca questo mondo così a fondo. Come potrà mai essere nella sua interezza? |
Pubblicato il 20/10/2009 alle 17:01 da kaos
Tag: annalisa spinoso
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Sono presenti 15 commenti:
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1. Il 21/10/2009 alle ore 09:45, onyric ha scritto:
E adesso, Annalisa, killer 'giornalist'? Non c'è traccia di commenti sulla vicenda, da parte sua. Proseguirà nella specializzazione, potenzialmente lucrosa? Tra qualche anno si racconterà come vittima dei 'comunisti' ?
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2. Il 21/10/2009 alle ore 10:18, Gigi ha scritto:
Faresti lo stesso ragionamento se si trattasse di un medico? Credo di no e credo anche che l'informazione sia delicata e importante al pari della sanità. Lo sciacallaggio di un magistrato è almeno pari alla soministrazione colpevole di un medicinale nocivo che il primario ti ha detto di prescrivere. Non lo fai e denunci alle autorità competenti quanto accaduto. La presunta giornalista o è gravemente irresponsabile o ha fatto esattamente quello che voleva fare. In entrambi i casi non è giustificabile e andrebbe come minimo radiata dall'ordine. Di certo ha perso per sempre credibilità e s'è fottuta la carriera.
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3. Il 21/10/2009 alle ore 11:40, Dario ha scritto:
Mamma mia, che triste elenco di luoghi comuni altrimenti dette minchiate. Come si può giustificare la gogna a cui un boia ha sottoposto un innocente con la scusa del precariato? Occorrerebbe, caro Kaos, tornare al 'sugo' dei ragionamenti se non si vuole cadere nel ridicolo. Annalisa ha sbagliato, questo lo diciamo tutti. Spero ne sia convinta anche lei, ma in fondo non mi frega. Quel che mi disgusta invece è il fatto che si dovrebbe capire o accettare un ragionamento contorto come il tuo, quasi più pericoloso della leggerezza consapevole (o meno) in cui è caduta Annalisa. Perché tu teorizzi. Teorizzi il mors tua vita mea. Te ne fotti di un innocente con i calzini azzurri. Pensi a quel criminale direttore che commissiona i pezzi per i poveri, piccoli, precari giornalisti che non possono, meschini, rifiutare. Che quei signori per cui Annalisa ha firmato quel pezzo siano criminali o meno, non so, non giudico, ho le mie opinioni al merito, ma non importa ora. Quel che importa è che ognuno di noi, senza piangere troppo sui propri 29 anni o sull'affollamento nel mestiere(e ce n'è in tutti i mestieri), un giorno ha dovuto fare i conti con scelte come queste: "cedo al ricatto o no?". Annalisa ha ceduto. Va bene: perdonata: se la perdona Mesiano. Tu teorizzi - invece - il cedimento al ricatto. In bello stile tra l'altro: credi di incantare i serpenti. Se il mondo del giornalismo è a pezzi, forse è anche perché tutti voi giovani pseudo giornalisti accettate, di fatto, un giornalismo del genere, anzi degenere: degenere nel modo di fare giornalismo; degenere nel modo di regolarne i rapporti contrattuali. Ma che diavolo volete se non siete capaci di fare giornalismo in altro modo? Di cosa volete parlare?! Siete vecchi dentro. Altro che 29, avete 69 anni. Svegliatevi. E trovate il modo di far sentire la vostra voce. Se no tornate a Palermo. Che c'è tanto da raccontare, a Palermo. Ma bisognerebbe essere dei giornalisti. Come fu Peppino Impastato.
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4. Il 21/10/2009 alle ore 14:10, Mariarosa ha scritto:
C'è chi ha dato la vita per difendere la libertà di stampa. Qui per giustificare la difesa di un posto di lavoro (sempre se di questo si tratta) si rovina la vita di qualcun altro. E' inammissibile e indifendibile. Non le hanno detto di nascondere la notizia del lifting del padrone. Le hanno detto di spiare un uomo e di mistificare la realtà screditando all'opinione pubblica un magistrato. Forse non ti rendi conto della gravità della cosa. Se il capo ti ordinasse di rimpire di botte qualcuno, lo faresti? Io no, quella ragazza invece ha fatto esattamente questo. Spero che si trovi presto un lavoro adatto a lei, il più lontano possibile dal mondo dell'informazione.
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5. Il 21/10/2009 alle ore 19:44, elfo00 ha scritto:
E' sicuramente colpevole lei nell'aver accettato il lavoro, ma quelli da condannare e colpire prima di tutto sono i mandanti. Lei può meritarsi una seconda possibilità? O anche per noi è più comodo trovar subito un caprio espiatorio su cui gettarci? Suvvia!....è probabile che la signorina si sia trovata davanti ad una scelta ed ha fatto quella sbagliata. Almeno secondo noi. Ma dobbiamo sempre pensare male a priori?
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6. Il 21/10/2009 alle ore 21:13, una mamma ha scritto:
DARIO CONDIVIDO
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7. Il 22/10/2009 alle ore 00:34, gianniwalker ha scritto:
1) ci sono tanti modi di fare il giornalista. è un lavoro qualsiasi, in italia più che altrove è un lavoro di operai che credono di essere dio. per dire: il gelataio è un lavoro molto più competitivo del giornalista però se cominci a riempire i gelati di grasso di balena sono più buoni ma ti ammazzano il colesterolo del cliente. Tu, Kaos, quindi ammazzeresti un po' di clienti per vendere più gelati. 2) non è obbligatorio fare il giornalista. se vedi che riesci a farlo solo in questo modo, perchè non cambi mestiere? mica te l'ha prescritto il medico. Oppure visto che in italia si fa solo così, perché non vai a farlo all'estero? 3) la risposta è semplice: all'estero i criteri selettivi sono diversi, e specialmente non c'è l'albo. quindi devi essere bravo. insomma è un cane che si morde la coda: il giornalismo italiano è mediocrità autoriproduttiva.
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8. Il 22/10/2009 alle ore 00:37, gianniwalker ha scritto:
caro Gigi, mi sa che ti sbagli. La signorina giornalista non si è per nulla "fottuta la carriera", anzi, tutt'altro, si è garantita la carriera.
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9. Il 22/10/2009 alle ore 02:38, Kaos ha scritto:
Ho come l'impressione che molti di voi abbiano NON compreso il centro argomentativo del mio post: NON sto giustificando Annalisa, finché avrò forza e volontà mi batterò perché cose simili non accadano. Ho solo provato (con insuccesso, è evidente) a farvi vedere la vicenda da un punto di vista diverso. Astraendomi dal fatto per spiegarvi come a volte funziona il giornalismo in Italia, dove porta chi ci lavora e in quali condizioni. Quel servizio è disdicevole, ma vi invito a non sottovalutare il fatto che se non era Annalisa Spinoso, sarebbe stato Giovanni Mezzopiano, e se non fosse stato lui sarebbe stata Carolina Paritosi. Esempi per spiegarvi che dovete vedere le responsabilità con un occhio fortemente più ampio. Condivido tutte le vostre opinioni, tranne le volgarità che riferite a me o ai miei contenuti. Vi prego, facciamo le persone adulte.
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10. Il 22/10/2009 alle ore 19:53, Paolo ha scritto:
Cercare un punto di vista diverso come esercizio teorico? Per mostrare le proprie capacita oratorie? Qual'è il senso? Ammesso e non concesso che sia stata forzata la mano dall'alto, siamo di fronte ad un fatto: un datore di lavoro che "ricatta" un dipendente precario per farlo agire fuori dalle regole deontologiche. La presunzione che riguardi il solo mondo del giornalismo è stucchevole. Perchè è grave nel caso specifico? Perchè, come qualcuno ha già fatto notare, tale comportamento ha un effetto diretto su terzi, come per i medici, gli ingegneri...la differenza è che, per questi ultimi, il perseguire l'utile personale a discapito delle regole deontologiche ha come effetto diretto la vita o la morte delle persone (e pur succede!) mentre per i giornalisti non si può parlare di un effetto diretto. Brachino, come un ingegnere che firma un progetto, è necessariamente responsabile in prima persona, ma questo non limita le responsabilità di tutti gli interessati. A L'Aquila gli indagati per il crollo della casa dello studente sono 12+2, non solo i firmatari dei progetti, ma non credo interessino a nessuno le motivazioni che hanno portato il gruppo ad infrangere le regole.(continua)
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11. Il 22/10/2009 alle ore 19:54, Paolo ha scritto:
(Segue) Senza scomodare concetti filosofici (il sofistico(/ato) relativismo etico), qual'è il senso di intavolare una discussione su un fatto obiettivo se non voler giustificare (riprendere in considerazione, rivalutare, riconsiderare...) un modo di agire palesemente errato. Le motivazioni specifiche per "riconsiderare" (preferisco giustificare) il fatto sono irrilevanti, tutta la vita è una serie di scelte tra se stessi e gli altri, tra giusto e sbagliato. E le regole, seppur deontologiche, esistono per rimarcare il fatto che in una società, in un gruppo, nel rapporto con gli altri, non c'è spazio per il relativismo. A costo di sembrare retorico, credo che chi ha nel cuore la professione del giornalista dovrebbe avere in mente dei miti come il già citato Peppino Impastato (in un intervento, quello di Dario, da brividi), Giancarlo Siani, o gli ancora viventi Rosaria Capacchione e Roberto Saviano (la cui fortuna editoriale è ben poca cosa rispetto alla vita che è COSTRETTO a vivere). Oppure, per non scomodare degli eroi, si può citare la Gabanelli... A confronto, se la precarietà minacciata da un cretino qualunque può portare a livelli così bassi come quelli del servizio della Spinoso, allora per favore non ci si chiami giornalista. Si è per lo più addetti alla comunicazione, al marketing, lo si chiami come si vuole ma non giornalismo. Detto questo, la posizione della Spinoso, dedita alla ricerca dell'utile personale nell'esercizio di una non ben precisata professione, non è degna di pietà ne tantomeno di rispetto. Figurarsi il tempo di un esercizio linguistico.
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12. Il 22/10/2009 alle ore 20:55, Luca ha scritto:
Caro K hai scritto quello che intendevo dire commentando il tuo post precedente. La situazione è Spinosa è non è un facile gioco di parole. Quotone totale, la visione catastrofica c'è già te lo dico io che ci sto passando. La speranza è che un giorno, quando forse avremo delle responsabilità, cose come quelle viste a Mattino5 non potranno essere permesse. Ma per arrivare a quei posti dovremo mangiare molta merda. Essere duri e puri è bello ma vi assicuro che non dà futuro. Arriverà (spero) il momento per esserlo.
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13. Il 18/12/2009 alle ore 23:16, Per caso ha scritto:
Il tuo ragionamento potrebbe essere tutto sbagliato.
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14. Il 15/03/2010 alle ore 19:20, Due mesi buoni fuori dai cogl ha scritto:
(ANSA) - PALERMO, 15 MAR - L'Ordine dei giornalisti di Sicilia ha deciso di sospendere per due mesi Annalisa Spinoso, autrice del servizio sul giudice Mesiano. Per il filmato, messo in onda da Mattino 5 il 15 ottobre 2009, e' stato sospeso anche il direttore responsabile di Videonews Claudio Brachino. Nel caso della spinoso l'Ordine siciliano ha riscontrato nel servizio la violazione dell'art.2 della legge professionale, di una norma del codice deontologico e della legge sulla privacy. http://blog.libero.it/...mghom-%3FN
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