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I giovani d'oggi. I loro desideri, le loro aspettative
Pubblicato in: Personal pages

Di che pasta sono i giovani di oggi? Qualche giorno fa se ne parlava in tv a Pomeriggio 5 con il solito intento di demonizzarli. Ecco: io credo che i giovani siano molto più differenziati e eterogenei di una volta. Hanno una marea di strade possibili da scegliere, quindi: o non hanno riferimenti e rimangono dispersi (e capita spesso), oppure riusciranno ad essere unici, perché hanno tutti i mezzi per poterlo essere.

Ci ritroviamo contemporaneamente la ragazza che a 15 anni nei treni urla per farsi sentire vestita come una velina durante una telepromozione, con otto piercing senza storia e con la più chiara intenzione possibile di sembrare una troia, e un quindicenne come quello che ho sentito parlare alla manifestazione di Torino per la libertà di informazione, che sa di cosa sta parlando molto più di me e di te.

Odio chi generalizza su questi temi e soprattutto odio chi pensa (come forse voi stessi in questo momento) che quella ragazza di 15 anni tutta scatola, non abbia poi un mondo dentro interessante. Mi è capitato, nella mia lunga esperienza di lavoro con giovani e adolescenti, di incontrare quintalate di ragazzi apparentemente plastici con aspetti davvero sorprendenti. E poi sono loro i più affascinanti, è indubbio.

Dietro la leggerezza non è sempre detto che ci sia sempre la banalità. Parlare con i ragazzi e conoscerli ancor prima di giudicarli potrebbe essere un buon inizio, lo dico ai genitori e agli educatori. E' solo questo il modo per conoscere le loro aspettative e i loro desideri. Parlare con loro. E se non ne hanno, come spesso accade, aiutarli a trovarne insieme a loro. Specie oggi in un momento così difficile per il nostro Paese, dove nemmeno gli adulti sanno bene dove sbattere la testa.

Foto | Lauren Cook
Pubblicato il 09/10/2009 alle 11:15 da kaos
Tag: giovani, mondo giovanile
Sono presenti 3 commenti:
1. Il 09/10/2009 alle ore 19:06, Claudio ha scritto:
Eppure, ho lavorato anche io - e ci lavoro tuttora - con ragazzi più giovani, spesso con ragazzi popolari, non nel senso di famosi :), o con problemi di vario tipo alle spalle e di fronte a sè. E quello che scopri, conoscendoli, è che alla fine siamo tutti nella stessa barca: alcuni con una personalità più forte, altri meno, alla fine siamo tutti alla ricerca della felicità. Con i ragazzi che seguivo io di persona avevo imparato questa lezione, imparando a rispettarli e ad amarli, proprio perchè più difficili, perchè con meno strumenti...non so perchè me ne stessi dimenticando! Grazie per questo tuo post. Sono certo che rileggerlo mi servirà anche in futuro.
2. Il 09/10/2009 alle ore 19:11, Claudio ha scritto:
Uhm...mi sa che il copia/incolla che ho fatto mi ha smin**iato tutto :P
La prima parte diceva solo che questo diventerà uno dei miei post preferiti. Perchè mi ricorda uno dei motivi per cui ho iniziato a leggere kblog, cioè capire meglio la tua esperienza a riguardo, quando kblog non era solo il blog di kaos, insomma.
E poi, perchè sono d'accordo con te. Anche se non me ne accorgo mai.
Mi spiego...sono il primo a schernire, a giudicare, a non tollerare quei ragazzi e ragazze che non dimostrano alcuna capacità intellettiva propria, che vanno in giro in branchi nei quali si identificano, ma senza sviluppare un'identità; con le capacità lessicali limitate alla ripetizione di "cioè" e "min**ia" in ogni periodo; al disinteresse generalizzato verso qualsiasi responsabilità o impegno personale...
(ora puoi capire il seguito...)
3. Il 13/10/2009 alle ore 09:59, Kaos ha scritto:
Grazie per il tuo favore per il post e per i tuoi commenti puntuali ;)
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