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Videocracy: cagata contenutistica, stupendo esteticamente
Pubblicato in: K!Cinema

Sarò breve: dal punto di vista contenutistico è una cazzata perché dice cose che sappiamo già da anni tutti tutti ma proprio tutti quelli che un minimo amano l'altra informazione che non sia Studio Aperto. Bene.

Detto questo è una lente di ingrandimento di una situazione un po' invecchiata tra Corona, Lele Mora e Silvio Berlusconi. Roba che quando ho visto le statistiche che mostrano la bassa posizione del nostro Paese a livello di libertà di informazione ho sbadigliato.

Ottimo invece è l'aspetto grafico e d'immagine. Vedere Lele Mora che mostra sorridendo inni fascisti che ha comodi comodi sul cellulare non ha prezzo. Così come vedere l'uccello di Fabrizio Corona (brrr...). Come dire: documentario evitabile, valido solo come lente d'ingrandimento cinematografica che esalta i particolari e rende tutto quello che pare fascinoso visto dalla tv, rendendo il manipolato grottesco, a tratti horror. Tra l'altro, sala riempita a metà nel giorno stesso dell'uscita dell'attesissimo film. Big Delusion.

Dico, attualizzare un minimo i contenuti? Renderli più densi? Insomma, è un documentario dell'acqua calda. Colpirà solo chi non si è informato durante la scorsa estate (quella del 2008).
Pubblicato il 05/09/2009 alle 01:27 da kaos
Tag: videocracy
Sono presenti 2 commenti:
1. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, johnbuscema ha scritto:
siamo un paese che tende a dimenticare, sempre più spesso. ed un fermo immagine, un' analisi più approfondita su una determinata situazione non può che fare bene. la tesi argomentata nel film non è inattuale in quanto descrive una condizione che si è venuta a creare negli ultimi trent'anni ed è tutt'ora presente nel nostro paese, immutata nel tempo e gli scandali recenti ai quali forse ti riferisci non andrebbero ad aggiungere nulla allo scenario tratteggiato nell'opera, in quanto sovrabbondanti per la descrizione sei fatti.
non bisogna poi dare per scontata la capacità -voglia- dell'individuo di informarsi e nell'era della visibilità a tutti i costi non bisogna neanche sottovalutare la potenza informativa di un opera audiovisiva rispetto agli altri supporti quali internet o i cartacei, quindi ben vengano produzioni di tal genere: a volte bisogna insistere sull'ovvio.
un saluto.
2. Il 09/09/0001 alle ore 00:00, Kaos ha scritto:
D'accordissimo con te. Ho poi scoperto (mea culpa) che si tratta di un documentario pensato per gli svedesi. Quindi direi che parte delle mie critiche sono assolutamente superflue.
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