Oggi ho visto girando per la città un negozio della catena Yogurt (di cui ne ho gustato uno proprio ieri sera, gnam) che sta vendendo l'attività commerciale. Ho visto un sacco di storici negozi del centro completamente vuoti e in cerca di qualcuno che acquisti il locale.
Ho visto negozi in ferie per un periodo di tempo notevole, sintomo del minor ricavo dalla chiusura che da un'apertura nonostante il luogo dove vivo non è mai svuotato, specie in questi anni di crisi economica che ci fa spendere un po' di meno, in modo più direzionato e a raggio corto.
Così pensavo al mio futuro e al futuro di noi lavoratori "atipici" che fino a 29 anni ancora puoi stare dentro un contratto e poi sei fottuto per la vita. Al fatto che gli studi attuali servono a poco e nulla e il sistema che si crea induce a rimanere mal sistemati in lavori privi di specializzazione e sottopagati, giusto per poter sopravvivere.
C'è spazio per alcuni, non c'è spazio per tutti. Chi non ha le spalle coperte può solo arrancare. Dedicare una vita al lavoro e per il lavoro, nella sua ricerca, nella tensione che finisca il meno tardi possibile, con l'ambizione di sembrare uno stipendiato pagato con onestà.
Siamo destinati a diventare come un negozio di una cittadina di provincia, costantemente a portare avanti la baracca con sempre affisso un bel cartello di vendita sulla porta. Che palle.
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