Domani sarà certamente una giornata speciale. Come in fondo lo è stata questa settimana in cui sono stato a Milano. Ho avuto un occasione importante per conoscere, confrontarmi, far crescere un punto interrogativo grosso come una casa sul mio futuro.
Speciale è stato anche vivere due giorni fa un momento fondamentale con una persona importante con mille pensieri per la testa. Per non parlare delle parole di questa signora che mi ha fatto capire che il mio percorso diversificato è l'elemento distintivo della mia vita, che mi rende meno dritto, quindi più sfumato, quindi vivo, degli altri.
"Un bicchiere caduto non va buttato, perché ci ricorda che le cose possono rompersi", dice.
Ne ho rotti tanti, me ne hanno spaccati in testa. E li conservo quasi tutti.
Mentre tornavo a casa ho visto un padre che giocava con sua figlia. Lui era sporco, era sicuramente reduce da 8 10 ore di lavoro. Nero di rabbia e di cenere. La bambina non sembrava accorgersene. Consunto, lui, aveva negli occhi la percezione totale della gioia della bambina derivata dalla sola presenza del padre. Non solo, lì mi sono proprio emozionato: collaborava a raccogliere i fili d'erba seguendo le istruzioni strampalate della creatura. Il resto non è mai esistito.
Sono nato per vivere l'amore, come tutti. Per esserne ferito più degli altri.
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