Giorgia, Bianca Guaccero, Marco Carta e buona Pasqua!
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Se mi fate il favore di eliminare il volto di quel figuro a centro composizione, nella foto qui a lato c'è "quella lì che ha presentato Sanremo". Tutti la chiamavano così perchè la gente è talmente rincoglionita che si fa le foto con i personaggi famosi per gli altri e non per se stessi. E' ovviamente Bianca Guaccero, che in jeans e felpina (bella come un raggio di sole, cacchiolina) è venuta al concerto di Giorgia al quale ho partecipato pochi giorni fa.
Inutile che vi dica cosa non è stata per due ore quel donnino di una cantante: sbatteva i piedi, faceva la scema, raccoglieva i regali dei fan e poi quasi si vergognava di essere così applaudita. Marco Carta, segnatela questa.
Approfitto di questo mio intervento per augurare a tutti una felice Pasqua, specie se non ci credete. La vita, oggi più di ieri, ha dei tratti di monotonia devastanti. Sapere che esistono dei margini legalizzati di serenità, accogliamoli e facciamone tesoro.
Volevo dire anche questo: ho saputo della morte della madre di Daria Bignardi la prima volta che ho letto il suo blog. L'ho vista per caso l'altra sera in diretta chiedendomi seriamente come facesse. Lei non mi pare proprio la donna costruita sulla regola "the show must go on". Che grande forza e che grande professionalità.
Ricordo quando la incontrai molto tempo fa. Da vecchia carampana della Bignardi, al Salone del libro di Torino, la avvicinai per un autografo. Fu molto gentile con me e mi disse "Adesso ti do anche un bel bacio". Ero pietrificato dalla sua gentilezza e spontaneità.
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Pubblicato il 23/03/2008 alle 03:11 da kaos
Tag: bianca guaccero, daria bignardi, giorgia, marco carta
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1. Il 25/10/2010 alle ore 17:07, Nano ha scritto:
Sulla mia agenda di lavoro oggi é Santa Daria. Volevo farle un affettuoso augurio di buon onomastico. Posso fare una domanda? Nell'intervista dell'altra sera con Claudia Pandolfi, Daria era molto emozionata, un po' per aria ed anche con qualche imbarazzo. Perché? Se non fosse che... si potrebbe pensare che... Un caro saluto Adriano Verlato
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