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Sindrome da paura
L'importante è innescare la paura. Di cosa? Non è un problema, qualche ragione si trova. Far nascere la paura nel prossimo evidentemente serve a qualcuno. Nel passato c'erano le streghe, e le bruciavano. Oggi per fortuna qualcosa è cambiato, ma la tecnica è la stessa. Negli ultimi cinquanta/sessant'anni questa "politica" ha riguardato le cose più diverse, ma la sua tecnica è rimasta invariata: i capelli lunghi, i film violenti, la musica rock, le pseudomalattie, i giovani, le tecnologie, il calcio e lo straniero.
L'importante è innescare la paura.
I messaggi che passano tramite i media sono semplici ma efficaci. Semplici perchè sono sillogismi ingannevoli, efficaci perchè ci disarmano della ragione. Prendiamo in esempio l'ultimo caso, quello del giovane romano ucciso in un autogrill dell'aretino. Freddato dalla pistola di un poliziotto mentre andava, si dice, allo stadio, è diventato il simbolo del calcio violento. Ucciso perchè tifoso. Quindi, se ne deduce che il problema è il calcio. Ovviamente è un falso sillogismo.
A chi serve tutto questo? Qualche anno fa avrei detto che è una tattica tipicamente di destra. Instaurare la paura è di destra: la paura ti assicura il controllo delle masse. Oggi è difficile. Lo fanno tutte le parti politiche. Quindi diamo la colpa ai media? Ma a quale scopo? Non è facile dare risposte.
Quello che posso dire con certezza è che dobbiamo interpretare le notizie da soli: è rischioso, ma è una soluzione. Capire che se un ragazzo blogger si trasforma in un killer, non è che UN ragazzo blogger. Che se un extracomunitario stupra una donna, è lui il colpevole, non la categoria. Adesso sì che posso dare la colpa a qualcosa, qualcosa di non tangibile ma molto concreto: l'ignoranza. Essa è la sola cosa che accomuna chi infonde la paura e chi la subisce, chi commette il crimine (in genere) e chi ne trae delle conclusioni. E chi riporta la notizia è il colpevole per eccellenza: pur non essendo vittima dell'ignoranza, si suppone, induce ad essa in modo consenziente. E' lui il vero criminale.
Pubblicato il 12/11/2007 alle 15:08 da mont
Tag: ignoranza, media, paura, strategia
Sono presenti 3 commenti:
1. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, Ariss ha scritto:
Sono daccordo su tutto direi.

L'ignoranza è la madre di tutti i mali, eppure c'è da dire che, almeno per quanto riguarda l'informazione, l'uomo medio ha ben poche fonti alle quali attingere e capire.

Se ci sono individui a cui piace rimanere nella loro allegra inconsapevolezza, a quelli a cui interessa davvero conoscere la realtà dei fatti e delle cose viene precluso questo diritto perchè semplicemente non ha modo di informarsi seriamente nella realta dell'editoria italiana.
Pensa al famoso diktat bulgaro del 2001 imposto a Santoro, Luttazzi, Biagi (giovedì scorso su Annozero hanno dedicato una puntata a Biagi ed alla sua epurazione dallaTV).
Pensa a Raiot della Guzzanti.

Ci sarebbero i settimanali/mensili indipendenti, però per sopravvivere devono avere un prezzo elevato ed una tiratura limitata perchè non sono finanziati dai partiti o dalle multinazionali o dai pubblicitari per questo non li vedi in edicola, ma li scovi su alcuni siti internet e li tieni in vita con il tuo contributo di socio ordinario o socio sostenitore.

Insomma la nostra è un'ignoranza doppia: voluta ed indotta.
Se per la prima qualcosa si può fare, per la seconda?!

2. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, Mont ha scritto:
Grazie per aver espresso la tua opinione. Ritorno a quello che diceva Kaos, qualche post fa: secondo te è un caso che i media "ordinari" attacchino internet ogni volta che è loro possibile e lo ricordino positivamente solo quando serve loro per mostrare le cazzate su youtube?

Sono furbi, secondo me.

Ciao.

3. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, Ariss ha scritto:
Quando parliamo d'informazione niente è un caso.
La rete è libera, non ha filtri politici o finanziari quindi è pericolosa per chi non vuole che si sappia la verità sui fatti.

L'informazione ordinaria (per lo più finanziata dai partiti) ha il compito denigrare questo strumento e lo riduce ad un pericoloso mezzo di distruzione giovanile.
Il 9 novembre è apparso su Larepubblica.it un articolo di Gabriele Romagnoli intitolato:" Youtube generation" ed ho trovato sconcertante il modo superficiale e confuso con cui ha trattato l'argomento. Leggilo!

Ciao

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