
Si, dopo anni di iscrizione all'Università, finalmente ho capito come vengono impiegati i (non pochi) soldi che mi fanno sborsare ogni anno in tasse d'iscrizione.
Risale a qualche giorno fa la conferma di
una notizia che girava da tempo, ma finora interpretata come un
rumor senza fondamento: l'
Università degli Studi di Torino ha acquistato ben 3 isole su
Second Life (dove, se ben mi son informato, ogni isola costa la bellezza di 900$).
Un bel progetto, certo, con tanto di due aule magne, bar e un enorme edificio in costruzione, pare una copia di
Palazzo Nuovo (come se non bastasse avere un obbrobrio simile nella realtà). Un bel progetto. Peccato che con 2700$ si sarebbero potute risistemare le aule, che fanno pena, i bagni, inguardabili, le aule informatiche, dove funzionano la metà delle apparecchiature. Con quei soldi si sarebbe potuto pensare a superare le barriere

architettoniche ancora presenti in alcune sedi distaccate, o ad assumere qualche studente come collaboratore per i vari sportelli in più, evitando così uffici informativi dagli orari improbabili. O semplicemente avrebbero potuto essere investiti in progetti di ricerca, o accumulati in vista di un futuro abbassamento delle tasse.
Immaginandomi già i prossimi passi di tale condotta (un magnifico rettore che s'appende alle liane in perfetto stile Lara Croft), vado a stendere il mio asciugamano virtuale sulla virtuale sabbia di una virtuale spiaggia di una virtuale isoletta tropicale. Sperando di non incontrare i miei professori (virtuali o meno che siano) in vena di interrogazioni.