Alzi la mano chi non ha riconosciuto il personaggio nell'illustrazione di apertura. Bene, come immaginavo siete pochissimi. Impossibile non riassociare quel burbero panda al sig. Saotome, padre di Ranma. La trama è nota ormai anche ai sassi: durante un allenamento in Cina, i due cadono in una fonte maledetta, condannandosi a mutare forma a contatto con l'acqua fredda, fino a che non si bagnino nuovamente con acqua calda. L'uno si trasformerà in panda, l'altro .... in ragazza. Tornati in Giappone, si scontreranno con numerose alte vittime della maledizione delle fonti, tra gag esilaranti e equivoci spassosissimi. Ma anche qui... le forbici dei censori hanno colpito.
Ranma 1/2 è la serie senza dubbio maggiormente colpita dalla censura tr quelle nate dalla matita di Rumiko Takahashi, oltre che una delle serie più tagliate in assoluto tra quelle trasmesse in Italia. Viste le caratteristiche del/la protagonista (decisamente molto procace) e il suo rapporto con l'acqua, il grosso dei tagli è avvenuto su scene di nudo, o che prevedono le ragazze protagoniste alle prese con i bagni alla giapponese o le terme. Ma

anche i dialoghi sono stati ampiamente stravolti, senza parlare di interi episodi mai trasmessi senza alcuna ragione apparente. I responsabili di TMC (all'epoca licenziataria per la messa in onda, prima che i diritti passassero alla nuova società nata dalle evoluzioni del gruppo e dalla trasformazione in La7), si sono sempre rifiutati di dare qualsivoglia chiarimento in merito. Inoltre alcuni episodi sono stati trasferiti senza logica alcuna dalla prima alla seconda serie.
Tra le scelte più discutibili, quella di non mostrare mai le vicende in seguito alle quali i protagonisti sono rimasti vittime della maledizione. Nella versione originale sono numerosissimi i flashback che si riferiscono a tale episodio, tutti censurati da noi. Come censurate sono le scene in cui Ranma mostra le sue forme femminili, nonchè le "palpatine" di cui è vittima dal perfido Happosai o dagli altri numerosi (e sgraditi) corteggiatori. Soprattuttto dai primi episodi sono scomparsi tutti gli attacchi a Ranma avanzati da Kuno e Nabiki.

Senza logica le censure sulle scene dove a dedicarsi al bagno è Ranma nella sua versione maschile, senza che si veda nulla di più delle spalle. Ma non è solo lo spazio del bagno ad essere tabù per i censori italiani. Anche la scuola, quando le ragazze sono negli spogliatoi o in piscina, diventa un luogo da tenere lontano dagli italici schermi. E questo nonostante i castissimi costumi olimpionici delle ragazze.
Se i tagli in sè non bastassero, soffermiamoci sul come vengono perpetuati: i classici fermo immagine che riempiono il buco creato spesso lasciano il posto, per permettere il dialogo tra i personaggi, a spezzoni presi pari pari da altri episodi (e anche qua nessi logici non ce ne sono). Ecco quindi nel quinto episodio che Genma, versione panda, viene preso di peso dal tredicesimo episodio e incastrato a forza intento a bere il suo tè per impedire la visione del seno nudo di Ranma. Scena peraltro ripetuta poco dopo quando la ragazza/o per dimostrare il suo essere femminile, apre la casacca di fronte alla classe lasciando storditi ma felici i suoi compagni di classe. Nel nono episodio per seguire le parole di Ranma, intenta a cambiarsi mentre parla con P-Chan, le immagini vengono brutalmente (nel senso che l'effetto finale è decisamente orrido) rallentate. Grazie a tale espediente le nudità sono solo lievemente percepite, visto che ci si sofferma sui suoi piedi o sul muso del porcellino. Non si tratta di voler vedere o meno le nudità delle protagoniste, semplicemente il problema è nel modo in cui viene realizzato l'intervento: il ralenty è sgradevole a vedersi, oltre a fare intuire che qualcosa non funziona.

Un capolavoro del ridicolo si ha nel sedicesimo episodio, dove viene eliminata una intera scena in cui Ranma e Ryoga si scambiano gli abiti. La cosa stupefacente è che nella parte omessa non c'è nulla di sconveniente, dato che la ragazza di copre le nudità con le braccia. L'episodio 33 ha la sua vittima nel personaggio di Happosai, il nanerottolo malefico maestro di Genma e Soun, vittima di almeno una trentina di secondi di tagli per ogni episodio, tutti intenti ad ammorbidire la sua sviluppata libido. Ma se un personaggio è dipinto e caratterizzato come un maniaco a fini umoristici, che senso ha accanirsi a censurare ogni sua apparizione? Forse sarebbe stato il caso di correre il "rischio" di lasciarlo libero di alzare qualche gonna. Nell'episodio 34 addirittura sono stati eliminati quasi due minuti interi: Ryoga viene trasformato da Ranma in P-Chan e lanciato nello spogliatoio delle ragazze, che iniziano a passarselo di mano in mano come una dolce mascotte. Akane, seminuda, lo accoglie tra le braccia e il porcellino, visibilmente eccitato, inizia a perdere sangue dal naso. Una volta tornato umano, continuerà ad avere emorragie al solo pensiero dell'avventura vissuta. Quello del sangue dal naso è da sempre un pallino dei censori (soprattutto quelli americani). La gag sta tutta nella credenza popolare che l'eccitazione sessuale causi ai giapponesi perdite di sangue dal naso. Come al solito, la domanda è se non sarebbe più logico fornire agli spettatori una notizia in più (la spiegazione di un luogo comune), piuttosto che una sequenza in meno.