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16 Giugno '07, Gaypride nazionale a Roma: molto più di una parata
Pubblicato in: Gay and the city, Notizie ed opinioni
Da tempo ho elaborato una personalissima cartina di tornasole: quando sento qualcuno, gay o etero non ha importanza, che mi dice "Ma non capisco, che senso ha il Gay Pride? È solo una carnevalata", le o gli chiedo con tranquillità "Quand'è stata l'ultima volta che hai partecipato o hai visto dal vivo un Pride?" nel 99.99999% dei casi la risposta è "Mai". E non c'è da stupirsi.
In questa società della (finta) informazione disponibile (apparentemente) a tutti ci sono alcuni cliché che si ripetono sempre uguali, indipendentemente dalla realtà dei fatti che pretenderebbero di rappresentare. Di questi cliché ce ne sono a valanga e uno dei peggiori e più distorcenti della realtà è proprio quello che riguarda il gay pride. I TG e i giornali presentano esclusivamente immagini di uomini praticamente nudi o quasi o di travestite all'ennesima potenza, veicolando così l'idea (funzionale a "qualcuno") che *tutti* i partecipanti alla manifestazione siano conciati in quel modo e che si tratti di una specie di carnevale di rio versione triangolo rosa. Ma chi ha partecipato *per davvero* anche una sola volta in vita sua a un gay pride sa benissimo che le cose non stanno affatto in questo modo.
Certo, qualcuno vestito in modo chiassoso ed estremo c'è - in fin dei conti il Pride ha anche un risvolto festoso - ma questo genere di estremi c'è in qualsiasi manifestazione: giusto per capire, mai visto i cortei dei no-global o quelli di protesta contro questa o quella iniziativa o infrastruttura o struttura malfunzionante? Nessuno pensa di definire quelle manifestazioni una "carnevalata" solo per questi estremi isolati: non si capisce quindi perché il gay pride debba essere giudicato diversamente da questo punto di vista.
Il fatto pure e semplice è che questi estremi chiassosi sono davvero una minoranza esigua se non trascurabile nella folla di persone che manifestano. A Milano, nel 2001, per il Pride nazionale c'erano per strada circa 50.000 persone (stima della Questura): sapete quante erano vestiti in modo estremo - e si trattava solo di travestiti (in Italia la gente ai Pride non si è mai presentata col culo di fuori come vogliono far credere)? CINQUE PERSONE: 5 su 50.000. Le altre 49.995 erano ragazzi e ragazze vestiti normalmente. Anzi, in mezzo alla marea di gente c'era anche un gruppo di ragazzi che sfidando i 34 gradi di temperatura di quella giornata erano tutti vestiti in completo scuro giacca e cravatta e avevano appuntate sulla giacca delle grandi spille che recitavano "Io sono il tuo medico", "Io sono il tuo commercialista", "Io sono il tuo bancario" ecc. Bene, son passati al loro fianco una decina tra fotografi e operatori tv: non solo non li hanno degnati di uno sguardo ma uno di loro ha pure esclamato ad alta voce "Andiamo in un'altra parte del corteo, qua non c'è NIENTE da fotografare". Dove niente stava evidentemente per "niente travestite". Capito il meccanismo di disinformazione che ci sta dietro? (Con buona pace di quelli che dicono che "al pride si dovrebbe andare tutti in giacca e cravatta": alla TV o sui giornali calerebbe il silenzio immagine sulla manifestazione).

Poi ci son quelli che dicono: "Non capisco perché devo manifestare orgoglio per il fatto di essere gay: in fin dei conti i magri, i biondi, quelli con gli occhi verdi mica manifestano un orgoglio di essere come sono". Al tempo: i magri, i biondi, quelli con gli occhi verdi però non sono esclusi da una serie di cosucce, come per esempio il matrimonio o il semplice riconoscimento di un'unione civile, per il solo fatto di essere magri o biondi o con gli occhi verdi. Non c'è una gerarchia sedicente cattolica che quotidianamente tuona da tutti i media contro i magri o i biondi o quelli con gli occhi verdi definendoli "minaccia per la famiglia", "intrinsecamente disordinati", "incapaci di vero amore" per il solo fatto di essere magri o biondi o con gli occhi verdi. Non esiste una pressione sociale per cui si pensa che i magri o i biondi o quelli con gli occhi verdi siano automaticamente dei "malati" o peggio dei "pedofili", che andrebbero messi tutti al muro (sì nel 2007 in Italia c'è gente che lo pensa e lo dice ancora senza alcuna disapprovazione sociale), che "meglio un figlio morto che magro o biondo o con gli occhi verdi". Non esiste una mentalità diffusa per cui si dice che i magri o i biondi o quelli con gli occhi verdi possono essere sì liberi di essere tale "ma non si deve sapere nè vedere in pubblico" o peggio "dovrebbero vergognarsi di essere quel che sono".
Il senso del Pride in fin dei conti è tutto qua: dire a quelle persone che vorrebbero che fossimo "invisibili", che vorrebbero negare la nostra capacità di provare dei sentimenti (che equivale a negare la nostra umanità, sia detto ben chiaro), che vorrebbero che chinassimo il capo e vivessimo nella vergogna per il solo fatto che LORO non sono in grado di capirci che se lo possono scordare. Siamo orgogliosi ma non di essere solo gay o lesbiche o transgender: siamo orgogliosi di essere PERSONE CONSAPEVOLI DELLA PROPRIA DIGNITÀ e che non hanno alcun motivo di chinare il capo di fronte a loro né tantomeno di vergognarci di essere quel che siamo (e che per inciso non abbiamo scelto di essere). Semmai che si vergognino loro della loro piccolezza di esseri umani.
Quindi, prima di sparare giudizi a scatola chiusa o per partito preso: venite a vedere come stanno DAVVERO le cose e poi se il caso potrete dire se si tratta di carnevalata o no. Ma per favore, non giudicate per partito preso, sulla base solo di quel che dice la tv: non offendete la vostra intelligenza. Venite anche voi a Roma, ci si vede in Piazzale Ostiense sabato 16 giugno alle ore 15.

Gattopesce e il suo compagno Giu naturalmente ci saranno. Buon Pride a tutt*!

Pubblicato il 15/06/2007 alle 18:45 da gattopesce
Tag: gattopesce, gaypride, torino
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