C'è una melodia che mi riporta indietro nel tempo. E' una vecchia canzone di Domenico Modugno che mi ha insegnato mio padre. La cantava la sera, i sabato sera di ritorno dal centro, quando mano nella mano tornavamo a casa. "E' giunta mezzanotte si spengono i rumori si spegne anche l'insegna di quell'ultimo caffè le strade son deserte, deserte e silenziose un'ultima carrozza cigolando se ne va il fiume scorre lento frusciando sotto i ponti la luna splende in cielo dorme tutta la città"
Ogni volta che ripenso a quelle notti, a quella canzone triste e malinconica, rivedo la mia famiglia. Ci sono note che accompagnano ogni momento della mia vita. Il diploma, un compleanno particolare, Venezia, i viaggi in macchina per andare a Giulianova, le mattine d'inverno a battere i denti dal freddo mentre l'autobus mi portava al liceo, e ora all'università... Tanta musica che racconta me, alcune lacrime, alcuni sorrisi. Racconta il passato soprattutto e un po' di presente. Sono attimi che non verranno mai dimenticati grazie anche alle "colonne sonore" che talvolta ho scelto e che molto spesso sono capitate; però resta quella in particolare... VECCHIO FRAC... Questa rimane, nonostante passino gli anni e la memoria si concentri su altri eventi, indelebile e immutata.
"E' giunta ormai l'aurora si spengono i fanali si sveglia poco a poco tutta quanta la città la luna si è incantata, sorpresa e impallidita pian piano scolorandosi nel cielo sparirà. Sbadiglia una finestra su fiume silenzioso e nella luce bianca gallegiando se ne van un cilindro, un fiore, un frac"
Non parla della mia storia, no. Non racconta di qualcuno conosciuto o amato, no. E' un ricordo, ricordo di quando le cose andavano meglio. E' una melodia importante per me. Perchè a cantarla era qualcuno di importante per me. Mio padre. Le parole, ancora oggi, diventano realtà quando le canto. Vedo il vecchio frac, lo vedo camminare solo per le vie della mia città... in mezzo a una folla che ti ignora, che non conosce nulla della tua storia e che ti passa accanto sfiorandoti per un attimo e poi... Poi perdendoti per sempre. "Galleggiando dolcemente e lasciandosi cullare se ne scende lentamente sotto i ponti verso il mare, verso il mare se ne va"
Non è più il vecchio frac a vagare per le strade. A guardare il mare ora c'è mio padre, c'è mio padre nella mia mente, non può che essere lui. La persona che mi ha insegnato ad amare le onde, a cercare i granchi sotto la sabbia e a giocare con le biglie. Vedo papà camminare in quel suo modo elegante, le mani in tasca, mentre fischia una vecchia canzone di cui pochi ricordano le parole. "Solo va un vecchio frac"
Cristina http://nefele8065.giovani.it
Tutti i racconti vincitori del concorso letterario di Bottega delle storie, dedicato questa volta al tema del suono. |