
Mattinata fresca e poco frequentata, che ha reso il clima interno al padiglione 4 decisamente più vivibile, anche se purtroppo molti degli espositori avevano già chiuso la loro esperienza alla tredicesima edizione del TorinoComics. Giornata di chiusura strana, di lunedì, che ha presentato ancora alcuni momenti per gli editori per proporre le proprie novità (che vedremo nei prossimi interventi). E occasione per i fan di incontrare un personaggio decisamente entrato nell'immaginario dei ragazzi cresciuti tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90.
L'incontro si è aperto con una canzone di
Ermanno Guerini dedicata alla nuova serie di 13 OAV di
Saint Seiya (o
I Cavalieri dello Zodiaco) acquistata da Mediaset e in fase di lavorazione, in cui sono inseriti degli estratti audio doppiati da
Ivo De Palma, storicamente voce del protagonista Seiya/Pegasus nonchè direttore del doppiaggio per questa nuova stagione. A intervistare De Palma, Davide Caci dell'associazione culturale
Rapalloonia All'inizio De Palma ha ricordato come per la prima serie (il cui direttore del doppiaggio è

stato lo scomparso
E.Carabelli) fosse stata lasciata ampia libertà di adattamento, anche per l'inconsapevolezza del settore che si stava affrontando. E Carabelli prese una direzione precisa che ancora oggi è ben ricordata. De Palma ha ereditato il peso di questa responsabilità: "Siamo due persone diverse: lui all'epoca era affermato, io sono a metà strada. [...] Nel corso degli anni si sono evolute le condizioni di lavoro. Non si gode più della libertà di un tempo: le fonti originali sono disponibili e facilmente reperibili, anche tramite internet, di conseguenza non è più possibile mascherarsi dietro alla scusante dell'ignoranza di certi particolari o sfumature.[...] Per questo e altri motivi ho vissuto una vera e propria "ansia da prestazione". A lungo si è parlato della possibilità di realizzare una nuova serie e di presentarla in Italia. Inoltre è stata realizzata una petizione on line dai fan della serie perchè fossero mantenute certe caratteristiche, e perchè divenissi direttore del doppiaggio, con dubbi unicamente sulla possibilità che la mia voce, quindici anni dopo non fosse più adatta al personaggio" (va detto che Tora Furuya, doppiatore giapponese di Seiya, è coetaneo di De Palma: questo dimostra come anche in Giappone fin da subito si sia scelto in fase di scelta voci di dare una maturità e una tensione maggiore al personaggio.)

All'estero gli adattamenti hanno operato scelte diverse rispetto all'Italia, dove non si è fatta una traduzione pedissequa dello script, ma si sono inserite sfumature assenti dall'edizione originale e da quelle estere. All'epoca spesso gli script originali oltretutto mancavano per cui era necessario integrare le vicende. Si è puntato a mantenere il registo linguistico più alto. La cosa curiosa è come il successo di pubblico abbia premiato una scelta che non banalizzava e appiattiva il doppiaggio.
Non sono mancati gli apprezzamenti sui colleghi che hanno dato voce agli altri personaggi, e che De Palma giudica ancora adatti nonostante il passaggio di 15 anni: "Sembra che il tempo si sia fermato, hanno la stessa freschezza di allora con in più il valore aggiunto dell'esperienza, che su personaggi simili, con queste tematiche, è qualcosa di assai positivo."
Altro tema affrontato è quello della censura degli anime in TV. "Intanto, ovviamente saranno realizzati dei DVD con gli episodi in versione integrale. Nonostante infatti molte cose rispetto al passato siano cambiate, restano alcuni problemi dati da associazioni come il Moige che per scene considerate troppo violente o crude potrebbero causare accuse e relativi cali di investimenti pubblicitari. Non è possibile ipotizzare pertanto una messa in scena che prescinda da certi accorgimenti quali virare il rosso vivo del sangue in altre sfumature o colori meno cruenti. In Italia perdura la convinzione che il fumetto/cartone animato sia una produzione per bambini. Questo perchè gli anime (come i film) vengono acquistati a pacchetti, e pertanto, comprata una serie, sarebbe poco sensato tenerla parcheggiata in archivio."
Le domande dal pubblico (oltre alla canonica richiesta di lanciare

un "fulmine di pegasus", battuta-tormentone del suo personaggio) si sono incentrate sulla sua esperienza di doppiatore, chiedendo ad esempio se si è riuscito a divertire in fase di lavorazione: "Non può essere diversamente, perchè qui si recita sul serio: si recitano i sentimenti. Su Pegasus mi diverto come se stessi recitando Amleto. Doppiare un personaggio che soffre è il non plus ultra per chi ha studiato recitazione drammatica.
Il doppiaggio non ha una dimensione autoriale: ha fini commerciali precisi, e lo fanno solo i protagonisti, è un lavoro molto tecnico e specializzato, per cui trovare gratificazione è essenziale. Non c'è neppure il pubblico con cui raffrontarsi in fase di registrazione".
E, a proposito del pubblico, "Ringrazio il pubblico che mi ha seguito anche sul mio forum, e ha colllaborato con suggerimenti e idee per un prodotto finale che fosse il più possibile vicino ai propri desideri. Ad esempio è il caso di un episodio in cui Shaka di Virgo, bambino, parla col Buddha, e che ha sollevato varie perplessità. Nella prima serie non è stato mai fatto alcun riferimento alla religione. Su esplicita richiesta si è avanzata questa ipotesi al cliente che ha accettato e quindi verrà nominata questa figura"

Altra domanda immancabile è stata quella relativa al rapporto osmotico tra personaggio e doppiatore: quanto dell'uno è nell'altro?: "Molto, soprattutto la passione per il lavoro. Vorrei avere molte cose di Seiya, a cominciare dall'età per arrivare all'anelito alla giustizia eccetera. Credo di avergli dato molto, come lui ha fatto con me, anche perchè è arrivato in un periodo particolare in cui la professione e la perizia tecnica che ho ora si andavano formando."