
L'arena dello spazio Bookstock si è riempita questa sera di un pubblico eterogeneo per età e aspetto (dal giovane alternativo alla signora più attempata tutta in tiro per farsi notare meglio tra gli stand). Tutti attenti nel seguire sul palco un momento di spettacolo e riflessione.
Lo ammetto. Io su di lui, il vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo, avevo diverse riserve. Dovute per lo più a quel suo esordio tra i nomi che si ricordano che ha tormentato per le radio e le tv gli italiani un paio di anni fa (..."
vorrei cantare come Biagio Antonacci...."), ma già negli ultimi mesi, con le partecipazioni televisive post-festival e una serie di interviste approfondite, qualcosa di questo ragazzo dal sorriso facile e dagli occhi curiosi mi aveva lasciato da pensare.
Stasera ho avuto modo di testare queste mie ultime impressioni: Simone Cristicchi ha affascinato tutti con le storie dei personaggi che popolano il suo universo fantastico e reale allo stesso tempo. Fantastico perchè popolato di personaggi che sembrano usciti da una favola o da un film di Tim Burton, tra custodi che si innamorano di opere d'arte e cellulari che amoreggiano con carte SIM, e anche per la delicatezza con cui il cantautore lo racconta, reale perchè per lo più storie basate su storie reali di persone di quei matti che Simone ha conosciuto da vicino lavorando da volontario in un centro di igiene mentale. Simone è riuscito a colpirmi. Sarà che sono prevenuto verso i cantanti italiani, forse perchè quei pochi che ho sentito live hanno mostrato raramente

doti artistiche reali, svelando quanto sia importante la postproduzione di un disco e i rimaneggiamenti sulle incisioni. Cristicchi si è dimostrato un buon affabulatore, un cantante che sa tenere molto bene il palco, alternando come tipicamente nel teatro canzone letture di lettere, poesie, stralci da diari. Testi particolari quelli delle sue canzoni, profondi, tutti, ma decisamente orecchiabili e memorizzabili. Non bisogna farsi ingannare insomma dalla (apparente) leggerezza di canzoni come Studentessa universitaria. Molte le canzoni che ancora non conoscevo, ma in tutte emerge una buona abilità nel lavorare sui testi e nel presentare tematiche attuali in musica, con un effetto finale piacevole. Altro punto che ha colpito è l'ottima resa di Simone "dal vivo": non è raro rimanere delusi dalle esecuzioni live dei vari artisti, capaci di non azzeccare una nota dei loro cavalli di battaglia...cosa che stasera non è successa.
Una ulteriore occasione offerta dalla Fiera per riflettere su persone che vivono ai confini, e per avvicinarsi ad un cantante meritevole di successo.