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Luttazzi più velenoso che mai (in teatro) con Barracuda 2
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
Daniele Luttazzi è un genio del male, ma non fa capo a nessun demonio particolare, se non se stesso. Crea un numero di battute quasi infinito che snocciola in due ore di spettacolo senza quasi nessuna sosta. Ieri al Teatro Colosseo di Torino è apparso a palco vuoto, con un leggio al centro, camicia bianca e pantaloni blu. "E' vietata la registrazione dello spettacolo con qualsiasi supporto multimediale, altrimenti verrete mangiati, per gli altri buon divertimento", così tuona dal dietro le quinte. La preoccupazione che qualche pirata in missione fosse pronto per compiere qualche malefatta era tanta, e così chiede sprezzante anche ad inizio spettacolo che cosa fosse la lucina blu che brillava in galleria. Si rivela essere poi solo una luce di servizio. Superate le imbarazzanti tutele mediatiche, e c'è da capirlo di questi tempi, inizia a scaldare i motori, parlando in maniera rilassata e successivamente più serrata di una sequela interminabile di fidanzate vere e presunte, con il pretesto di cornice legato alla scoperta di una sua pericolosa vaginite maschile.
E' riuscito a parlare per quasi un'ora di sesso orale, pratiche sessuali più o meno anomale con aneddoti sul tradimento, senza freni, facendo letteralmente scoppiare la sala dal divertimento, e interagendo con essa. Incredibile la gag nella quale chiede al pubblico di praticare la terapia psicologica, quella di suo fratello con le sopracciglia inespressive, che consiste nel scrocchiare le dita.
Dopo una brevissima pausa scende poi nel mondo dell'attualità, mista dissacratoriamente con la religione e la tv. Il partito democratico effetto del discioglimento romano da stagione estiva precoce, la lentezza di Prodi, la causa vinta contro Berlusconi, parole grosse verso D'Alema e Mastella. Non ne risparmia per nessuno, nemmeno per i divi della tv. Parla di opportunismo, quello che creano presentatori di successo come Bonolis, Baudo, Ventura, Fazio, fino alla Bignardi, i quali non chiarificando un personale schieramento ideologico e politico tracimano il loro lavoro mediatico in asservimento verso i potenti, intervistati d'ufficio, per poi essere debitamente ricompensati dal "sistema" televisivo con ritorni in tv, telegatti inaspettati e presentazioni di kermesse canore di successo.
Rimanendo in argomento, Luttazzi dice di aver ricevuto una telefonata da Pippo Baudo per partecipare a Sanremo 2007 come comico, e di aver rifiutato perchè sarebbe stato costretto ad un mezzo imbavagliamento che non era disposto ad accettare (cosa che poi è avvenuta a Tortora e Marcorè). Dice che non tornerà in Rai, e che lo farebbe solo se gli venisse permesso di presentare un telegiornale satirico senza peli sulla lingua.
Parla del nuovo governo, del Prodi bis Vaticano che avrebbe allontanato le frange di sinistra estremista, che lui ribattezza pacifista, per seguire obiettivi in linea con una progettualità più di bella facciata che di concreto operato, ricordando ai giovani a quali guai questa politica economica sta inesorabilmente incorrendo.

Graffia la religione dissacrando in maniera deliziosa Papa Ratzinger, e ricordando ancor prima delle gerarchie ecclesiali che la caratteristica più attrattiva del Cristo in croce sono gli addominali fantastici del suo fisico. Altro che Budda.
Satira vera, una boccata d'aria pulita e tantissimo pane per la mente. Divertimento di grande piacevolezza, disturbato purtroppo da un'acustica non ottimale del teatro che accompagnato dallo stile espositivo celerissimo di Luttazzi, ha reso la comprensione di alcune battute piuttosto ostica.
E poi l'esagerazione negli applausi. Capisco il carampanismo, ma pochi forse hanno colto l'importanza di una delle sue frasi iniziali che diceva più o meno così: "Potete fare due scelte, applaudire, oppure CONSERVARE I VOSTRI APPLAUSI, trattenerli, ed esprimerli alla fine dello spettacolo per via anale". La mia lettura di questa frase era: lasciatemi finire e poi vi sfogate. Nulla da fare. Ogni volta che diceva Berlusconi era un applauso. La sub cultura della tv commerciale ci ha insegnato a battere le mani più del dovuto. Daniele è un concertista, e va ascoltato silenziosamente fino alla fine.
Sala quasi del tutto piena, pubblico soddisfatto, un bello spettacolo di grande piglio e genialità. A volte viene da chiedersi, magari sbagliando, come questi bravi artisti facciano convivere l'aspetto ideologico da aizzatori e motivatori delle piazze, con la componente commerciale del loro lavoro. Quanto valore ha l'uno e quanto l'altro e soppesarli. Pagherei per poterlo fare. ma un dato di fatto è palese: un uomo da solo riesce a imbambolare positivamente una platea, e in televisione oggi ne portano e ne pagano almeno il doppio contemporaneamente per farci vedere come pestano l'uva. Speriamo che prima o poi le cose possano cambiare, e che la professionalità non resti relegata solo nei teatri.
Pubblicato il 05/05/2007 alle 03:04 da kaos
Tag: comicita, spettacolo, teatro, televisione
E' presente un commento:
1. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, girrrl ha scritto:
C'ero anch'io a Torino e la cosa per me incredibile è che qualunque spunto ( compresa la lucina blu all'inizio ) viene usato da Luttazzi per farci una battuta. E' un vulcano in eruzione continua. Un grande artista dai tempi comici perfetti ( si nota sempre la sua velocità, ma il suo vero talento sono le pause, magistrali! ) Davvero peccato non vederlo più in tv.
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