Ognuno ha i suoi segreti. Tutti ne hanno uno. Provate a pensare alla vostra vita, al vostro passato, al presente, ai vostri desideri irrealizzati. Una volta individuato quello più ricorrente provate a ripeterlo a voi stessi un paio di volte. Vi angoscia vero? Io ne ho più di uno, non me ne vergogno, e almeno uno di questi non lo sa proprio nessuno. Altri invece ho preferito condividerli, proprio come capita spesso a tutti voi. Il problema è che il più delle volte lo facciamo solo con le persone che sappiamo di per certo che non ci giudicheranno. A pensarci bene è una mossa abbastanza vigliacca scegliere di rivelare i propri segreti solo alle persone giuste, quando le svolte nella vita si ottengono solo quando i segreti vengono rivelati alle persone sbagliate che potrebbero rivoltarti come un calzino e renderti la vita il più delle volte infernale, per poi perdonarti, capire e magari dopo lungo tempo accettare. Rendendoti concretamente libero. Gli uomini inoltre sono dei cattivissimi custodi dei segreti, dei propri e soprattutto di quelli altrui. Siamo delle casseforti di cartacrespa con il codice ad una cifra. Bastano sempre meno di dieci tentativi per farsi dire tutto, ma proprio tutto quello che ti hanno chiesto gentilmente di sotterrare con te nella tomba. Il senso di discrezione e di rispetto dell'altro è solo un timido abitante di un pianeta lontano anni luce dalla Terra. Lo dico per esperienza personale, purtroppo. Ci ritroviamo così a rivelare agli altri solo i segreti personali che pensiamo non possano nuocere più di tanto a noi stessi una volta dichiarati, e a elargire quelli privatamente rivelati dagli altri senza troppi problemi, con l'assurda raccomandazione che tuona sempre e identicamente così:"Mi raccomando, non lo dire a nessuno, eh?". Il risultato è che tutti sanno tutto, tranne il poveraccio di turno che ha avuto la maledetta idea di palesarsi al più sordido degli amici.
Il nostro rivelare segreti oggi ci dà spesso la certezza inconsapevole che prima o poi la voce si spargerà, e che l'unico reale vantaggio in tutto questo possa essere il non dover fare troppo sforzo umano affinchè tutti sappiano. Nessun folle rivelerebbe un segreto fondamentale per la propria vita senza essere vagamente pronto all'eventualità che tutti in futuro lo vengano a sapere. In pratica, a livello inconscio, speriamo che un graduale "tradimento" della promessa di segretezza ci possa rendere più liberi con le nostre coscienze. Non accade sempre, sia chiaro, alle volte condividiamo parti della nostra vita e ci vogliamo tutelare anche dopo esserci confidati, ma il desiderio di non essere condannati o giudicati male da più persone possibili (e non solo da quelle importanti) è spesso latente in noi anche se non lo diamo a vedere. Testiamo il nostro coraggio nel renderci veri per pochi, quando nella vita a volte lo vorremmo essere per tutti. Si vive quindi meglio senza segreti o i segreti ci rendono vivi? Ci rende più liberi la consapevolezza altrui, o l'omissione tutelatrice del segreto? Esistono ancora gli amici che mantengono i segreti? E 'ancora possibile mettere un pezzo della propria anima nelle mani di un amico affichè ne condivida con te le gioie e le preoccupazioni, anche se molto scomode? Nel frattempo i miei segreti, oggi, li tengo per me. Morendo dalla voglia di non averne più, impaurito per il rischio di non averne più nessuno. |
Pubblicato il 30/04/2007 alle 01:06 da kaos
Tag: amici, sentimenti
|